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"Investire sul vino non è più di moda: anche a Bordeaux è tempo di fast wine". L'analisi di Millésima

Il consumo rapido ha cambiato il modo di approcciarsi al vino, come spiega l'azienda francese leader nella vendita di fine wine nel mondo. Ma anche lo stile cambia per intercettare i consumatori più giovani

  • 04 Maggio, 2026
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Che sia inversione di tendenza o questione di prezzo una cosa è certa: oggi si compra meno Bordeaux. In passato nelle carte dei grandi ristoranti era impossibile non trovare almeno una decina di referenze bordolesi. Adesso non è più così e nel mondo della ristorazione si cerca novità, stravaganza e meno “certezze”. Non si investe più per bottiglie a lungo termine, si compra velocemente, si esige un servizio rapido, bevibilità e magari prezzi più competitivi. A confermarlo è il team di  Millésima, dal 1983 azienda leader nel commercio di vini, specializzata nella vendita online di vini pregiati e vini en primeur guidata dalla famiglia Bernard, Patrick, Fabrice e Hortense. 

I buyer prima compravano bottiglie per il gusto del grande investimento, questo dato oggi è in calo. Si fa meno cantina e si privilegia un acquisto “fast wine”, presto e subito. Detto in poche parole servono bottiglie per la cena che si organizza tra due giorni, altro che rituale di invecchiamento. Che sia una fase di passaggio? Può essere. La storia ci ha abituato a cicli e ricicli e per i nostalgici non resta che attendere il prossimo turno.

E poi ci sono le percentuali, dati che evidenziano un abbassamento del 6% di consumi, dal 2020 al 2024, proprio per i Bordeaux. Il dato confortante è che comunque una fascia di giovani è attirato ancora dai grandi vini locali, meno presenti nelle carte dei vini dei ristoranti, ma sempre richiesto: un esempio è il fenomeno annata 2019, dopo la revisione dei prezzi, proprio Millésima ha iniziato a registrare tra gli acquirenti un’età media che si è abbassata di due anni.

Millésima rappresenta un pilastro fondamentale nella gestione delle vendite di Bordeaux. Come sta andando?

Bordeaux sta registrando performance in linea con le altre regioni. Al momento, la tendenza vede i consumatori acquistare meno bottiglie, ma di valore superiore. I concetti di piacere e qualità sono diventati centrali. La crisi attuale ha rallentato lo slancio positivo che avevamo costruito, ma il trend generale rimane positivo.

Come è cambiata la domanda di mercato?

Nell’ultimo decennio i vini di Bordeaux hanno perso attrattiva, in particolare tra i sommelier. Bordeaux è una regione vinicola consolidata e la tendenza attuale è sempre più orientata alla scoperta di nuove zone. I sommelier si sono mostrati sempre più interessati a presentare vini meno conosciuti. In un certo senso, questo è uno sviluppo positivo, poiché imparare e scoprire cose nuove ogni giorno è essenziale nel nostro settore. Tuttavia, ha avuto un impatto significativo su Bordeaux, che ora compare meno frequentemente nelle carte. Un tempo era onnipresente. E quando un vino è assente dalla carta, la domanda dei consumatori inevitabilmente cala. Detto questo, se Bordeaux viene offerto direttamente ai consumatori, l’interesse è ancora molto forte; è semplicemente diventato meno visibile. Spesso si parla di cicli e riteniamo che l’ultimo sia stato quello dell’esplorazione del mondo del vino in una prospettiva più ampia. Sarà interessante vedere dove ci porterà il prossimo ciclo.

Come state reagendo?

Abbiamo già assistito a grandi cambiamenti e continueremo a vederne. Dobbiamo adeguarci, rimanere flessibili e soprattutto attenti alle esigenze dei nostri clienti. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo aperto tutto il nostro negozio alla vendita di singole bottiglie. In precedenza, vendevamo sempre in multipli di sei, poiché questo rimane il metodo più sicuro per la spedizione del vino. Tuttavia, abbiamo tenuto conto del fatto che i clienti desiderano la libertà di gestire il proprio budget per il vino, la quantità che può essere conservata in cantina o semplicemente le proprie esigenze immediate. Facciamo del nostro meglio per ascoltarli e adattare la nostra strategia al fine di fornire il miglior servizio possibile.

Si parla continuamente di nuove generazioni e di come avvicinare i giovani al vino. Questo vale anche per Bordeaux?

Vale per ogni regione vinicola. Bordeaux è cambiata considerevolmente nell’ultimo decennio, con una nuova generazione che ora è al centro dell’attenzione. Stanno cercando di affrontare le sfide del nostro tempo. Oggi, se visitate Bordeaux, rimarrete colpiti da quanto ogni tenuta investa nel proprio terreno, nelle proprie pratiche e nel proprio ambiente. Un vino deve esprimere il suo terroir e, per farlo, deve  rispettarlo. Bordeaux si è evoluta significativamente in questa direzione e non solo: i vini sono bevibili anche in giovane età. Potete aprire una bottiglia nei primi anni senza commettere un crimine. Rimarrete sorpresi dalla sua freschezza e dai suoi tannini morbidi. Si sta evolvendo e comprende che i consumatori non hanno più le cantine dei nostri genitori, né la stessa pazienza, e che la prossima generazione sarà ancora diversa.

Evoluzione di ispirazione darwiniana…

Negli ultimi due decenni, il consumo di vino tra le giovani generazioni ha subito una profonda trasformazione. I Millennials e la GenZ bevono in modo diverso: più occasionalmente, con maggiore curiosità e spesso con attenzione alla scoperta più che alla tradizione. Questo cambiamento ha naturalmente favorito le regioni emergenti e i produttori della nuova ondata, i cui codici, meno formali, più accessibili e talvolta più sperimentali, risuonano con un pubblico più giovane. Al contrario, regioni più consolidate come Bordeaux hanno talvolta faticato a mantenere lo stesso livello di attrattiva, spesso percepite come tradizionali o meno accessibili. Tuttavia, questa narrazione merita una precisazione.

Prego.

Quando il prodotto è in linea con le aspettative, sia in termini di stile, narrazione o prezzo, i giovani consumatori non esitano ad avvicinarsi alle regioni classiche. Abbiamo osservato, per esempio, un notevole ringiovanimento della  clientela durante la campagna En Primeur 2019. L’età media si è abbassata di due anni, in gran parte grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo dell’annata. Questo esempio evidenzia un punto chiave: i giovani consumatori non stanno rifiutando Bordeaux in quanto tale, stanno rispondendo alla necessità di rilevanza.

In futuro, quindi, le cose potrebbero cambiare? 

Bordeaux si trova in un momento cruciale. I prezzi sono diventati più interessanti, creando nuove opportunità per riconnettersi con un pubblico più ampio. Allo stesso tempo, l’evoluzione degli stili dei vini, verso una maggiore immediatezza, equilibrio e bevibilità per i giovani, si adatta meglio alle abitudini di consumo contemporanee. Se queste dinamiche dovessero continuare, Bordeaux potrebbe benissimo riconquistare il suo posto tra i vini che le giovani generazioni non solo rispettano, ma scelgono attivamente.

Dal vostro punto di vista cosa potete fare per andare incontro alle nuove esigenze? 

La trasformazione a cui stiamo assistendo è che i consumatori acquistano sempre più vino per il consumo immediato. Investono meno in annate pre-acquisto e mostrano più interesse per le nuove annate. Questa tendenza potrebbe invertirsi tra qualche anno, è difficile dirlo. Per ora il trend privilegia il consumo immediato rispetto all’investimento. La trasformazione che vediamo riguarda il servizio: dobbiamo reagire più rapidamente. Vent’anni fa i clienti non avevano fretta di ricevere i loro vini, acquistavano per la loro cantina e pianificavano con largo anticipo. Oggi, hanno bisogno del vino per la sera successiva, quindi dobbiamo essere reattivi sui nostri servizi di consegna e i metodi di lavorazione per spedire i vini nel modo nel modo più rapido ed efficiente possibile.

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