Promossa dall’organizzazione della World’s 50 Best Restaurants, in collaborazione con il Basque Culinary Center, l’iniziativa 50 Next accende i riflettori sui giovani protagonisti del mondo enogastronomico e agroalimentare, tra produttori, scienziati, designer, imprenditori creativi, attivisti.
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50 Next. La fotografia dei giovani innovatori

C’è pochissima Italia nella lista dei 50 Next, non una classifica, ma un elenco ragionato che, per la prima volta, riunisce i giovani più promettenti al lavoro per rivoluzionare il settore dell’enogastronomia. L’iniziativa prende le mosse nell’alveo dell’organizzazione che presiede alla classifica annuale dei World’s 50 Best Restaurants (ma anche dei 50 migliori bar del mondo). E William Drew, che la rappresenta, riassume così la genesi di un progetto che è anche figlio della pandemia: “In un momento di grande necessità di una ripresa globale, l’iniziativa 50 Next promuove un pensiero positivo, sostenibile e visionario. Con questo elenco davvero variegato di giovani, forniamo una piattaforma per coloro che lottano per un futuro più luminoso per il settore della gastronomia”. Cinquanta talenti under 35, che nella prima edizione del format provengono da 34 Paesi diversi del mondo, coprendo i sei continenti. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di mostrare quanto sia variegata la scena gastronomica globale, e valorizzarne le differenze.

Chi sono i protagonisti di 50 Next

Altrettanto vario è l’orizzonte di riferimento del “premio”, che nell’individuare questi giovani capaci di cambiare il mondo della gastronomia menziona produttori, innovatori tecnologici, attivisti, divulgatori, cuochi, scienziati suddividendoli in sette categorie: produttori che stanno cambiando le regole; fautori della rivoluzione tecnologica; divulgatori carismatici; imprenditori creativi; innovatori scientifici; pionieri dell’ospitalità e dell’attivismo. In ognuno di loro, chi ha stilato l’elenco (con il supporto del Basque Culinary Center di San Sebastian) ha visto le potenzialità per cambiare in positivo il mondo, operando nel settore enogastronomico e agroalimentare. Sugli stessi principi, peraltro, si basa il Basque Culinary Prize, che ormai da diversi anni premia gli chef impegnati a sostenere la propria comunità. Nel caso di 50 Next, però, i cuochi rappresentano solo una ristretta minoranza della selezione, che invece spazia dal produttore peruviano Manuel Choqque, capace di inventare un “vino di patate”, alla ricercatrice sudafricana Leah Bessa, al lavoro sull’alimentazione a base di insetti, all’attivista libanese Maya Terro, che a Beirut ha fondato l’organizzazione FoodBlessed, per combattere la fame.

Tante giovani donne in lista

I talenti e le qualità dei nomi in lista, del resto, sono molteplici: Clara Diez, 29 anni, di Madrid, è una brillante artigiana del formaggio; Solveiga Pakstaite, 28 anni, originaria di Vilnius di stanza a Londra, è una designer industriale che ha scelto di dedicarsi a contrastare lo spreco alimentare attraverso la tecnologia; Mariana Aleixo, 33 anni, di Rio de Janeiro, aiuta le donne delle favelas insegnando loro a emanciparsi attraverso la cucina. La compagine femminile – per una volta! – è molto nutrita. Tra gli chef, invece, si segnalano l’australiano Josh Niland – presente in lista per il suo lavoro sulla “macelleria” di mare, che molti cuochi sta ispirando nel mondo, come Jacopo Ticchi Da Lucio, a Rimini, o i ragazzi di Sintesi, alle porte di Roma – il londinese Douglas McMaster e la sua cucina antispreco, la cuoca boliviana (originaria della Bulgaria) della biodiversità Marsia Taha, il newyorkese Matt Jozwiak, che con Daniel Humm ha dato vita al progetto Rethink per aiutare chi non ha cibo. Interessante anche il novero degli imprenditori creativi, da Divya Mohan, con le sue cannucce edibili, al newyorkese John Gray, fondatore di Ghetto Gastro. A Maitane Alonso Monasterio, studentessa basca di medicina di 20 anni, che ha inventato una macchina per la conservazione del cibo, spetta invece il titolo di più giovane in lista.

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Le vigne di Carema

Per l’Italia c’è Gian Marco Viano

L’Italia è presente solo con un nome, riconducibile alla categoria dei produttori che stanno cambiando le regole del gioco. Lui è Gian Marco Viano, 34 anni, viticoltore nel territorio della Doc Carema, al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta: dopo un passato nell’alta ristorazione, come sommelier, oggi è alla guida della cantina Monte Maletto, in un contesto faticoso, da strappare alle forti pendenze, e per questo quasi dimenticato, nonostante dia la possibilità di lavorare su una grande qualità.

Nel 2022, la seconda edizione di 50 Next sarà celebrata con un evento dal vivo, nei Paesi Baschi.

 

www.theworlds50best.com/50next/list/the-list

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a cura di Livia Montagnoli