Sono 15 le realtà d'Italia e d'Europa che si ritroveranno il 10 marzo a Matera, per discutere di cibo come motore di relazioni sociali. L'obiettivo? Produrre un atlante e una carta programmatica del social food.
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Cos’è il social food

Sarà Matera, nell’anno che la qualifica Capitale Europea della Cultura, a battezzare l’esordio del Social Food Forum, ideato da John Tackara, scrittore e teorico del design sociale, che da più di 20 anni organizza eventi per sensibilizzare a guardare la realtà da una prospettiva diversa, in difesa della sostenibilità e della solidarietà sociale. Viaggiatore instancabile, negli anni Tackara ha collezionato un gran numero di storie, con l’obiettivo di mettere in relazione piccole realtà che agiscono positivamente sulla propria comunità, ma difficilmente hanno l’opportunità di confrontarsi tra loro, per crescere insieme. Il social food è solo uno dei campi di applicazione di questa filosofia, il forum di Matera vuole incentivare la nascita di un movimento trasversale, partendo dalla mappatura globale di un’ampia varietà di progetti, dalle cucine comunitarie all’agricoltura terapeutica, dai progetti di ripristino del suolo ai progetti di salvaguardia dei semi. E poi orti scolastici, catering con programmi sociali, progetti alimentari che puntano sull’integrazione di rifugiati, progetti di forest food, apicoltura urbana, progetti di commercio equo.

Il forum di Matera

Il Social Food Atlas, già consultabile online con le bandierine delle prime realtà che hanno risposto alla chiamata, sarà presentato il 10 marzo, in occasione del Forum, insieme al Social Food Green Paper, la carta programmatica che sancirà l’esito dei lavori, definendo competenze e risorse necessarie come base di lavoro per il futuro. Mentre a settembre 2019 la città dei Sassi sarà teatro di un evento costruito grazie alla condivisione di ricette di famiglia tramite la community #Mammamiaaa, che celebra il ruolo delle donne nella creazione dei pasti organizzando tavole conviviali in tutta Europa. “Perché il cibo” come sostiene Tackara “significa relazioni, e non solo nutrimento; cura, e non solo consumo”. Coprodotto da Casa Netural e Fondazione Matera Basilicata 2019, il Forum si celebrerà nella Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, il 10 marzo, dalle 10.30 del mattino (ingresso gratuito).

La salsa di pomodoro in barattolo di Funky Tomato

I protagonisti

E darà voce a 15 social food curator d’Italia e d’Europa, che vi presentiamo uno a uno, in attesa di scoprire gli esiti dell’incontro.

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Italia

VaZapp: Il primo hub rurale di Puglia è nato a Foggia quasi cinque anni fa. E si propone come luogo di formazione e creazione di relazioni nel mondo agricolo.

Rete Semi Rurali – Il Querceto: L’agriturismo di Marsicotevere, nel cuore dell’Appennino Lucano, è un’azienda bio ecologica e aderisce alla Rete Semi Rurali per salvaguardare la biodiversità agricola e le varietà tradizionali di frumenti, orzo e farro. Si coltivano anche alberi da frutta antichi

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Alce Nero: il gruppo stanziato a San Lazzaro di Savena è in attività dal 1978, ma non ha cambiato la sua missione, proporre sul mercato una vasta gamma di prodotti da agricoltura biologica.

Wonder Grottole: a 30 chilometri da Matera, la comunità che si è costituita a Grottole per ripensare l’approccio turistico e agricolo al territorio sta colonizzando le case sfitte del paese per farne un centro di coworking e scambio di idee. Tutti sono benvenuti!

Atlante del cibo Matera: Un progetto in fieri, con l’obiettivo di aggregare e raccogliere in un’unica piattaforma multimediale gli esiti delle ricerche sul cibo producendo un rapporto periodico di sintesi sul sistema locale del cibo (mappe cartografiche, info grafiche, di attori e processi).

Avanzi Popolo: Promosso dall’Associazione Farina 080, il progetto è impegnato in azioni contro lo spreco di cibo, che a Bari recupera le eccedenze alimentari per distribuirle a chi ne ha bisogno.

Funky Tomato: Dopo anni di lavoro “nei campi” di Campania e Basilicata, Funky Tomato ha concretizzato un modello di filiera di produzione (del pomodoro) che tiene conto dell’elemento culturale per riorganizzare il lavoro secondo criteri di equità sociale, contro lo sfruttamento e per la dignità del lavoro e delle persone.

Liminaria: L’obiettivo è quello di creare reti rurali sostenibili da un punto di vista culturale, sociale ed economico nella zona del Fortore (tra Benevento, Campobasso e Foggia). Si organizzano residenze per artisti, co-working, eventi culturali.

Panecotto Ethical Bistrot: Panecotto è un modello imprenditoriale etico, che favorisce l’inclusione sociale e l’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati e fasce deboli sul mercato del lavoro. Sviluppato dal Consorzio di coop sociali La Città Essenziale, si propaga come franchising in tutta la Basilicata (e oltre), per valorizzare i prodotti della regione.

Casa Netural (Agri-Netural): Nato da una tendenza progettuale come l’Urbanismo Alimentare, il progetto vuole esaminare l’impatto che la produzione di cibo può avere sul disegno della città e della sua architettura. Agri-Netural si propone di mappare i luoghi abbandonati  e coltivare gli spazi interstiziali, le corti, i tetti piani, gli edifici apparentemente di nessuno.

 

Europa

Simra (Scozia): Il progetto si preoccupa di stabilire nuove relazioni sociali e produttive in aree rurali marginali, per ripristinare un sistema economico e sociale stabile, con particolare attenzione per i Paesi del bacino Mediterraneo.

Surcos Urbanos (Spagna): Orti urbani, nuovi spazi di condivisione che favoriscano pratiche sostenibili, rigenerazione urbana. È questa l’idea di Urbanismo sociale dell’associazione spagnola.

Vart (Svezia): l’hub dedicato al cibo sostenibile ha sede a Goteborg e si occupa di recuperare alimenti sprecati ancora commestibili per cucinarli e immetterli sul circuito di catering e ristorazione.

Doors of Perception (Francia): Fondata nel 1999 da Tackara, la società porta in giro nel mondo la necessità di ripensare la progettazione delle città alla luce di un design sostenibile.

Atelier LUMA (Francia): Ad Arles, l’Atelier utilizza il design come chiave di trasformazione della realtà. Con il progetto Food circle sostiene cucine di comunità, orti urbani, progetti antispreco.

Holis (Polonia): Dalla Polonia, l’idea di un campo estivo in campagna dove incontrarsi per collaborare alla costruzione di un nuovo senso di comunità, mettendo in comune le competenze di ciascuno

 Urbania Hoeve Social Design Lab (Olanda): L’associazione olandese promuove lo sviluppo di filiere produttive alimentari in ambito urbano, modificando l’urbanistica delle città.

 

a cura di Livia Montagnoli