Della Pizzeria Remo a Testaccio, ne scrivemmo giusto la scorsa estate. Erano i primi giorni di agosto, la capitale iniziava a svuotarsi come sempre accade nel mese più caldo dell’anno, ed insieme a Tonino e Silvio – due dei tre soci oggi al comando- ripercorremmo la storia di questa pizzeria simbolo di Testaccio ed anche di quella romanità che inesorabilmente sta scomparendo.

E purtroppo questa romanità un po’ guascona, certamente irriverente ma senza dubbio autentica, perde un altro pezzo. Ieri purtroppo è venuto mancare Remo Stecconi, aveva 90 anni ed è stato uno dei tre fondatori di questa iconica pizzeria testaccina.
La pizzeria nasce nel 1976 rilevando i locali dell’ex osteria Da Corrado, ad aprirla furono tre amici: Giuseppe, Libero e Remo appunto. Ai tempi quando c’era da scegliere il nome del locale, non funzionava mica come oggi che si chiamano a rapporto creativi e agenzie di marketing, si sceglieva il nome più breve anche per risparmiare sui costi dell’insegna. E allora tra i tre, Remo sembrò quello giusto. In questi 50 anni di attività, la pizzeria di Remo Stecconi è certamente cambiata strutturalmente – ci sono stati avvicendamenti societari e sono stati fatti piccoli lavori di ristrutturazione – la pizza però, è rimasta invariata. Romana, bassa e croccante. E poi l’atmosfera scanzonata e goliardica che tanto piace ai clienti, perchè qua da Remo – oggi come allora – si viene per mangiare una pizza onesta, pagando il giusto e magari facendosi pure due risate col tavolo accanto, ma anche con i camerieri.

Remo dunque se ne va, anche se la sua pizzeria l’aveva lasciata in buone mani già da diversi anni. Negli anni ’80 uscì dalla società e apri nel quartiere Trieste la pizzeria San Marino che gestiva insieme ai figli. Certo dispiace questa triste concomitanza, la sua morte proprio l’anno in cui la pizzeria Remo celebra un traguardo importante come quello del cinquantenario. Quando ad agosto intervistammo i soci attuali, notammo un velo di amarezza mentre ci parlavano di quel legame con Testaccio che forse, anche a causa della gentrificazione, stava progressivamente scomparendo.
Siamo certi però, che il quartiere troverà il tempo e il modo per stringersi attorno al ricordo di Remo che lascia a Testaccio ed ai testaccini, un’eredita dal valore inestimabile.
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