In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, tre esperte del digital e illustrazione lanciano l’iniziativa social #ilgustononhagenere, contro il sessismo nel mondo del food.
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“Per la signorina un’insalata?”, “Le posso suggerire un bel rosé fruttato”, oppure “Per lei una birra piccola chiara poco alcolica?”. Sono solo alcune frasi entrate nel linguaggio comune, così comune come può essere mangiare e bere, che ormai non ci si fa più caso. Esiste davvero, in certe espressioni pronunciate nel mondo gastronomico, un sessismo che – ancora una volta – reputa ­ la donna il sesso debole? Quello “delicato” che non paga al ristorante, che non conosce i “veri sapori”, che si limita ad aver un gusto definibile prettamente femminile, quindi di poca sostanza e che passa in secondo piano?

Le influenze di gusti, di piacere a livello gastronomico, non derivano oggettivamente dalla distinzione del genere sessuale, ma sicuramente da altri fattori, magari socio-ambientali o genetici (azzardiamo una spiegazione giacché questa non è nemmeno la sede adatta) che riguardano l’individuo, l’umano in sé che sia uomo, donna, o altra tipologia.

L’iniziativa social #ilgustononhagenere

Ed è con queste forti premesse che nasce l’iniziativa #ilgustononhagenere, in occasione dell’8 marzo, in cui si celebra la Giornata internazionale della donna. Mariachiara Montera (consulente di content marketing e content creator), Rossana Borroni (project manager e social advertising expert) e Valentina Merzi (illustratrice e fotografa) sono le ideatrici di questo progetto che mira a sconfiggere i pregiudizi di genere sul rapporto donne e cibo.

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L’invito per l’8 marzo è quello di condividere su Instagram, nel feed o nelle stories, l’illustrazione realizzata da Valentina Merzi accompagnata da una caption o da un commento sull’argomento che riguardi anche un’esperienza personale legata a un pregiudizio su donne e cibo, usando l’hashtag #ilgustononhagenere e taggando, preferibilmente, le tre ideatrici per essere ricondivisi.

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Illustrazione di Valentina Merzi

La realtà è che non esiste un palato femminile, non esiste un gusto femminile, non esiste una lingua femminile, perché non esiste un solo modo di rappresentare, raccontare, e indicare il corpo e la fame delle donne” – sostengono Montera, Borroni e Merzi. “Liberiamoci dal sessismo a partire dall’attività più quotidiana che c’è: mangiare, e bere. Facciamolo a tavola, al ristorante, in occasioni conviviali, nei luoghi di lavoro. Libere di mangiare, libere di bere, libere di scegliere”.

Il progetto #ilgustononhagenere a sostegno di Cuoche Combattenti

Ma come ogni iniziativa sociale, anche #ilgustononhagenere sostiene un progetto similare, in questo caso realizzato proprio da donne. Si tratta di Cuoche combattenti, di cui abbiamo ampiamente parlato sul nostro sito, un progetto di imprenditoria sociale di Palermo che mira a difendere l’emancipazione economica di donne vittime di violenza. Infatti, Cuoche Combattenti riunisce donne che hanno subito in passato vessazioni, soprusi e ogni genere di maltrattamento fisico e/o psicologico per ripartire insieme verso una nuova visione del mondo. Tutto questo si è poi concretizzato in un laboratorio gastronomico che produce marmellate, biscotti e prodotti con materie prime a km 0 caratterizzate, nel packaging, dalle cosiddette “etichette parlanti” con frasi motivazionali che incitano le donne a riconoscere e allontanarsi dalla violenza.

In occasione dell’8 marzo, #ilgustononhagenere invita a sostenere Cuoche Combattenti con l’acquisto di prodotti alimentari sul loro shop online.

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A cura di Antonella Dilorenzo