“Se la situazione si fa pesante, il Bagna Cauda Day diventa leggero”. Anche il più conviviale dei riti piemontesi di tradizione del food, nell’anno del Covid, sceglie il delivery e la solidarietà.
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La bagna cauda: una tradizione storica

Aglio, olio e acciughe, l’anello forte fra il Piemonte e il mare, lungo le strade del sale percorse dagli anciué, gli acciugai della Val Maira che tornavano dalla Liguria e dalla Provenza con il loro prezioso carico di acciughe sotto sale. Poi le verdure, primo fra tutti il cardo gobbo di Nizza Monferrato, e il vino, ideale una buona barbera. Il rito della bagna cauda, piatto-icona del Piemonte, è tutto qui, imprescindibile dalla convivialità: la bagna cauda si gusta insieme. Un senso di appartenenza così forte da essersi esteso dovunque ci fosse qualche ristorante piemontese o di piemontesi nel mondo, dalla Nuova Zelanda all’Australia, il Giappone, l’isola di Tonga.

Quest’anno il Covid ha messo in serio pericolo la riuscita del Bagna Cauda Day 2020. Ma il manipolo di audaci dell’Associazione Astigiani, che da otto anni promuove l’evento, non ha mollato. E il rito si è trasformato in un delivery su misura. Naturalmente rinunciando a molti aspetti conviviali e d’effetto, tipo i baci « all’aglio » di mezzanotte, la consegna del premio Testa d’Aj, mostre e alla gran parte degli eventi internazionali. Ma la fiammella sotto i fujot (i pentolini di terracotta) della bagna cauda è rimasta accesa (e, ironicamente, si è ricordato che il distanziamento dopo una cena a base di aglio, è garantito). Persino in Cina!

Bagna cauda a Shangai

La bagna cauda di Shanghai

Difficile, quasi impossibile, proporre anche quest’anno il Bagna Cauda Day nel mondo. Ma nel centro di Shanghai – dove le restrizioni sono finite – il ristorante italiano Atto Primo (interni ispirati al teatro italiano), specialità agnolotti alla monferrina, ha aderito all’evento e lo chef Gianluca Serafin, il 28 e 29 novembre, ha proposto un menu totalmente piemontese e all’aglio, dalla soma d’aj e tomini al verde fra gli antipasti, a una sontuosa bagna cauda con verdure, carne cruda all’albese, e per finire bunet langarolo e pasticceria secca della tradizione.

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Bagna Cauda in pentola

Da noi, a casa e solidale. Con o senza aglio

Nel frattempo, anche in Piemonte, è partita nell’ultimo weekend di novembre e continuerà il 4, 5 e 6 dicembre l’edizione 2020 del Bagna Cauda Day “sporta a cà”. Si prenota nei ristoranti piemontesi che aderiscono all’iniziativa (elenco completo sul sito www.bagnacaudaday.it), e che espongono il simbolo di una sporta per la spesa, e si riceve a casa la bagna cauda da gustare con le verdure. Prezzo invariato e unico in tutti i locali aderenti, 25 euro, e scelta fra tre versioni: “Come dio comanda” con l’aglio, eretica con l’aglio stemperato, o atea senz’aglio. Nel kit che arriva a casa c’è pure il bavagliolone con il motto “Bagna cauda in corpore sano” disegnato da Elena Pianta, astigiana che collabora con la Walt Disney e l’editore Bonelli. Volendo ci si fa portare a casa anche il vino, prezzo fisso di 12€ a bottiglia, e quest’anno a proporre la propria barbera sono cinque storiche aziende vitivinicole astigiane: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlèt di Costigliole d’Asti, Michele Chiarlo di Calamandrana, Coppo di Canelli.

Acciughe in stoffa

E in più, a richiesta (costano 5€), le Acciù, grandi acciughe in stoffa in versione distanziometro. Sono fatte a mano, pezzi unici da 50 centimetri l’una. Facendole “baciare” (sostituto covidiano del bacio di mezzanotte) si ottiene il distanziamento standard di un metro.

Ma il vero plus dell’edizione 2020 è che tutti gli utili della manifestazione andranno alla Croce Rossa che in questi mesi è stata impegnata in prima fila con volontari e operatori. Sarà meno conviviale, ma quanto è solidale il Bagna Cauda Day 2020 al tempo del covid.

www.bagnacaudaday.it

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a cura di Rosalba Graglia