Magiordomus fa consegne a domicilio da oltre vent'anni. Sono partiti con la distribuzione dei quotidiani e oggi portano a casa dei romani i prodotti di alcune delle migliori botteghe della città. Abbiamo intervistato il fondatore Angelo Belli.
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Magiordomus fa consegne a domicilio dal remoto 1997 (oltre vent’anni nel settore delivery sono un’eternità, basta considerare che Just Eat è nato nel 2001!). E oggi, dopo ventitré anni di onorato servizio, continua a portare a casa dei romani i prodotti delle migliori botteghe della città.

La storia di Magiordomus

Siamo nati nel settembre del ’97 – ci racconta il fondatore Angelo Belli, anche ristoratore in città con progetti che nel frattempo ha lasciato l’intera gestione ai figli – per consegnare nelle case di tutta Roma il quotidiano la Repubblica, poi nel ’98 abbiamo iniziato anche con Il Messaggero”. Chi ha avuto l’idea? “Mi hanno contattato direttamente quelli della Repubblica, volevano un altro canale di vendita oltre le edicole. Io all’epoca mi occupavo della distribuzione di giornali italiani all’estero, avevo fatto esperienze in veste di corriere internazionale a partire dal 1983 e dunque i requisiti per questo compito li avevo tutti”. La consegna a domicilio dei quotidiani avveniva di notte e Angelo ha pensato bene di affiancarla alla distribuzione della colazione.

La nascita del food delivery

Già all’epoca arrivavo alle porte delle case di tutta la città, avevo circa 10mila clienti, così pensai di introdurre altri prodotti da abbinare al quotidiano, come il latte e i cornetti”. La cosa ha avuto un successo tale che siamo arrivati ai giorni d’oggi. “Distribuiamo i prodotti di Bonci, de La Tradizione, di Santi Sebastiano e Valentino – qui trovate la nostra selezionee molte altre botteghe romane. Abbiamo sempre cercato di dare loro un’alternativa alla vendita diretta, che in una città come Roma, con tutte le problematiche logistiche e di traffico, richiede”. Il food delivery di Magiordomus – che ha un costo di commissione per i negozianti di circa il 30% (qui trovate i costi delle altre piattaforme di food delivery) – è dunque un modo di allargare la clientela delle piccole botteghe: “Fin dall’inizio ci siamo differenziati da altri servizi simili grazie alla selezione dei negozi serviti. Oltre ai loro prodotti, poi, consegnamo anche frutta e verdura di piccoli contadini del circuito di Campagna Amica o degli alimentari di nicchia”.

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Magiordomus food delivery

Tempi e modalità di consegna

L’altro aspetto che caratterizza Magiordomus è la modalità di consegna, “cerchiamo di incentivare la consegna notturna – che è un po’ il nostro elemento distintivo – l’utente può affidarci le chiavi del portone e noi lasciamo spesa e quotidiano di fronte la porta di casa”. Non temete che ci possa essere qualche furto? “Furti di norma non ce ne sono, tranne rarissimi casi in cui scompare un singolo prodotto, temiamo siano i vicini di casa che si sono scordati di comprare il latte!”. Al di là delle battute, il servizio di food delivery romano è sicuro, specie in questo periodo storico estremamente delicato. “I nostri corrieri sono tutti assunti con regolare contratto, così facendo evitiamo l’elevato turnover del personale che caratterizza solitamente i servizi di delivery: oltre alla fidelizzazione dei clienti, fidelizziamo anche i fattorini. Questo ci consente di avere un maggiore controllo sulle condizioni igienico sanitarie della consegna, che avviene sempre con guanti e mascherine”.

Come è cresciuto il delivery in Italia

Tornando a ragionare a una visione di più ampio respiro, come è cresciuto il delivery in Italia? “Si è passati da una fase iniziale dove la clientela era molto scettica, e dove i ritmi erano diversi (il tempo di scendere di casa per comprarsi il giornale o fare la spesa lo si trovava sempre), a una fase in cui le persone hanno cominciato a fidarsi. Forse il merito va dato ad Amazon che, è inutile negarlo, fa ancora la parte del leone”. I dati del delivery, secondo uno che il delivery lo fa da più di vent’anni, sono nettamente in crescita, a prescindere dall’emergenza Coronavirus. Ma, c’è un ma: “Ora in molti si stanno rendendo conto della comodità del delivery, posso dunque immaginare che altrettanti si butteranno a capofitto in questo business. Il consiglio da veterano che do è quello di specializzarsi perché non si può competere con le grandi piattaforme di delivery: trovatevi delle nicchie di mercato, dei piccoli negozi che fanno della qualità il loro mantra. E ricordatevi sempre che chi si occupa delle consegne a domicilio, toglie il dovere di fare la spesa, non il piacere”.

www2.magiordomus.it

a cura di Annalisa Zordan

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