Percorsi

Dalle ostriche rosa al riso formato maxi: i grandi prodotti del Delta del Po (che non ti aspetti)

Alla scoperta dei gioielli alimentari del Parco Delta del Po versante veneto. Un progetto di ricerca e valorizzazione realizzato dallโ€™Universitร  di Padova

  • 18 Aprile, 2025
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Ci sono terre di frontiera dove, come certe zuppe piene di sapori, convivono diversi ingredienti geografici, politici, culturali ed etnici. E ci sono quelle nelle quali la natura si รจ divertita a mettere insieme differenti elementi, umidi e solidi. Il Delta del Po รจ una di queste zone indefinibili, sospesa fra terra, acqua e mare, che creano un territorio unico, ricco di fascino, bellezza e biodiversitร , non a caso รจ Patrimonio dell’umanitร  Unesco, sia come “Ferrara, cittร  del Rinascimento e il suo Delta” (dal 1999), sia come Riserva di Biosferaย (dal 2015).

Zona tra terra e acqua fuori dal turismo di massa

Questโ€™area a cavallo tra Veneto e Romagna, disegnata dalle diramazioni fluviali del Po, prima che il โ€œgrande fiumeโ€ si getti nel mar Adriatico, e dalla terra compresa nella ragnatela dโ€™acqua, comprende zone naturali protette, per complessivi 66mila ettari: a nord il Parco Regionale Veneto del Delta del Po (12.592 ettari), a sud il Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna (oltre 54.000 ettari). Un ambiente umido caratterizzato da valli da pesca, lagune e canneti, dune e barene, popolato da tartarughe, delfini, fenicotteri e quasi 400 specie di uccelli, che si presta a un turismo slow e da meditazione fuori dai circuiti turistici mainstream, da godere a piedi, in bicicletta, a cavallo, navigando su piccole imbarcazioni, o attraverso il birdwatching.

Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po - coltivazione di riso

Il Delta del Po raccontato con podcast e mappe

Il versante veneto del Parco Naturale, che comprende 9 comuni in provincia di Rovigo, tra i quali Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po, รจ ora al centro di un’iniziativa innovativa che mette in connessione il mondo accademico e della ricerca e gli attori del territorio: aziende agricole e ittiche e realtร  imprenditoriali dedicate alla produzione di food&spirits. Il progetto, curato da Studio Bleu, specializzato nella comunicazione della scienza, รจ stato pensato e realizzato dal Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dellโ€™Universitร  di Padova, in collaborazione con Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po e Fondazione Goletta L.A.B., con lo scopo da una parte di studiare la straordinaria biodiversitร  del territorio e gli effetti del cambiamento climatico in questa zona, dallโ€™altra di valorizzare i prodotti tipici che sbocciano in questo versante del Delta.

Per raccontare in modo nuovo questa fetta di terra tra pianura padana e mar Adriatico il progetto ha usato come strumenti quattro podcast, con le voci di chi vive e studia il territorio, e le โ€œMappe del Deltaโ€, tre itinerari che vanno dal Giardino botanico di Porto Caleri al Museo delle api di Caโ€™ Cappellino, dal centro di interesse archeologico di San Basilio allโ€™Oasi di Caโ€™ Mello, il terzo focalizzato sulla Sacca degli Scardovari. Sono percorsi che del versante veneto del parco focalizzano gli aspetti naturalistici, lโ€™attivitร  di ricerca scientifica e le eccellenze ittiche e agroalimentari.

Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po - ostrica rosa

I migliori prodotti del Delta del Po veneto

Tra le produzioni alimentari piรน interessanti e per certi versi sorprendenti di questa zona di confine tra terra e mare vanno ricordate le vongole, uno dei prodotti simbolo del territorio, oggi minacciato dallโ€™invasione del granchio blu: la Laguna di Caleri, tra il Po di Levante e lโ€™Adige, รจ un โ€œlaboratorio di ricerca a cielo apertoโ€ per progetti sviluppati con gli allevatori di vongole.

Un altro fiore allโ€™occhiello dellโ€™itticoltura locale รจ lโ€™ostrica rosa, prodotta nella sacca di Scardovari, allevata con un metodo innovativo, sostenibile e unico basato sulla marea solare, ideato e brevettato dal francese Florent Tarbouriech. E se in un ambiente umido รจ facile aspettarsi il riso โ€“ un riso dal chicco eccezionalmente grande, coltivato a tre metri sotto il livello del mare da piccole aziende agricole โ€“ รจ meno scontato scoprire la produzione di grano e di specialitร  derivate, anche in questo caso provenienti da piccole realtร  di filiera chiusa, sostenibile e a gestione familiare.

Una sorpresa anche il gin โ€“ un โ€œcompoundโ€ ottenuto a freddo per infusione solo con bacche di ginepro verde raccolte a mano tra le dune di sabbia โ€“ e i mieli, quelli tipici della barena e figli di essenze che crescono vicino allโ€™acqua, tra i quali i monoflora di lavanda e lโ€™esclusivo di asparago selvatico, una raritร  dellโ€™apicoltura italiana.

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