Il centro del vino, dall’altra parte del mondo vitato, è decisamente Cape Town: fulcro strategico intorno al quale si sviluppa il business, ma anche il cuore pulsante per la coltivazione della vite. Il suo clima, simile a quello della fascia mediterranea essendo al di sotto del 30° parallelo, ha portato il Sud Africa ad avere una tradizione vitivinicola ricca e secolare che risale ben più di 350 anni fa. I vitigni più diffusi sono chenin blanc, sauvignon blanc, riesling e chardonnay per le uve a bacca bianca, pinotage (un incrocio tra pinot noir e cinsault), cabernet sauvignon, merlot e shiraz per quelli a bacca rossa. Nel 1973 è stato introdotto il sistema di classificazione, il “Wine of Origin”, a garanzia della provenienza delle uve. E oggi, come del resto anche noi, i produttori riflettono su come cambiano i gusti, i consumatori e i mercati.

Proprio qui, nel Cape Town International Convention Center, dal 10 al 12 settembre 2025 si è svolto l’evento triennale più prestigioso e importante del mercato vinicolo sudafricano, il Cape Wine 2025. Con i suoi circa 10 milioni di ettolitri prodotti in media ogni anno, il Sudafrica è, secondo l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv), l’ottavo produttore mondiale: tanto che lo slogan del meeting sudafricano è stato “Our Warmest Welcome”, ovvero un forte e invitante messaggio di accoglienza, ma al tempo stesso un invito al mondo a conoscere e consumare il vino sudafricano. Ai banchi di assaggio erano presenti circa 400 produttori, la gran parte del mondo vitivinicolo sudafricano se consideriamo che nel Paese sono 484 le cantine censite, 66 le cooperative e 17 rivenditori. È stata l’occasione per parlare con i protagonisti di questo mondo – produttori ed enologi – e per visitare alcune delle migliori aziende cercando di capire come si sono evolute la coltivazione viticola e la pratica enologica sul territorio, quali siano le tendenze e le prospettive di un pezzo importante di mondo-vino.

A sottolineare l’interesse per lo stesso Sud Africa dell’evento triennale dedicato al vino, abbiamo vissuto giorni immersi in un costante flusso di visitatori – operatori, buyer, appassionati e produttori – che hanno letteralmente preso d’assalto l’appuntamento con Cape Wine. Un mondo in fermento che però, come del resto anche la nostra vecchia Europa, non è estraneo ai timori rispetto al futuro tra il rischio esportazioni e la tendenza al consumo di meno alcol. Christiaan e Jacques Groenewald, titolari della Eagle’s Cliff Winery, tenuta situata tra le città di Villiersdorp e Worcester nel Western Cape del South Africa, sottolineano come il turismo sia un volano importante per il vino. «Specialmente per noi che siamo un’azienda famigliare: produciamo circa 150mila bottiglie e vendiamo nei ristoranti in Sudafrica. Grazie al turismo, il consumo interno nei locali è in aumento e la ristorazione risponde bene… Non esportiamo in Italia – dice però – il mercato da voi è troppo competitivo, ma siamo presenti in Germania, Svizzera e altre realtà europee».

Giriamo lo sguardo e notiamo la cantina: The Blankbottle Winery di Peter Walser, un produttore che ama fare esperimenti, tanto che su 100mila bottiglie prodotte, sono ben 47 le differenti etichette divise equamente tra bianchi e rossi. Per lui il mercato europeo è centrale. «Solo il 40% della nostra produzione viene venduta in Sud Africa: la gran parte va in Olanda e Germania, questo grazie al lavoro fatto dai nostri importatori. Il prezzo medio di vendita si attesta intorno ai 13,00 euro alla bottiglia e siamo alla ricerca di nuovi mercati: è proprio per questo che facciamo tante prove e sperimentazioni studiando anche vitigni per noi assolutamente nuovi come il “vostro” grillo».
Incontriamo Jeremy Maarschalk, Pr & social media manager di Waterford Estate, realtà emergente nella famosa area vitivinicola di Stellenbosch. La cantina produce circa mezzo milione di bottiglie l’anno e vende il 70% della sua produzione nella regione, mentre il 30% nel resto del Sudafrica e in Europa. Anche qui, turismo e la vendita diretta ai privati sono vincenti. E, da questa particolarità, nasce l’attenzione verso i nuovi modi di bere. «Osserviamo – spiega Jeremy – che il consumo del vino sul territorio è in crescita, ma che rallenta si quando sale verso una fascia più elevata di prezzo. Anche per questo abbiamo pensato a una linea di etichette rivolte soprattutto ai giovani: vini fruttati, morbidi, molto immediati e piacevoli. E abbiamo deciso di non lavorare sulla gradazione alcolica, bensì sulle emozioni che i vini posso suscitare».
La conferma delle difficoltà di esportazione verso l’Italia, le esprime Pedro Estrada Belli, importatore italiano che risiede in Sud Africa: «L’Italia ed il Sudafrica sono due territori forti nell’esportazione – afferma – e questa caratteristica rende più difficile anche per i vini italiani imporsi sul mercato sudafricano. Ci sono però nicchie importanti per l’affermazione di etichette di qualità elevata per il made in Italy».

La trasferta sudafricana è stata l’occasione anche per conoscere più da vicino alcune realtà vitivinicole. Un viaggio che comincia dalla regione di Constantia, un’area a sud, tra Città del Capo e il Capo di Buona Speranza, che è la zona produttiva più antica del Sud Africa.
Appena fuori da Città del Capo, visitiamo Groot Constantia Estate. Inaugurata nel 1685, è la più vecchia cantina del Sudafrica. Si sono succedute diverse gestioni fino al 1993, quando diviene proprietà privata assumendosi l’obiettivo di preservare una tenuta che, oltre ad essere biologica al 90%, è anche un monumento nazionale gestito senza scopo di lucro. Intorno alle strutture un’ampia estensione di vigneti (92 ettari in totale) per una produzione che si attesta intorno alle 400mila bottiglie. «Siamo in un territorio che ha più di 600 milioni di anni: il suolo è costituito principalmente da granito decomposto – spiega l’enologo Floricius Beukes – qui è forte l’influenza degli oceani, essendo ad appena a 4 chilometri da quello Indiano e a 10 dall’Atlantico. Oltre ai classici vitigni della regione, noi abbiamo anche il Semillon per i bianchi e il Pinotage per i rossi».

Sono circa 50 i chilometri che separano Città del Capo dalla caratteristica cittadina di Stellenbosch: entrambe condividono nel più antico centro storico, le suggestive case in architettura stile olandese con strutture basse e ampi spazi verdi. I vigneti vanno dai 60 ai 400 metri sul livello del mare, e anche qui i filari sono soggetti ai venti dell’Oceano Atlantico che portano salubrità delle uve e freschezza nei calici. Tra le varie e belle aziende che fanno grande il nome di Stellenbosch a livello mondiale, ne raccontiamo due che vantano origini italiane.
In olandese “Stella del Mattino”, Morgenster Estate fu costruita nel 1711, e poi acquistata nel 1992 da Giulio Bertrand, un imprenditore tessile del Biellese che restaurò gli edifici impegnandosi in una rigorosa e puntuale mappatura del suo terroir. Prima impiantò oliveti incominciando a produrre extravergini con cultivar italiane. A seguire si dedicò al vino, e con la consulenza dell’enologo francese Pierre Lurton già firma di Château Cheval Blanc, riuscirono a dar vita a ottimi vini in stile Bordeaux. A seguire nascono vini ed etichette date da vitigni italiani, come il sangiovese, il nebbiolo ed il vermentino. Oggi le redini sono passate alla nipote: Vittoria Castagnetta. «Siamo grati agli enoturisti che decidono, in numero crescente, di venire a trovarci – sorride Vittoria – noi siamo fieri di proporre i nostri extravergine e i nostri vini. Pensate che su 70 ettari produttivi all’interno di una tenuta che ne conta 200 in totale, più della metà sono a oliveti con tante piante di Leccino e Frantoio. Per il vino, lo stato del Sud Africa non ha limitazioni rispetto ai vitigni impiantabili, possiamo agire in libertà: una fortuna perché possiamo decidere al meglio come affrontare il futuro nell’era anche del cambiamento climatico».
Nella parte più meridionale e fredda di Stellenbosch, non lontana dalla Falsa Baia lungo la costa meridionale del Paese, incontriamo la spettacolare Idiom, cantina di proprietà della famiglia Bottega originaria del Friuli Venezia Giulia. È Roberto Bottega, discendente della famiglia italiana che vive in Sud Africa dal 1950, ad accompagnarci tra botti e filari in una proprietà di circa 150 ettari non lontani dalla Riserva Naturale di Jonkershoek e a un’altitudine tra i 200 e i 350 metri. I terreni di Idiom contengono granito decomposto e pietroso, ottimo per la coltivazione della vite. «Cerchiamo, qui, di fare vini freschi che esaltino la loro freschezza e il frutto: questo per andare incontro alle tendenze delle nuove generazioni, ma non solo. E puntiamo molto sull’enoturismo grazie ance al nostro ristorante».

Rispetto a ciò che era 25 anni fa, abbiamo scoperto un Sud Africa del vino dinamico e in crescita in cui il ruolo del protagonista è in mano a molti giovani imprenditori che sperimentano nuove coltivazioni e nuovi vitigni con innovativi metodi di lavorazione e affinamento dei vini. Realtà e protagonisti che sono cresciuti e che stanno crescendo, soprattutto in qualità, confrontandosi alla pari – senza complessi – con le più importanti produzioni mondiali.
Groot Constantia Estate
Constantia – Cape Town – +27 (0)21 7945128 – grootconstantia.co.za
con ristorante
Morgenster Estate
Stellenbosch – +27 (0)21 8521738 – morgenster.co.za – con ristorante
Idiom Estate
Stellenbosch – +27 (0)21 8581088 – idiom.co.za – con ristorante
Waterford Estate
Stellenbosch – +27 (0)21 8805300 – waterfordestate.co.za – con ristorante
Bellevue
Stellenbosch – +27 (0)21 8652055 – bellevue.co.za – con ristorante
De Grendel
Cape Town – +27 (0)21 5587035 – degrendel.co.za – con ristorante
Spier
Stellenbosch – +27 (0)21 8091100 – spier.co.za – con ristorante
Eagle’s Cliff Winery
Worcester – +27 (0)23 3404112 – eaglescliff.co.za
The Blankbottle Winery
Western Cape – +27 (0)82 8728658 – blankbottle.co.za

Idiom
Stellenbosch
Ben bilanciato tra la complessità della fermentazione in botti di rovere e l’intensità de999i suoi profumi primari, questo vino si apre al palato con un corpo imponente e vellutato, dove al sentore di vaniglia si affiancano note decise di prugna, mango e di cacao, che si amalgamano alle lontane note di mela verde e agrumi. Un vino di grande carattere e vita longeva. prezzo 13 €

De Grendel
Cape Town
Di grande impatto olfattivo, è ricco di profumi di frutto rosso maturo e lontane spezie. Al palato che si percepisce tutta la complessità: l’intensa ciliegia si unisce ai sentori tostati del legno, all’eleganza del pepe nero e all’irruenza della cannella. È un vino complesso, che vuole attenzione e che incontra il gusto dei palati più raffinati ed attenti. prezzo 17,50 €

Spier
Stellenbosch
Un vino Brut, metodo classico, dato dal blend di Chardonnay e Pinot Nero. Poco più di 2.500 bottiglie, maturate sui lieviti per circa 72 mesi, con sboccatura nel 2025, lasciano un vino rotondo e di grande armonia, dove il sentore del lievito e della crosta di pane arricchiscono il palato che già si appaga dell’intensa freschezza e dell’ampia armonia. prezzo 22,50 €

Spier
Stellenbosch
Il vino si presenta di un colore tenue, contenuto, ma la timidezza iniziale si apre ad un ampio impatto olfattivo dove la freschezza del fiore subito incontra il piacevole frutto. Grande bilanciamento quindi tra la frutta gialla succosa e matura, su un letto di scorza di agrumi, ed i sentori tostati del legno che elargiscono piacevoli e non invasive spezie. prezzo 17 €

Morgenster
Stellenbosch
Blend di cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot e petit verdot, ha complessità e intensità di aromi di altissimo lignaggio. Ai classici profumi di frutto rosso come lamponi e amarene, il passaggio in botti di rovere aggiunge sentori speziati di pepe nero e fiori di garofano. Al palato l’elegante tannino arricchisce il corpo di imponente carattere. prezzo 13 €

Idiom
Stellenbosch
L’unione di Shiraz e Mourvèdre a bacca rossa dà struttura e complessità, mentre la piccola percentuale di viognier a bacca bianca dona sentori freschi ed eleganza. Al palato si avverte il sentore floreale, il piacevole frutto rosso, i tannini morbidi e vellutati, tutto in un corpo arricchito dall’intensità del legno che si amalgama con grande armonia. prezzo 22,50 €

Bellevue
Stellenbosch
Grande e ampio ingresso olfattivo per questo chenin blanc, con sentori di frutta bianca che si uniscono alla polpa gialla dell’albicocca e della pesca. A questi in piacevole armonia si amalgamano, al palato, lontani sentori torbati che uniti alla giovane freschezza del vino lo rendono elegante e raffinato. La corposità e la persistenza lo elevano ad un vino di alta fattura. prezzo 6

Whalehaven
Hermanus
Il vino è profumato e armonico, pulito e fresco, che con semplicità iniziale si apre ad una esplosione intensa e floreale. Al palato rivela una complessità di emozioni date dall’equilibrio degli ampi sentori che trovano l’unità nei tanti frutti rossi e maturi. Infine la maturazione nelle piccole botti arricchisce il vino elargendo quella intrigante complessità tipica dei grandi vini. prezzo 20,50 €
Testi e degustazioni di Cinzia Tosetti
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