Nuove aperture

Una delle migliori osterie di Roma ha aperto una tavola calda

I fratelli Bonelli fanno il bis: stavolta con una gastronomia aperta tutto il giorno che mixa tavola calda e cucina espressa in uno dei quartieri più animati della Capitale

  • 30 Maggio, 2026
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C’è voluto più del previsto, a Patrizio e Simone Bonelli, per mettere a terra questo nuovo progetto, Bonellino, che bissa l’esperienza di Osteria Bonelli (tra le più amate di Roma, zona Torpignattara), traducendola in una formula diversa.

Lo raccontavamo a luglio scorso e già allora parlavamo di un’idea maturata a lungo, sin da quando – circa 4 anni fa – hanno saputo della chiusura di uno storico bar in zona Malatesta (al confine tra Pigneto e Prenestino); «proprio davanti alla fermata della metropolitana» sottolinea Patrizio. Non un dettaglio secondario per un posto aperto all day long, dalle 11 alle 23 e pensato per una fruizione veloce. Perché Bonellino non è un ristorante, e nemmeno una trattoria, piuttosto una formula ibrida che avvicina – e tanto – le tavole calde, quelle di una volta con piatti pronti da mangiare: la gastronomia cucinata, quella dei sughetti e gli intingoli, delle verdure cotte e dei primi al forno che fanno tanto casa. E in fondo, quella dei Bonelli, è sempre stata una proposta casalinga, da trattoria autentica, fatta però con l’intelligenza e lo spirito contemporaneo, senza forzature né strappi.

Cos’è Bonellino

È in questo contesto che si inserisce questa nuova apertura, che non ha nemmeno due settimane di vita, e punta su una tipologia di ristorazione che pare vivere una nuova giovinezza, basti pensare a Raimondo, oppure a Gabrini. A quei posti che, con modi e gradi diversi, si smarcano dal canone  più tradizionale del servizio al tavolo per offrire cibo da asporto di qualità, con in più la possibilità di gustarlo anche in loco.

Non mancano neanche qui i posti per sedersi, infatti: una quarantina di coperti, che con l’arrivo dello spazio esterno diventeranno circa sessanta. In cucina, almeno in questa prima fase, i due fratelli Bonelli, all’opera per mettere a punto e standardizzare ricette e proposte: «Cuciniamo tantissimo – fa Patrizio – dallo sfizietto al supplì al fiore di zucca, dai contorni ai secondi che variano tanto; insomma un sacco di roba». Il lavoro inizia lentamente ed esplode verso l’una, quando chiudono uffici e negozi, le persone entrano e vedono tutto quelle cose esposte nei tegami, nel telaio di acciaio che consente di mantenere la temperatura. «È andata subito bene – racconta – domenica a pranzo abbiamo fatto 60 cannelloni».

Un’idea che arriva dal passato

L’idea arriva dal passato, da un bar con cucina davanti a una scuola media, una manciata di piatti e 27 coperti sempre affollatissimi: «facevo fatica a gestire il servizio e allora ho cominciato a pensare che potevo allestire un angolo a tavola calda. Se ci pensi – spiega – un pollo con i peperoni che prendi al ristorante non è mica preparato al momento: sta in un tegame in cucina, ma se lo metti sul bancone lo servi subito, saltando un passaggio, velocizzando il servizio e tagliando dei costi».

Di giorno si va spediti: il monitor dietro al bancone indica le preparazioni, le persone ordinano e ritirano, nel caso dei primi espressi, lasciano il nome e aspettano di essere chiamati. In molti si siedono ai tavoli, ci sono le tovagliette di carta, e il cibo è servito nei contenitori d’asporto: «ormai nessuno si stupisce se presenti qualcosa, fosse anche la trippa, in una coppetta da poké chiusa. Comunque stiamo facendo delle prove per vedere come va».

Molti sono i piatti che hanno reso famosa l’Osteria: polpette in bianco piselli e prosciutto, seppie con piselli, polpetti alla Luciana, coda alla vaccinara, i polli-in-bocca che sono saltimbocca con petto di pollo, coniglio alla cacciatora, salsicce al sugo: «Il nome nostro è associato a un certo tipo di ristorazione, la gente ha un’idea chiara sulla nostra identità e quello che facciamo funziona. Chi me lo fa fare a impelagarmi in qualcosa che non mi appartiene? Già il vitello tonnato con la salsa spumosa per noi è quasi troppo». Semplice e concreto: «l’altro giorno ho fatto anche i pomodori con riso» aggiunge, e poi cannelloni e lasagne, ma anche anche i primi espressi: tonnarelli alla gricia, carbonara, gnocchi all’amatriciana, o tagliolini burro alici e fiori di zucca, «ma non vedo l’ora che arriva il freddo, così mi posso sbizzarrire» aggiunge. Il tutto in un ambiente moderno e pulito, con musica e atmosfera che funzionano anche in altre fasce orarie.

La sera qualcosa cambia

La sera qualcosa cambia: si aggiungono delle tapas, una quindicina, ideali anche per l’aperitivo, con assaggi di polpo alla luciana, pane, burro e alici e altre cosette sfiziose a integrare l’offerta, cambiano le tovagliette e i bicchieri, c’è il servizio al tavolo e tutto acquista un assetto diverso, un po’ più vestito. «È diventato un altro piccolo ristorante sostanzialmente, con tavola calda e una parte espressa, forse dovremo aggiustare u po’ i prezzi e differenziarli dal giorno, proprio perché c’è una persona in sala e bisogna far quadrare bene le cose, ma dobbiamo capire come comunicarlo ai clienti. Però credo sarà necessario». Da bere una quarantina di etichette, una parte naturali, anche al calice, 3 birre artigianali a giro, succhi e kombucha, una decina di gin, qualche vodka, alcuni rum e whisky, qualche amaro: «cercando di trovare una cosa giusta, non commerciale, ma adatta al tipo di locale».

 

Bonellino Gastronomia – Roma piazza Roberto Malatesta, 1 – 06 8655 8536 – https://www.instagram.com/bonellinogastronomia/

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