Cittร 

Il quartiere che rinasce a Milano: Corvetto tra chioschi storici, bakery e osterie popolari

Un'area vasta compresa tra piazzale Lodi e Rogoredo, un tempo poco rassicurante ma che ora, grazie anche al Villaggio Olimpico e all'arena di Santagiulia, sta rinascendo. Ed รจ ricca di posti davvero autentici

  • 09 Marzo, 2026
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I Giochi Olimpici ormai terminati, Mattarella รจ da tempo sceso dal tram, i leader del mondo sono andati via e San Siro ha vissuto lโ€™ultima serata di gloria prima della prossima demolizione, e lโ€™interesse si รจ spostato a sud, nellโ€™area compresa tra i Villaggio Olimpico di Scalo Porta Romana, la Ice Skating Arena di Assago, dove si svolgono le gare di pattinaggio di figura e di short track, e il Santagiulia Hockey Arena.

La rinascita di Corvetto

E proprio tra il Villaggio Olimpico e Santa Giulia si distende la zona che i milanesi chiamano genericamente Corvetto, che si sviluppa attorno alla linea gialla della metropolitana e che comprende, oltre a Corvetto vero e proprio attorno alla piazza omonima, anche le aree di Porto di Mare e Rogoredo a Sud, uscendo dalla cittร , e Brenta e il vibrante e un poโ€™ posh SoPra, la zona della Fondazione Prada, che fa un poโ€™ storia a sรฉ avendo vissuto anni fa una riabilitazione urbanistica e antropologica dovuto alla sbarco della elegante istituzione culturale privata con il suo seguito di artisti, creativi e visitatori.

Il Chiosco da Giacomo

Porta dell’immigrazione

Corvetto ha approfittato della kermesse sportiva e della conseguente attenzione internazionale per rifarsi una vita, perchรฉ a Milano a dirla tutta ha una fama un poโ€™ equivoca. Quartiere di approccio dei vari flussi migratori vissuti dalla cittร  nel Novecento, una sorta di Ellis Island meneghina, dapprima quello degli sfollati della Prima guerra mondiale negli anni Venti, quando si chiamava quartiere Regina Elena, poi quello dei lavoratori meridionali che furono la manovalanza del miracolo economico, infine lโ€™ondata dei nordafricani negli anni Novanta.

Corvetto vive sospeso tra degrado e impegno, tra abbandono e rigenerazione, tra sciatteria e cultura. Unโ€™area di passaggio, di cavalcavia e graffiti, con unโ€™anima che cโ€™รจ ma รจ difficile da individuare da chi capita per caso, con lo spirito ribelle che periodicamente si risveglia, spesso in seguito a un caso di cronaca, lโ€™ultima volta a fine 2024 dopo la morte di Ramy Elgani, il diciannovenne schiantatosi con lo scooter durante un drammatico inseguimento dei Carabinieri.

Il chiosco centro del quartiere

Ma Corvetto รจ un quartiere vivo, ricco di indirizzi per bere e mangiare lontani da qualsiasi sospetto di tendenza. Il vero cuore del quartiere รจ il Chiosco Da Giacomo, in piazza Corvetto angolo via Polesine, dove un gentile signore vercellese, paziente e mite, smercia โ€œbirre artigianaliโ€, come promette lโ€™insegna circense, oltre duecento etichette da lui selezionate con un lavoro certosino. A esse si possono abbinare specialitร  gastronomiche fiorentine, la pappa al pomodoro, la ribollita, il lampredotto allโ€™uccelletto. Un luogo che soprattutto con la bella stagione si riempie di locals. E ogni tanto viene avvistato anche qualche milanese milanese in gita di formazione.

Doca

La panetteria brasiliana

In via Breno, un poโ€™ piรน lร , cโ€™รจ Doca, una bakery aperta qualche mese fa dalla brasiliana di Porto Alegre Queren Girardi, formatasi da Davide Longoni e da Tone. Lโ€™idea รจ quella di una panificazione di alto livello con tocchi brasiliani affidati ad alcune ricette e allโ€™utilizzo, ad esempio, del caffรจ di Cafezal, selezionato dal connazionale Carlos Bitencourt. โ€œUna panetteria di una brasiliana, non una panetteria brasilianaโ€, precisa lei. Comunque un posto che mancava, un tocco di internazionalitร . E sempre a proposito di forno, inย via Guglielmo Pecori Giraldi al numero 6 ecco Forneria Metropolitana, uno store food dallโ€™estetica sovraesposta e con prodotti healthy e di mercato: un ristorante di cucina moderatamente contemporanea con due menu degustazione da 5 e da 7 portate, una proposta โ€œtutto granoโ€, pizzeria di buona qualitร , aperitivi, pausa pranzo. Un locale urbano che lavora tutto il giorno: non fa meraviglie ma lavora molto bene.

Piazza San Luigi

Uno dei distretti gastronomicamente piรน vivaci dellโ€™area รจ certamente poโ€™ piรน a Nord, tra Brenta e Fondazione Prada, in piazza San Luigi. Partiamo da unโ€™insegna doppia: Sottobosco e Sottobanco. Il primo รจ un โ€œristoro di quartiereโ€ nato nel 2019, e francamente prometteva bene, poi lโ€™offerta si รจ un poโ€™ appiattita, anche se le conserve, le giardiniere e i salumi fatti in casa sono sempre interessanti. Nel 2022 si รจ aggiunto Sottobanco, piรน orientato alla somministrazione di vini spesso non allineati, e anche qui si puรฒ mangiare qualcosa facendosi ingolosire da una vetrina da boutique dove salumi e formaggi sono appesi a maturare.ย Di fronte, sempre in piazza San Luigi, unโ€™insegna storica รจ Baja Sardinia, un ristorante di mare un poโ€™ vintage ma molto amato dai cittadini del quartiere, che trovano piatti di pesce non orientati alla fantasia (Fregula sarda ai frutti di mare, Branzino al sale ma soprattutto lo Spaghetto Baja, con vongole e bottarga) a prezzi poco milanesi e insaporiti da un servizio piacevolmente naif, che puรฒ riservare qualche sorpresa.

Canaglia

Il Circolo dell’impegno

A poca distanza, in via Don Bosco 7, cโ€™รจ la porta di accesso al quartiere, il Circolo San Luis 1946 dove si aggrega la Corvetto dellโ€™associazionismo, del volontariato, dellโ€™impegno, la Corvetto โ€œcol ceur in manโ€. Qui, nel giardino che ha unโ€™atmosfera da balera, si bevono semplici di bicchieri di vino e si mangiano taglieri e pastasciutte (a volte antifasciste) in unโ€™atmosfera calda e non troppo olimpica. Bisogna essere tesserati, ma non รจ mai un problema, qui vige lโ€™inclusione. Ancora nel quadrante dโ€™oro di piazza San Luigi si affaccia Canaglia, per qualcuno un cocktail bar piuttosto elegante, per altri un โ€œtraniโ€ dei nostri giorni, โ€œdove si mangia, si beve e si giocaโ€, come dicono in coro le quattro โ€œcanaglieโ€ che gestiscono il locale, tutte con la lettera A: il bartender Aqua, lo chef Alessandro, il grafico Alberto e la responsabile di sala Angela. Si beve vino spillato da certe botti, si assaggiano drink di buona fattura.

Casottel

Tra tradizione e modernitร 

Piรน vicino al Villaggio Olimpico ha aperto anche di recente Papparรจ (piazza Olivetti, 3), la succursale milanese di uno dei piรน noti locali da brunch di Bologna. Un progetto scalabile che ha trovato nellโ€™area vicino a Fondazione Prada, ricca di uffici e di start-up, un terreno fertile: durante la settimana la pausa pranzo, nel fine settimana il brunch con uova, pancake, porridge e buoni lievitati fatti in casa. E siccome Corvetto ha unโ€™anima profondamente popolare, non poteva mancare unโ€™osteria tradizionale legata ai piatti della tradizione lombarda: il Casottel, un locale sospeso nello spazio e nel tempo, sostando nel quale ci si dimentica quasi di stare a Milano. Una cascina (questo vuol dire casottel) con tanto di bocciofila, un pergolato, e due adorabili signore di una certa etร , Isa e Blanca, a gestirlo, aiutate in ciรฒ da Ramon e Arturo. Ravioli di zucca e formaggio, risotto alla mantovana con salsiccia, dโ€™inverno la cassoeula, tutto lโ€™anno la cotoletta a orecchia di elefante.

Gli Spaghetti alle vongole di Baja Sardinia

Ma c’รจ anche roba alla moda

Poi, certo ci sono il bar Luce immaginato da Wes Andersonย  con il suo sguardo cinematografico e sovraesposto allโ€™interno della Fondazione Prada, in cima alla quale cโ€™รจ Torre che si spalanca sulla nuova Milano del Villaggio Olimpico, il listening bar Lubna dove lo chef stellato (da Moebius Sperimentale) Enrico Croatti sperimenta la sua cucina alla brace da domenica romagnola in un contesto da movida spinta. E uno dei piรน eleganti giapponesi di Milano, Nishiki, al numero 70 di corso Lodi. Ma questa รจ roba che di popolare ha poco. Corvetto รจ unโ€™altra cosa.

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