Sviluppata da due ricercatori italiani con il supporto di eAmbiente, Setai fornisce in tempo reale dati utili sulla carbon footprint degli alimenti che acquistiamo, stimolando un consumo critico. Ecco come funziona.
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Il valore di una spesa sostenibile

Quello della sostenibilità è un concetto cruciale quanto abusato. Cruciale per ripensare il nostro approccio al “consumo” del Pianeta, abusato perché troppo spesso chiamato in ballo per avvalorare la bontà di un’operazione o di un progetto, che vagamente fanno appello al rispetto dell’ambiente. Nel nostro piccolo, però, tutti possiamo adottare piccoli accorgimenti per limitare l’impatto ambientale; e gli strumenti a disposizione, complici le nuove tecnologie, sono sempre più puntuali e immediati. Setai è un’applicazione sviluppata dagli italiani Andrea Longo ed Edoardo Danieli, con l’apporto scientifico di eAmbiente, realtà veneta di ingegneria e consulenza ambientale ed energetica che opera nel settore da quasi vent’anni. Scaricabile sullo smartphone, permette di calcolare quanto è sostenibile il cibo che compriamo semplicemente inquadrando il codice a barre del prodotto. Rispetto ad altre app già disponibili sul mercato, infatti, Setai non si limita a restituire al consumatore le informazioni circa i valori nutrizionali e la qualità degli ingredienti, ma calcola anche l’impatto ambientale del prodotto, cioè la sua carbon footprint: le emissioni di gas serra generate durante tutto il ciclo produttivo che l’ha portato dalla terra alle mani dell’utente finale.

L'interfaccia di Setai sul telefono

Setai. Come funziona l’app

Per farlo, Setai attinge alle informazioni contenute in alcuni database certificati dall’Unione Europea e dalle principali università, che assegnano a ciascun prodotto finito una categoria di riferimento in base alle sue emissioni di anidride carbonica fintanto che si trova nel Paese dov’è iniziato il suo ciclo produttivo. A questa base, l’applicazione sviluppata dai due ragazzi di Mirano (Venezia) somma altri parametri legati al processo di trasformazione industriale e al metodo di trasporto utilizzato, tracciando l’intera filiera fino a ottenere la valutazione numerica restituita dall’app all’utente finale. Sul telefono, dunque, chi sta acquistando il prodotto potrà orientarsi sulla base di un voto espresso su una scala che va da 1 a 10, cui corrisponde una griglia cromatica, dal rosso al verde accesso. L’obiettivo è innanzitutto sensibilizzare il consumatore nel momento dell’acquisto, introducendolo al concetto della carbon footprint (l’impronta di carbonio) che ormai è un elemento essenziale per valutare la qualità di un prodotto alimentare ben oltre i parametri più noti.

Un invito al consumo critico

Se tutti gli italiani usassero Setai per stabilire l’impronta di carbonio dei prodotti alimentari, tutti sarebbero sensibilizzati all’acquisto – sostiene la presidente di eAmbiente Gabriella ChiellinoPer noi è un grande investimento tecnico ed educativo e ci stiamo lavorando da anni grazie all’entusiasmo di Andrea ed Edoardo che tra Londra e Venezia hanno creduto nella loro idea e sono venuti a coinvolgerci”. Le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione alimentare e responsabili del riscaldamento globale oggi superano il 25% di tutte quelle prodotte dall’uomo. Ma c’è anche chi lavora con criterio, riducendo l’impatto ambientale; e Setai vuole essere d’aiuto per operare scelte sostenibili. Ma l’idea è anche quella di rivolgersi a chi produce, fornendo uno strumento intuitivo alle aziende che vogliono mostrare in etichetta i dati sull’impatto ambientale dei propri prodotti. L’app è già disponibile per iOS e Android; prossimo obiettivo sarà quello di implementare i dati indicando il dispendio d’acqua necessario per la produzione del prodotto e gli eventuali prodotti chimici utilizzati in fase di produzione e trasformazione, per fornire un profilo sempre più completo circa l’ecosostenibilità di quello che portiamo in tavola. Mentre è già possibile confrontare in app i valori del prodotto desiderato con quelli di beni competitor presenti sul mercato, e tenere traccia della propria spesa sul medio e lungo periodo, per tirare le somme sull’impatto delle proprie abitudini d’acquisto. Responsabilizzare chi consuma è lo strumento più efficace per sostenere la causa del Pianeta.

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setai.io/