Viaggio in Danimarca: le soste gastronomiche da non perdere

23 Giu 2022, 17:13 | a cura di Gambero Rosso
La Danimarca si dimostra paese accogliente e piacevole durante ogni periodo dell’anno - sì, anche durante il freddo inverno - ma d’estate è come se la luce naturale riattivasse i sensi di un popolo ospitale e l’anima delle bellezze del nord vichingo.
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Viaggio in Danimarca

Con i suoi 12mila km di piste ciclabili, la Danimarca è la nazione più bike-friendly d’Europa. Durante i primi tre giorni del prossimo luglio ospiterà il Gran Départ della corsa ciclistica più prestigiosa del mondo: il Tour de France attraverserà alcune delle città danesi ricche di storia, splendidi paesaggi e architetture mozzafiato. Abbiamo pedalato su parte di questo percorso con un obiettivo diverso dal traguardo: rintracciare le più valide soste gastronomiche per veri gaudenti-sportivi.

Copenaghen capitale del ciclismo

Nel mensile di giugno del Gambero Rosso si parte da Copenaghen: non solo prima città del paese, ma anche capitale mondiale del ciclismo nel 2019. La città più amica delle biciclette al mondo, titolo che ha in vigore dal 2015, è la tappa iniziale, dove la vista gode del magnifico Castello di Amalienborg, la Sirenetta, i parchi, gli scorci sul lungomare e i canali affollati, ma i sensi si dilatano con le numerose insegne in cui prepararsi come si deve alla lunga pedalata. Un goloso hamburger? Si vada da Popl, creato dalla squadra di Noma, il luogo dove anche la versione vegetariana è squisita. Dopo il successo del Noma burger, René Rezdepi ha deciso di trasformare l’esperimento in un progetto permanente aprendo Popl (dal latino “populus” a indicare la comunità di persone ma anche il legno di pioppo, caratterizzante l’approccio e il rispetto per la natura), un ristorante in un angolo iconico della città vicino all’acqua, nel quartiere di Christianshavn. Un menu semplice e gustoso a base di hamburger di manzo biologico danese, ma anche vegetariani con quinoa. A illustrarvi l’offerta c’è la giovane e preparata squadra formata anche da italiani, numerosi tra le realtà ristorative di Copenaghen.

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Un po’ di Italia a Copenaghen

E a proposito di italiani, la coppia Valerio Serino e Lucia De Luca propongono la loro idea di menu sostenibile e zero waste nel valido ristorante Tèrra: zero sprechi alimentari, una stella verde nella guida Michelin e l’obiettivo di ispirare le persone a non sprecare cibo: “Puntiamo a una cucina “no-label” dove la nostra tradizione è la base per l’innovazione mentre si crea l’esperienza che incoraggia la coscienza e il rispetto per massimizzare il riciclo”. La traduzione degli intenti risiede in pochi tavoli: un piccolo ristorante la cui sala è gestita con cura da Lucia con la cucina di Valerio che propone piatti come foglia di shiso, formaggio fatto in casa e uova di trota nordica, lardo di calamaro, limone candito e mandorla, corallo di capasanta, rafano e foglia d’ostrica o sedano rapa in due consistenze con cozze in emulsione. Un locale dove non solo si sta bene (in più sensi) ma che contamina con il coraggio di due giovani che nonostante le difficoltà continuano ad andare avanti in maniera caparbia e consapevole.

La tradizione del Grande Nord

Se si ha voglia di iper-tradizione, allora la sosta ideale è Kronborg, sia per il brunch mattutino che per uno spuntino a tutte le ore: situato nel centro cittadino, qui si inizia la giornata a suon di smørrebrød, il panino di segale servito con aringhe al curry, uova sode, cipolle e capperi, anguilla affumicata con uova strapazzate o ancora polpette danesi con cavolo rosso e høost (formaggio locale molto stagionato). Ad accogliervi il sorridente Walther Griesé che sarà felice di illustravi la sua Danimarca più autentica servendovi i tipici snaps di acquavite. Parla di tipicità profonda, seppur in maniera diversa, anche un altro ristorante in città, il Lumskebugten dove ad accogliervi c’è il danese doc Erwin Lauterbach: si va indietro fino al 1854, quando era una taverna nella baia di fronte alla vecchia dogana di Frederiksstad da dove navi e marinai partivano e tornavano dopo aver fatto il giro del mondo. Ne è passata di acqua da quelle parti (e quante storie!), il locale è certamente cambiato ma riesce comunque a conservare quell’aria genuina di tempi andati, anche in cucina grazie alla tartare di verdure con crema di cipolle rosse, uova di lompo e pesce asinello leggermente salato, oltre alla gran scorpacciata di ostriche. Ma si sa, non si può andare a Copenaghen senza prenotare un tavolo in uno dei tanto acclamati ristoranti del momento: meglio provarci con largo anticipo.

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a cura di Giovanni Angelucci

QUESTO È NULLA…

 Nel mensile di giugno del Gambero Rosso parliamo di uno dei ristoranti più famosi al mondo, il Noma, guidato dallo chef Renè Redzepi dove la cucina si reinventa e trasforma Copenaghen in una delle capitali del gusto. Non è da meno l’Alchemist, il ristorante olistico di Rasmus Munk a Copenaghen. Si prosegue verso i fiordi, con una breve sosta a Odense (la città natale dello scrittore Hans Christian Andersen) e si raggiunge la meta finale: Sønderborg, attraversando gli antichi sentieri escursionistici dove regna la natura dalle impegnative colline di Vejle fino a Christiansfeld, patrimonio Unesco, ancora una volta in bici. Abbiamo realizzato una cartina con le migliori insegne della Danimarca, i cocktail bar e gli hotel dove soggiornare, ma anche musei e foodshop. Ci siamo confrontati con Harry Leonard Bell, bar manager Tata dell’Hotel Sanders, che ci racconta della nuova scena del bere miscelato, tra bar e distillerie. Ma non è tutto: scopri di più del nuovo numero del Gambero Rosso.

 

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