Il sommelier dei confetti è la figura professionale ideata da una giovane coppia di Nocera Umbra, che propone un servizio di degustazione inedito per gli ospiti di matrimoni, cerimonie ed eventi. Dietro, però, c'è un lungo lavoro di selezione sul territorio, che riscopre il valore dei confetti artigianali: in Italia sono una cinquantina le confetterie storiche che custodiscono questa tradizione dolciaria.
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Il sommelier dei confetti. Un nuovo progetto di vita

Il progetto nasce e prende forma in Umbria, ma lo zampino di Sulmona, celebrata meta del confetto italiano, c’è, anche se non si vede. Pierluigi Pizzone e Myriam Giovannini sono marito e moglie, 35 anni ciascuno, da qualche tempo uniti in una nuova avventura professionale. Lui nato a L’Aquila, lei a Nocera Umbra (PG), a unirli è stata pure un’esperienza di vita che difficilmente si può dimenticare, pur sperimentata a un centinaio di chilometri di distanza e in tempi diversi. Ma il coraggio per sperimentarsi con una nuova attività è nato proprio dalle difficoltà incontrate nel confrontarsi con la desolazione di una ricostruzione post sisma che, come in tutta l’area del Centro Italia colpita dai terremoti degli ultimi vent’anni (e più), tarda ad agire significativamente sulla rinascita sociale ed economica del territorio. Così è stato nel centro storico di Nocera Umbra, colpito dal sisma del ’97, e tuttora in gran parte disabitato. Myriam e Pierluigi hanno condotto per un po’ una tabaccheria in paese, prima di decidere che fosse arrivato il momento giusto per una svolta. Ripartendo da una passione in comune, che Pierluigi ha conosciuto da vicino sin dall’infanzia, nel territorio aquilano tradizionalmente vocato alla produzione di confetti (Pelino, a Sulmona, è il nome di riferimento più celebre del settore).

I sommelier dei confetti, Myriam e Pierluigi

La selezione dei confetti artigianali. La ricerca in Italia

Per cinque anni hanno girato l’Italia alla ricerca di confetterie artigianali, da selezionare in vista del nuovo progetto; e censito 50 realtà, scegliendo 80 diverse varietà di confetti che si distinguessero per gusto, materie prime e metodo di produzione (in collaborazione con l’Università dei Sapori di Perugia). Così, in modo naturale, si è fatta strada l’idea del sommelier dei confetti. Una nuova figura professionale per certificare la bontà del prodotto e orientare il cliente nella degustazione e nella scelta del confetto. Un’abilità maturata con l’esperienza testata sul campo negli anni trascorsi a viaggiare da Nord a Sud dell’Italia per riscoprire il lato artigianale di una tradizione ancora viva ben oltre le più comuni distorsioni industriali, e che mette a frutto le potenzialità di un mercato in cui l’Italia eccelle per qualità e varietà: oggi il mercato nazionale dei confetti vale 307 milioni di euro per 45mila tonnellate prodotte in un anno. Ed è in crescita, riconosciuto anche all’estero come tipicità made in Italy.

Valorizzare l’artigianalità del confetto

Per questo il progetto di Pierluigi e Myriam ha mirato a recuperare le origini di una specialità che si narra sia conosciuta dai tempi degli antichi romani, e che ha finito per rappresentare un business strategico per l’industria dolciaria, responsabile di averne appiattito il gusto con l’abuso di aromi chimici e coloranti e il ricorso a mandorle amare di scarsa qualità. Grande è il divario tra i confetti da grande distrbuzione e le numerose produzioni artigianali che ancora sopravvivono in Italia, lavorando materie prime di alta qualità. La figura del sommelier dei confetti si propone di guidare il consumatore nel percorso di rivalutazione del confetto, a partire, chiaramente, dal contesto sociale che più è legato alla tradizione dei confetti: il matrimonio.

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Confetti e bicchierini di vino passito per degustazione

La degustazione guidata dei confetti

Il servizio offerto in occasione di cerimonie speciali, infatti, punta non solo a proporre confetti di qualità, ma anche a trasformare il momento di condivisione di un prodotto beneaugurale in uno spettacolo a vantaggio degli ospiti, coinvolti in una degustazione guidata attraverso il cosiddetto Metodo dulcis, brevettato dalla coppia. I confetti, cioè, sono selezionati e proposti in abbinamento a specifiche pietanze o bevande, in diversi momenti del pasto e della cerimonia. E gli ospiti, guidati da figure esperte, possono apprezzarne qualità gustative e sensazioni tattili, riconoscendo la specificità di ciascun prodotto (per esempio, quanti sanno che il confetto non si morde, ma si lascia sciogliere in bocca?). L’aspetto più interessante dell’operazione, infatti, consiste proprio nel valore della riscoperta di un sapere artigianale non molto chiacchierato, seppur antichissimo. Geneva

Il processo di produzione dei confetti alla confetteria Mucci

Viaggio in Italia. Le confetterie storiche e i musei

Dalle prime testimonianze storiche che collocano la nascita del confetto nel 400 a.C., la ricetta è molto cambiata nel corso degli anni, diversificandosi in relazione ai territori d’appartenenza. E anche in questa varietà risiede il valore del comparto dei confetti artigianali. Per saperne di più, ad Andria – dove l’orgoglio della tradizione confettiera è mantenuto in vita dalla confetteria Mucci, dal 1894 – c’è il Museo del Confetto intitolato a Giovanni Mucci, pioniere dell’arte dei confetti nella cittadina pugliese: tra le sale si ripercorre la storia della ricetta, si apprezzano strumenti e macchinari d’epoca per lavorare lo zucchero e le mandorle, si osserva da vicino il processo produttivo della confetteria annessa. Mentre nel ragusano, è da poco rinato il Museo della Mandorla di Avola, materia prima prediletta per la produzione dei confetti artigianali. Ma di confetterie nate a cavallo tra il XVIII e l’inizio del XX secolo la Penisola è piena: dal napoletano Prisco (che i confetti li propone anche al gusto di pastiera, babà e sfogliatella!) ai confetti ricci di Pistoia, firmati Corsini (dal 1918). E poi Pelino a Sulmona dal 1783 (ma la produzione oggi ha preso decisamente la strada dei grandi numeri, anche se in azienda si può visitare il museo che racconta la lunghissima storia della famiglia Pelino), Pietro Romanego a Genova dal 1780, la Società Perugina dei confetti dall’inizio del Novecento, Ernesto Brusa a Varese dal 1930.

www.ilsommelierdeiconfetti.it

www.museodelconfetto.it

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a cura di Livia Montagnoli

foto di apertura Confetteria Mucci di Cream Creativi Mediterranei