Potremmo chiamarlo un ritorno al futuro, il viaggio che sta compiendo la regione vinicola del Penedรจs, parte della Catalogna, un susseguirsi di pianure e dolci colline, piccoli borghi dominati da chiese romaniche e cittadine ingentilite dai palazzi liberty a poco piรน di unโora da Barcellona. Se la capitale รจ vitale, frenetica e invasa di turisti, da queste parti i ritmi di vita sono lenti e dominati dal ciclo delle stagioni. Il prodotto principale, la raison d’รชtre รจ senza ombra di dubbio il vino: qui si produce il 95% del Cava, lo spumante spagnolo nato a metร Ottocento quando, dopo lโepidemia di Fillossera e con la necessitร di impiantare nuove vigne, qualcuno pensรฒ di replicare il successo dello Champagne. Ma la vite domina il paesaggio da molto prima, dai tempi Fenici che nel VII secolo a.C. qui la portarono, mentre i Romani attingevano copiosamente dalle vigne regionali.
Grandi quantitร raramente si legano a qualitร suprema: e infatti negli anni i vini della regione sono stati ampiamente diffusi ma non sempre apprezzati dagli intenditori. Ora perรฒ si pensa al futuro, che da queste parti significa soprattutto crisi climatica, con eventi avversi, siccitร , temperature con picchi fuori dal comune.
La soluzione dei viticultors รจ stata appunto quella di guardare al passato (remoto) per affrontare un futuro incerto. Puntando su unโagricoltura biologica, spesso biodinamica, rispettosa dellโambiente, e sulla ripresa di vitigni autoctoni. Da queste parti insomma il biologico piรน che un vezzo รจ una necessitร per affrontare le sfide del futuro. Delle 11 DO (denominaciรณn de origen) catalane, la Do Penedรจs dal 2025 รจ la prima al mondo ad avere un raccolto 100% biologico. Si tratta di oltre 2.500 vignaioli e 140 cantine che dalla decisione, presa nel 2020, in cinque anni si sono certificati bio (molti lo erano giร ) dicendo no a pesticidi ed erbicidi. Come ricorda il portale tastantcatalunya, l’agricoltura biologica migliora la fertilitร del suolo, favorisce la biodiversitร , riduce l’inquinamento e contribuisce a mitigare i cambiamenti climatici. Ha anche un impatto diretto sulla qualitร del vino, dando maggiore espressione al terroir.
Passeggiando per le vigne del Penedรจs si incontrano api e farfalle attratte da fiori che crescono tra i filari, senape e ruchetta violacea e le immancabili rose, sentinelle di malattie.
Ad accompagnare questa โrivoluzione verdeโ, la regione ha approntato una serie di attivitร che vanno dalla visita alle cantine con degustazione (molte hanno anche un ristorante e offrono ospitalitร , come Eudald Massana, MontRubรญ e Mas Tinell), a un piano di mobilitร sostenibile con percorsi da fare a piedi o in bicicletta, allโitinerario dei Miravinya, che tra storia e natura tocca dieci punti panoramici sulle vigne. Siamo andati a visitare la cantina Parรฉs Baltร che fa vino dal 1790. Di tappa in tappa abbiamo degustato vino dopo vino, con i piedi piantati nella vigna dai quali provenivano le relative uve.

Il tour in 4×4 parte dalla pianura, poco distante dalla cantina vera e propria a Pacs del Penedรจs, 10 minuti in auto dal capoluogo Vilafranca dove si puรฒ visitare il bel museo del vino Vinseum, appena rinnovato e un vero scrigno di storie e informazioni.ย
Bibi Saez, la nostra guida, ci racconta la transazione verso vitigni antichi, piรน resistenti, e verso la coltivazione ad altitudini piรน elevate per trovare temperature piรน fresche. ยซQuest’anno รจ stato il quarto anno consecutivo di siccitร nella regione. Abbiamo sofferto molto, quattro anni quasi senza pioggia. A gennaio, le viti stavano iniziando a morire. Sono abituate a soffrire, ma quest’anno รจ stato troppo. A marzo e aprile perรฒ รจ arrivata la pioggia, molta. Ha piovuto ogni singolo giorno per due mesi. E poi, all’improvviso, tutto era verde. Avevamo fiori ogni giorno, ovunque. C’erano farfalle, tantissime farfalle. Incredibile. E poi non ha piรน piovuto fino al 14 luglio, quando abbiamo avuto una tempesta terribile. Tutto galleggiava. In montagna c’รจ stata la grandine. Alcune viti sono state danneggiate, abbiamo perso dell’uva. Ad agosto, 15 giorni consecutivi di ondata di caldo. Cosรฌ tutti i vitigni sono maturati contemporaneamente. Normalmente, quando vendemmiamo, iniziamo a raccogliere l’uva bianca per il Cava, poi l’uva bianca per i vini bianchi fermi e per ultime le uve rosse. Quest’anno abbiamo raccogliere tutto contemporaneamente. Eravamo pazzi per lo stressยป.

Parรฉs Baltร produce vini limpidi e freschi, 17 etichette divise tra bianchi, rossi e Cava, che dal 2022 hanno il marchio di Produttore Integrale che designa una cantina che controlla l’intero processo di produzione, dalla vendemmia all’imbottigliamento.ย Lโintera produzione della cantina รจ certificata biologica dal 2012 e biodinamica dal 2013, una scelta della famiglia Cusinรฉ, che ha rilevato lโazienda storica ed รจ ora giunta alla terza generazione con i fratelli Joan e Josep e le mogli Maria Elena e Marta, che da subito ha evitato di utilizzare sostanze chimiche di sintesi in agricoltura.
ยซIl bisnonno lavorava in modo molto naturale โ ci raccontano -. Immaginate quando vide arrivare in famiglia due ragazze ventenni, una farmacista e l’altra ingegnere chimico. Nessuna delle due sapeva nulla di vino. Lui era spaventato. Pensava che avrebbero distrutto le vigne in due giorni. Ma in realtร , proprio perchรฉ non avevano alcuna conoscenza in materia, erano molto motivate. E misero in pratica la stessa filosofia, lavorando in modo molto naturale. Oggi Marta Casas insegna nelle scuole e nelle universitร di enologia e agricoltura biodinamica e nel 2024 รจ stata premiata come migliore enologa della regioneยป.
Alla base di tutto il bisnonno volitivo e testardo e con delle idee allโepoca un poโ bizzarre, come quella di piantare vigne a 700 metri, in mezzo a bosco. ย ยซGli amici gli dissero: โAmico, sei pazzo. Come farai a lavorare lassรน sul fianco della montagna? Come porterai lassรน i macchinari? Stiamo parlando di piรน di 60 anni faยป. Oggi le vigne di montagna sono cercate e inseguite. Ma lรฌ non si possono piรน piantare, perchรฉ nel frattempo la zona รจ diventata oasi naturale protetta, il Parque Natural del Foix, quindi restano solo quelle giร impiantate.

Il tour ci porta dai 170 ai 750 metri dโaltitudine, tra terreni e microclimi diversi. Nella prima tappa incontriamo il vitigno iconico della zona, lo Xarelยทlo โa lungo perso in un mare di Cava anonimo, sta ora emergendo come uno dei vitigni bianchi autoctoni piรน apprezzati della Spagnaโ, assicurano da Decanter. Noi tra fiori e farfalle proviamo un bianco che contiene anche Parellada (con Macabeo il terzo vitigno utilizzato per il Cava). La seconda parte del tour si svolge nel Parque Natural del Foix, dove il nonno degli attuali proprietari decise, ostinatamente, di piantare vigne in mezzo al bosco.
Qui sono emersi antichi terrazzamenti in mezzo alla vegetazione e una fornace di epoca romana dove si cuocevamo le anfore per il vino. Proprio qui degustiamo un vino naturale realizzato dalla cantina in anfore realizzate con lโargilla locale da un ceramista della regione: in cantina ce ne sono sette. Nel sottobosco ci si imbatte facilmente in ginestre, lavande, timo e rosmarino selvatico. Il parco รจ popolato da volpi, cinghiali e cervi che lโanno passato hanno danneggiato le piante in cerca di verde durante la siccitร .
Alla fine, sotto uno sperone di roccia, con il santuario di Santa Marรญa de Foix e il rudere del castello che si erge sulla cima, degustiamo un Cava gastronomico con uve provenienti dalla montagna accompagnato da alcune glorie locali: il fuet, una salsiccia essiccata di carne magra di maiale insaccata in budella di maiale, Jamรณn Ibรฉrico, la tortilla, che qui sfiora lo status di religione, il formaggio Queso Manchego e Castrocastillo e olio extravergine di oliva prodotto nel Priorat con pane e pomodoro.
Lโobiettivo, o il sogno, ce lo dicono molti produttori, tra le righe, รจ far diventare tutte le denominazioni della regione biologiche. Facilitati da un clima benigno: dappertutto arriva il vento dal mare, le temperature sono miti a parte i picchi e le problematiche attuali. Sarebbe un gran colpo per la regione nota un tempo per le grandi quantitร , che iniziรฒ a far Cava per copiare i francesi e ne fece tantissimo, guardando piรน alla quantitร che alla qualitร . Ma che ora vuole rinascere e guardare al futuro, incerto รจ vero ma al quale รจ necessario guardare con luciditร , adattandosi ma anche limitando i danni enormi giร fatti in passato. Un battito di una farfalla puรฒ generare tornadi, ma, visto da qui, anche speranza verso un futuro e unโagricoltura (e un turismo) piรน rispettosi dell’ambiente.
Foto d’apertura: Blai Carda / รbal estudi Copyright ยฉ2021, Global Image Projects S.L., All Rights Reserve; Sant Martรญ Sarroca (Alt Penedรจs)
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