Cibo made in Italy, vino e geopolitica. Sono stati questi i tre focus del “Forum della Cucina Italiana”, ideato da Bruno Vespa in collaborazione con l’Agenzia Ice e organizzato da Comin & Partners, che si è tenuto il 29 e 30 marzo a Manduria. Due giorni in cui Masseria Li Reni (azienda dello stesso Vespa) è diventa un luogo d’incontro tra istituzioni, imprese e protagonisti del mondo agroalimentare.
Accanto alla cucina italiana, il cui valore è stimato in 251 miliardi di euro, anche il vino ha detto la sua, provando a dare delle risposte alla non facile fase che sta vivendo tutto il settore.

La prima indicazione viene dal presidente di Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi: «Dobbiamo produrre meno – ha detto alla tavola rotonda pugliese – Non conosco tante altre soluzioni: blocco degli impianti e blocco delle rese. Abbiamo tante zone che producono 400 quintali per ettaro con disciplinari particolarmente generosi, abbiamo i superi e abbiamo delle ricadute importanti sulle Igt. In più, c’è chi non ha ancora fatto denuncia di produzione del 2025. Così è come guidare di notte con i fari spenti. Invece, noi dobbiamo conoscere i dati».
Non rientra, nella ricetta Uiv, il tema degli espianti. «Nel 2009 furono finanziati gli estirpi e, nonostante ciò, la vendemmia 2010 è stata tra le più abbondanti degli ultimi anni. Significa che abbiamo dato soldi a chi già non produceva più. Lo sforzo che chiediamo oggi è, invece, di abbassare i volumi di invenduto troppo alti, con una produzione minore. Penso alle zone dove ancora si hanno rese di 200-400 quintali per ettaro».

Masseria Li Reni
Di diverso avviso Albiera Antinori, presidente del gruppo vini di Federvini «La prima cosa che mi viene in mente per riallineare domanda e offerta è cercare di vendere di più e più velocemente. Sulla riduzione delle rese, l’ideale sarebbe ridurre in quelle zone dove il prodotto non ha mercato, ma esistono anche posti dove non è necessario. Il blocco degli impianti, invece, non risolve nell’immediato l’emergenza perché i risultati non si vedrebbero prima di un triennio».
Sul tema promozione e mercati, Frescobaldi chiede di allargare gli orizzonti oltre i cinque principali mercati che valgono il 60% dell’export di vino italiano. Oltre agli accordi Ue-Mercosur, India e Australia, bisogna non trascurare l’Europa: «L’Ue è la nostra zona comfort, anche nel 2025 ha registrato una domanda stabile, a 3,2 miliardi di euro miliardi di euro. Si può fare di più in un’area notoriamente poco esposta alle oscillazioni della domanda? Certamente sì, ed è su questo aspetto che l’Ue può e deve fare il salto di qualità, eliminando quelle barriere non tariffarie tra Paesi che pesano sulla manifattura, secondo la Bce, come un dazio al 45%».

C’è, poi un altro aspetto su cui vale la pena riflettere: l’investimento sui giovani che, secondo la ricerca presentata dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly non hanno per nulla girato le spalle al vino, anzi sono gli unici ad aver incrementato i consumi. Pur restando saltuari. D’altronde, come sottolinea Frescobaldi, «basta pensare alla recente ricerca Ikea, secondo cui ad essere scomparso dalle case moderne è il tavolo da cucina. Questo significa che le persone mangiano in piedi, sul divano o sul letto. Inutile, quindi, continuare a dire che il vino va con i pasti. I giovani, con una casa mediamente piccola, non hanno un tavolo, figurarsi se hanno una bottiglia di vino. A questi giovani, semmai, dobbiamo mettere dei soldi in tasca: il cuneo fiscale, oggi più che mai, è un tema fondamentale».

Albiera Antinori – presidente Gruppo Vini Federvini
L’ultimo suggerimento viene da Albiera Antinori e riguarda l’enoturismo: «Dobbiamo spingere i turisti a venire in Italia per provare la nostra cucina e il nostro vino. Ricordiamo che l’enoturismo è cresciuto del 170% in dieci anni e rappresenta una vera opportunità. In questo momento di vacatio della parte del turismo (dopo il travagliato addio di Daniela Santanché; ndr), forse il ministro dell’Agricoltura potrebbe chiedere la delega per la parte enoturistica come fece, negli anni scorsi, Centinaio». Chissà se Lollobrigida, che proprio da Manduria ha smentito le voci di un rimpasto, sta già pensando a questa nuova prospettiva.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd