Il mercato statunitense, colpito dalla scure dei dazi ma che recentemente ha dato segnali di ripresa, รจ mutevole e tra i piรน rapidi a cambiare nel segmento del beverage. Nei primi decenni del Terzo Millennio, nella piazza globale piรน importante per il vino, non solo made in Italy, si รจ notato l’affermarsi di una differente percezione del vino, che ha dovuto subire il clamoroso sorpasso nelle preferenze da parte dei superalcolici proprio negli ultimi anni.
Nel corso dell’European wine summit che si รจ tenuto a Taranto il 25 giugno, Tiziana Sarnari, analista di Ismea ed esperta del Ceev presso l’Osservatorio del mercato vitivinicolo dell’Unione europea, ha illustrato alcuni dati (basati su quelli di Gallup, multinazionale americana specializzata in sondaggi e ricerche di mercato) che tracciano questo cambiamento. Tra 2001 e 2025, il prodotto vino ha mantenuto il suo appeal tra le bevande alcoliche preferite dai bevitori negli Stati Uniti, a confronto con la birra da un lato e con i superalcolici dall’altro lato. Infatti, la percentuale di preferenza per il vino era inizialmente poco superiore al 30% nel 2001 per scendere al di sotto nel 2025. Di fatto, venticinque anni fa, gli statunitensi preferivano nettamente la birra (46%) e snobbavano i superalcolici (17%).

Sempre nel 2025, a leggere i grafici illustrati da Sarnari, la birra ha perso sicuramente terreno, dal momento che รจ scesa di dieci punti fino al 37%, ma รจ rimasta ben al di sopra delle quote del vino (circa 28 per cento). Chi ha compiuto un salto nel lungo periodo – con un’accelerazione dal 2018 in poi – รจ stata la categoria dei superalcolici, che nel giro di 25 anni ha raddoppiato il gradimento tra i consumatori e ora ha superato di poco il vino, raggiungendo il 30% dei consensi.
Il rapido cambiamento del mercato statunitense ha portato con sรฉ anche un altro elemento interessante, nell’analisi Ismea: la crescita dell’idea che il consumo di vino, anche quello moderato, faccia male alla salute. Se nel 2001 appena il 27& dei consumatori americani riteneva il vino dannoso, questa percentuale รจ salita notevolmente (al 39%) nel 2023 per raggiungere il 53% nel 2025, con appena il 6% dei consumatori statunitensi che ritiene che il vino possa fare bene. Percentuale, questa, che era del 22% nel 2021. La percezione negativa sul vino secondo i dati Gallup, รจ aumentata in tutte le fasce d’etร . In particolare, la forbice relativa si รจ spostata verso l’alto soprattutto in quella giovanile.

Infatti, nel 2001, all’interno del gruppo dei 18-34enni, la percentuale di giudizi negativi era ed รจ rimasta stabile attorno al 30% fino al 2018, rivelandosi quasi la stessa di quella del gruppo compreso tra 35 e 54 anni. Invece, nel 2025 – a testimonianza di un cambiamento indotto dalle fasce giovanili – ben due terzi dei giovani (circa il 66 per cento) considera negativo l’apporto del vino. Il trend รจ stato registrato anche per gli over 55, che sono passati dal 20% del 2001 a quasi 50% del 2025, poco sotto il gruppo dei 35-54enni.
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