Tutto รจ cominciato ad Alba, quindici anni fa, quando Barolo, Barbaresco, Langhe e Roero erano ancora un consorzio unico e lโidea di fare sistema era soprattutto una necessitร di sopravvivenza: ยซLa prima edizione รจ stata fatta qui, nelle Langhe – ricorda Francesco Monchiero, oggi presidente di Piemonte Land ed ex presidente del Consorzio del Roero – Lโobiettivo era portare i buyer sul territorio, far vedere i luoghi, raccontare il vino partendo esattamente da dove nasceยป.
Il modello di riferimento era stato fin da subito chiaro: la Borgogna. Non come imitazione, ma come struttura e buona pratica da cui prendere esempio e ispirazione. ยซLanghe e Roero hanno molte similitudini con la Borgogna: aziende piccole, superfici medie di quattro o cinque ettari, produzioni limitateยป. Numeri che rendono difficile affrontare da soli i mercati internazionali. ยซParliamo di realtร che producono 40 mila bottiglie. I costi per essere presenti nelle grandi fiere sono spesso insostenibiliยป.

Grandi Langhe รจ nato proprio cosรฌ, come evento itinerante tra Barolo, Barbaresco e Roero e Langhe, con navette pensate per far conoscere i territori. Poi lโevoluzione: prima la cadenza biennale, quindi lโapprodo ad Alba sotto lโombrello della Doc Langhe, fino al passaggio decisivo a Torino. ยซLa manifestazione cresceva, i numeri aumentavano e gli spazi di Alba non bastavano piรนยป. Torino offriva collegamenti, strutture, servizi. ยซUn aeroporto, una stazione, alberghi. Tutto quello che serve a un evento internazionaleยป.
Dal 2022 Grandi Langhe ha cambiato totalmente scala, restando comunque fedele alla sua identitร . Non una fiera alternativa alle grandi manifestazioni internazionali, ma qualcosa di diverso e incredibilmente unico nel suo genere, soprattutto in unโItalia del vino che spesso vive di frammentazioni. ยซNon รจ il Vinitaly piemontese – chiarisce Monchiero – Le fiere come Wine Paris, ProWein o Hong Kong hanno un altro scopo e costi che solo aziende piรน grandi possono sostenere. Grandi Langhe รจ il mercato reale del vino piemontese, quello fatto di piccole aziende artigianeยป.
Il vero salto รจ arrivato nel 2024, con lโingresso di Piemonte Land, la struttura che riunisce attorno allo stesso tavolo tutti i consorzi vitivinicoli piemontesi, nata proprio per coordinare e rafforzare la promozione unitaria del vino regionale. ยซCi siamo chiesti perchรฉ non provare a raccontare tutto il Piemonteยป. Una scelta che ha ampliato il perimetro: dalle Langhe e dal Roero al resto della regione.
ยซSiamo passati da 350 a quasi 500 aziende. Per noi organizzatori รจ stata una sfida: crescere senza perdere pubblicoยป. Il risultato รจ stato opposto alle paure: ยซSono arrivati operatori da tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia. Qui possono assaggiare vini che altrimenti scoprirebbero solo viaggiando per mesi sul territorioยป.
Oggi Grandi Langhe รจ ยซil salotto del vino piemonteseยป. Uno spazio dove convivono Langhe, Roero, Alto Piemonte, Canavese, Alessandrino, Pinerolese. ยซTutti con la stessa immagine, gli stessi metri quadri. ร il modo migliore per raccontare il terroirยป. Un concetto che, per Monchiero, va oltre il suolo e il clima: ยซIl terroir รจ soprattutto il produttore. Qui lo puoi incontrare, ci puoi parlare, lo puoi capireยป.

Con lโedizione 2026 questo disegno ha trovato una forma ancora piรน compiuta. Alle OGR di Torino, lโex complesso industriale delle Officine Grandi Riparazioni oggi riconvertito in hub culturale e spazio per grandi eventi internazionali, Grandi Langhe si รจ presentata to ufficialmente come โGrandi Langhe e il Piemonte del vinoโ, aprendo la manifestazione a tutte le denominazioni piemontesi: non solo Langhe e Roero, ma anche Monferrato, Astigiano, Alto Piemonte, Canavese, Tortonese, Ovadese e Chierese. Oltre cinquecento cantine e migliaia di etichette che raccontano una regione in grado di presentarsi unita, senza rinunciare alle proprie differenze.
Nel 2026 la manifestazione ha compiuto anche un ulteriore passo, aprendosi al consumatore finale. ยซSpesso ci dimentichiamo che chi sceglie il vino in carta รจ luiยป. ร nata cosรฌ lโanteprima a Palazzo Carignano, nel cuore della cittร sabauda, affidata allโorganizzazione e alla collaborazione con Gambero Rosso. ยซUn evento senza filtri, dove si puรฒ assaggiare anche ciรฒ che non si conosceยป.

A tenere insieme tutto cโรจ il cappello Piemonte. ยซร una regione che ha fatto scelte coraggiose: irrigazione vietata, solo Doc, nessuna Igt. Scelte fatte per puntare sulla qualitร ยป. Oggi quella qualitร chiede di essere riconoscibile. ยซIl brand Piemonte รจ conosciuto nel mondo. Metterlo in etichetta aiuta il consumatore a orientarsi e rafforza anche le denominazioni meno noteยป.
Un percorso, quindi, simile a quello della Borgogna. ยซChe sia un village o un Grand Cru, cโรจ sempre scritto Grand Vin de Bourgogneยป. Un modello che il Piemonte puรฒ affiancare. Lo confermano anche i numeri: una recente ricerca internazionale indica il Piemonte, per il 2026, come territorio piรน attrattivo per qualitร dei vini e appeal turistico, davanti a Champagne e Borgogna. ยซร un riconoscimento importante. Ma il lavoro non finisce mai. Il traguardo รจ continuare a migliorareยป. Esattamente come Grandi Langhe: partita dai territori, diventata oggi un sistema.
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