La Commissione europea sta considerando lโintroduzione di una tassa sui prodotti alimentari altamente processati, una misura pensata per orientare i comportamenti dei consumatori verso scelte piรน salutari. Secondo fonti interne alla Commissione riportate dal portale Euractiv, lโimposizione potrebbe basarsi su strumenti che valutano il grado di trasformazione dei cibi, come lโapplicazione Truefood, pensata per misurare quanta โelaborazione industrialeโ รจ intervenuta su un determinato prodotto alimentare. Come ha riportato la testata, il commissario europeo alla salute Olivรฉr Vรกrhelyi ha affermato che si possono influenzare le scelte dei cittadini, ed รจ ciรฒ che si dovrebbe fare, nel contesto di politiche pubbliche finalizzate a promuovere la salute.
Lโidea di una tassa sui cibi ultra elaborati nasce dalle crescenti evidenze scientifiche che associano il consumo di questi prodotti โ spesso ricchi di additivi, zuccheri, grassi saturi e sale โ a rischi per la salute come obesitร , malattie metaboliche e croniche. In diversi paesi europei, gli alimenti ultra elaborati coprono una quota significativa dellโapporto calorico giornaliero medio. In particolare, alcuni Stati registrano percentuali superiori al 40%. Oltre ai rischi sanitari, la tassa rappresenterebbe anche uno strumento di politica alimentare coerente con la strategia โFarm to Forkโ dellโUe e con la visione futura per lโagricoltura e la nutrizione, finalizzata a integrare salute, sostenibilitร e equitร dโaccesso al cibo.

Lโidea รจ che lโammontare del prelievo venga calcolato in proporzione al grado di elaborazione del prodotto, utilizzando modelli come Truefood, una piattaforma che aiuta a individuare nei supermercati gli alimenti meno trasformati. In questo modo i cibi sottoposti a processi industriali piรน invasivi o arricchiti da grandi quantitร di additivi e ingredienti ultra processati verrebbero tassati di piรน, superando i limiti delle politiche basate soltanto sul profilo nutrizionale โ zuccheri, grassi o sale โ che non sempre riflettono i rischi legati al livello di trasformazione. La proposta, tuttavia, apre diversi fronti delicati: la definizione legale di โultra processatoโ รจ complessa e potenzialmente controversa, lโindustria alimentare potrebbe opporsi a vincoli onerosi, e resta il timore che una tassa di questo tipo finisca per gravare soprattutto sulle famiglie meno abbienti, a meno di adeguate misure compensative. Anche lโefficacia dipenderร dalla chiarezza normativa e dalla capacitร di controllare il rispetto delle classificazioni. In passato, lโUnione europea aveva giร commissionato studi per valutare il peso dei cibi ultra-lavorati nelle abitudini alimentari, ma non aveva mai introdotto misure fiscali comuni a livello comunitario.
Organismi della salute pubblica e associazioni come EuroHealthNet sostengono misure piรน incisive contro lโeccessiva disponibilitร di alimenti ultra processati nellโambiente alimentare europeo, insistendo sullโimportanza di regolamentazioni, campagne educative e incentivi per prodotti meno processati. Nel contesto della visione a lungo termine dellโUe per agricoltura e alimentazione, la Commissione ha annunciato lโavvio di uno studio sullโimpatto di questi cibi come premessa per eventuali politiche coercitive. Se la proposta dovesse prendere corpo, lโiter sarร complesso e richiederร il confronto con Stati membri, Parlamento europeo e stakeholder del settore. Resta da vedere se la tassa sui cibi ultra-elaborati diventerร realtร concreta o rimarrร unโipotesi in discussione.
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