Tredici vini premiati con i Tre Bicchieri e quattro selezionati per la sezione dei Vini Rari nellโambito della Guida Vini 2026 del Gambero Rosso. ร il bottino complessivo conquistato questโanno da Emiliano Falsini, enologo toscano classe 1973. Un palmarรจs mirabolante se si pensa che a unโazienda singola serve piรน di un decennio per raggiungere un risultato simile.
ยซDopo la laurea in viticoltura ed enologia a Firenze ho fatto esperienza in California e in Nuova Zelanda. Quindi 25 anni fa entro nel Gruppo Matura guidato da Attilio Pagli e Alberto Antonini: sono stati loro i miei mentori, a loro devo moltoยป, racconta Falsini. ยซDa giovane aspirante enologo – continua – esci dallโuniversitร solo con tanta voglia e un titolo: loro mi hanno dato grandi insegnamenti e la possibilitร di cimentami sul campo nei primi anni a fianco con loro. Poi ho ampliato il mio raggio di azione e negli anni sono diventato autonomoยป.

Lโesordio รจ in Toscana. In quali aziende ha cominciato?
Giovanni Chiappini a Bolgheri nel 2000. Fu unโestate caldissima: vendemmiammo a metร agosto e io fui catapultato subito a raccogliere il merlot. Seguo lโazienda da allora. Adesso siamo alla 26esima vendemmia. Unโaltra azienda per cui lavoro dal 2000 fino ad oggi รจ Piaggia. Poi รจ arrivata Colle Santa Mustiola a Chiusi e una cantina sociale in Umbria che produceva Sagrantino.
Questโanno tra le aziende da lei seguite si contano ben 13 Tre Bicchieri. Quattro sono le premiate nella categoria Vini Rari. Che cosa significa? Ha vinto in un anno una quantitร di premi che unโazienda conquista in un decennioโฆ
ร una grande soddisfazione, soprattutto se penso alla mia storia. Io non vengo dal mondo del vino ma da una famiglia di operai. Per me il Gambero Rosso era ed รจ da sempre un punto di riferimento. Dopo 25 anni di attivitร riuscire a contribuire al successo di tante realtร mi riempie di orgoglio. Altro aspetto non banale: questi premi arrivano in situazioni molto diverse da loro. Si parte da Boca in Piemonte per arrivare sullโEtna con tipologie e varietร diverse: una soddisfazione ancora piรน grande. Mi volto indietro e mi rendo conto che ho fatto venticinque anni di sacrifici su e giรน per lโItalia, spesso anche allโestero, con orari assurdi. Fai tutto questo se hai passione, voglia e fame. Anche nel senso di una certa โgaraโ agonistica. Nella lista delle aziende premiate ci sono realtร per le quali conquistare i Tre bicchieri non era affatto scontato: penso a Carlone a Boca o a Goretti a Perugia. Mi raccontano che mandavano da 40 anni i vini al Gambero, ma solo questโanno hanno vinto per la prima volta.

Vendemmia sull’Etna
Le cantine premiate che lei segue sono soprattutto piccole aziende artigiane, lontane dalla dimensione industriale nella quale lโenologo potrebbe essere chiamato a produrre prodotti standardizzati. ร anche il riconoscimento di un modo “contemporaneo” di intendere il vino?
Assolutamente sรฌ. Negli anni ho ritagliato sulla mia professionalitร una figura di enologo di aziende medio-piccole. ร quello che mi piace di piรน: ho bisogno del rapporto umano con il produttore, di stimolarlo sulla sensibilitร e la cura del dettaglio. Una prassi che nelle aziende molto grandi con gestione piramidale non si trova. ร fondamentale lavorare sullโartigianalitร , sulla selezione delle uve, sui dettagli in cantina. Bisogna esaltare le caratteristiche di un vitigno e di un vino. Ovviamente per farlo ho bisogno di andare in azienda, di dedicare molte ore di lavoro in territori lontani tra loro. Puoi delegare fino a un certo punto: ognuno di noi ha una sensibilitร nellโassaggio e nella progettualitร e nellโapproccio molto diverso. Hai a che fare con il vignaiolo che ti mette in mano i risparmi della vita, frutto di scelte difficili e sofferte.
Una grande responsabilitร โฆ
Lโenologo ha un ruolo centrale. Cโรจ un rapporto professionale, ma รจ come se lโazienda fosse la mia: sento le scelte sulla mia pelle. Questo finora mi ha dato ragione. Parliamo di vino artigianale nel senso che questi imprenditori fanno innovazione continua: per esempio Giampaolo Tabarrini a Montefalco. Spero che in futuro tutto rimanga cosรฌ: non ambisco a grandi progetti industriali.

Vendemmia a Bolgheri
Qualcuno le domanda perchรฉ non va allโestero?
Sรฌ, ma sinceramente non sono attratto. Piuttosto che lavorare per unโazienda che fa 20 milioni di bottiglie in Romania o Bulgaria preferisco andare sullโisola di Capraia ad allevare la Grenache.
Ultimamente il ruolo dellโenologo รจ stato ridimensionato se non demonizzato a favore di un approccio meno interventista. Lei come lo vede?
Lโunico rammarico che ho (sorride, ndr.) รจ che il Gambero Rosso una volta aveva anche un premio per lโenologo dellโanno. Chissร , se questo premio esistesse ancora magari avrei potuto essere in lizzaโฆ A parte gli scherzi, lโenologo รจ centrale, specie in aziende dove ci sono ottimi vignaioli, ma non hanno studiato enologia. Lavorando in giro per lโItalia annuso tante realtร : questo mi permette di essere un tecnico enologo ma anche un consulente strategico a 360 gradi.
ร una risposta al mondo del vino naturale?
Non sono della scuola del vino naturale. Penso che per fare il vino siano necessari la vigna, la cantina eโฆ lโuomo. Lโuomo รจ fondamentale: non puoi pensare che lโuva e il vino si facciano da soli. Servono competenze e un progetto. Io sono meno interventista possibile, ma a maggior ragione per esserlo devi avere un know how che ti permette di prevedere lโevoluzione del vino e dellโuva. Less is more, ma devi avere delle nozioni: non puoi abbandonare il vino, devi sapere come risolvere le criticitร .

Vendemmia a Bianco
Mi fa un esempio?
Sono convinto che non serve chiarificare il vino, cosa che tutti fanno per ammorbidire il risultato finale, togliere il tannino e stabilizzare il prodotto. Invece della chiarifica credo sia meglio interpretare lโuva in una certo modo. ร un approccio che richiede preparazione e visione. Insomma, la figura dellโenologo รจ fondamentale nellโaiutare il produttore. Spesso arrivi in unโazienda e apporti delle conoscenze che ignoravano. Se fai questo mestiere nella maniera giusta, per lโazienda รจ un valore aggiunto.
Alla fine lโenologo รจ un interprete?
Sรฌ, lโenologo รจ un interprete del pensiero dellโazienda, ma anche del vitigno e del territorio. Il primo passaggio รจ lโazienda. Le aziende le senti a pelle: se il titolare รจ appassionato e ti manda messaggi ogni giorno รจ probabile che nove volte su dieci farร grandi vini. A volte ci sono aziende che hanno sempre fatto il vino, ma mancano di alcuni strumenti: grazie al confronto cambia il modo di interpretare il vino e seguono il percorso che gli indico.
Un caso in particolare?
Giuseppe Russo, titolare dellโazienda Girolamo Russo, prima faceva tuttโaltro. Quando arrivai nella sua tenuta sullโEtna gli dissi: ยซGiuseppe, se non facciamo grandi vini qui con te, รจ meglio che io cambio lavoroยป. Con quegli alberelli e quelle vigne vecchie era impossibile non fare bene: cโera una materia prima veramente bella. Giuseppe รจ stato bravo a seguire con precisione, passione e metodo.

Perรฒ ci sono anche alcuni enologhi che non fanno bene alla categoriaโฆ
Non frequento le associazioni, nรฉ sono mondano. Sicuramente ci sono interpretazioni diverse del vino. Ognuno รจ libero di fare ciรฒ che vuole? Direi di no, perchรฉ altrimenti si rischia di fare del male alla categoria: conta lโonestร intellettuale verso produttori e consumatori, poi ognuno ha il suo gusto.
Si muove su diversi territori. Come gestisce questa sfida? Quali territori la affascinano di piรน?
Mi affascinano tutti. Specie quelle situazioni dove ho avuto la fortuna di lavorare con chi cerca lโartigianalitร dei vini. Penso subito al Piemonte, allโEtna, alla Toscana, a Montefalco. Ogni zona ti da qualcosa. Sembra una frase fatta, ma davvero non si smette mai di imparare. Nel mio caso, poi, il percorso di conoscenza รจ accelerato perchรฉ faccio centinaia di vendemmie in un anno: cambia lโinterpretazione del territorio e si forma un bagaglio di esperienze importante.
Intanto il mondo del vino cambiaโฆ
Il vino cambia rapidamente, cambiano il gusto e il clima. Ogni volta ricominci da zero. I vini di oggi sono lontani parenti dei vini di quando ho cominciato: allora prevalevano il legno e le opulenze. Oggi fare i vini รจ piรน difficile.
Come definirebbe il suo stile?
Non so se ho uno stile. Mi piacciono i vini puliti ed eleganti, caratterizzati dalla bevibilitร e dalla freschezza. La parte aromatica, sia del bianco che del rosso, deve essere fondamentale. Il vino รจ eleganza: non deve avere asperitร e devi sentire il territorio.

Il Cabernet Franc Limite 2023 entrato nella top list dei โvini rariโ proviene da unโazienda di sua proprietร in Toscana. Come mai ha scelto di mettersi in proprio?
Per la maggior parte di coloro che cominciano a studiare questo mondo il sogno รจ fare il proprio vino. Cosรฌ ho fatto questa mia piccola azienda a Bolgheri.
Ha anche unโazienda in Sicilia. Come si spiega, da toscano, la scelta dellโEtna?
Mia moglie รจ siciliana: era evidentemente nel destino! Diciamo che รจ difficile non innamorarsi dellโEtna. Il vulcano emana un magnetismo e unโenergia incredibili. La prima volta che sono andato lรฌ sono rimasto folgorato dallโambiente, dalle vigne e dai vini. Poi ho avuto la fortuna di conoscere persone come Giuseppe Russo, Alberto Ajello (dellโazienda Graci) e la famiglia Maugeri, persone che hanno sempre pensato di fare qualitร . Cosรฌ lโEtna รจ diventata la mia seconda casa. Lo sottolineo: ho acquistato le mie prime vigne sullโEtna, prima ancora che a Bolgheri. ร stata la mia prima scelta.

Tenuta del Travale
Nicola Piluso, titolare di Tenuta del Travale con la moglie Raffaella Ciardullo, racconta che quando lโhanno contattata per una consulenza lei ha risposto sorpreso: โSiete pazzi a fare il Nerello quaโ.
Anchโio sbaglio certe valutazioni o non le analizzo bene fino in fondo. Travale รจ uno di questi casi. Nicola Piluso aveva assaggiato dei vini etnei e si era innamorato. Quando sono arrivato a Rovito, in provincia di Cosenza, mi sarei aspettato tutto, dal gaglioppo al magliocco, meno che il nerello mascalese. Quando lโho trovato sono rimasto sorpreso. Ma รจ un errore paragonarlo allโEtna: sono territori diversi. Quando conobbi Giuseppe Russo, il vino che in quel momento si stava affermando era quello di Franchetti che aveva piantato cesanese e petit verdot: venivamo dagli anni 2000 durante i quali, in Toscana, il petit verdot era il vitigno piรน piantato. In quel momento ne ero convinto anchโio: abbiamo quasi rischiato di piantare dei vitigni non autoctoni sullโEtna. Per fortuna Giuseppe Russo รจ rimasto fermo sulle sue posizioni. Oggi mi adatto molto di piรน al patrimonio aziendale: cโรจ tanta consapevolezza da parte dei produttori capaci di compiere scelte ponderate che cerco di valorizzare. Anche in Toscana, nei pressi di casa, ho scoperto il boggione, un vitigno locale denominato anche โpalle di gattoโ per le dimensioni dellโacino: ho deciso di fare un vino in purezza e di avviare il percorso per farlo riconoscere ufficialmente. Morale della storia: maturando si impara.
Come cambia la vita dellโenologo la novitร dei vini dealcolati? Lei che ne pensa?
Non considero vino gli alcol free. Nei dealcolati la manipolazione dellโuomo รจ molto importante. Sono qualcosa di molto distante dal mio mondo attuale. Spero di non dover mettere a disposizione la mia professionalitร per fare dei dealcolati. Viste le caratteristiche delle aziende che seguo conto che non mi chiedano di farlo. Certo, il tema del consumo dellโalcol รจ attuale e pressante ma non so se la risposta del mondo del vino sia lโalcol free. Il vino resterร una bevanda di riferimento, specie per un certo tipo di ristorazione.
Niente da mostrare
ResetNo results available
Resetยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novitร del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd