La guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso, presentata a Roma presso The Space Cinema Moderno in occasione della premiazione delle Tre Forchette e Premi Speciali, come di consueto non è un elenco di indirizzi, ma un viaggio nei territori, prendendo per mano il lettore che accompagna a scoprire l’Italia dei sapori. E quella che emerge quest’anno è in splendida forma, se consideriamo che le migliori insegne della Penisola sono 2580, 100 in più dello scorso anno, tra conferme e novità (ben 382). Per la prima volta abbiamo dato spazio agli agriturismi, che possono nascondere grandi trattorie come inaspettati fine dining o bistrot. E siamo andati oltre confine con una una sezione dedicata alla ristorazione italiana all’estero. Perché a volte bisogna uscire per capirsi meglio.
foto di Francesco Vignali
La sera, al St Regis Rome, si è tenuta la cena di gala (qui la carta dei vini).
foto di Francesco Vignali
L’apertura di ogni regione anche nella Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso è dedicata alle cantine che hanno aderito al progetto “Le grandi cantine d’Italia” con una pagina che ne racconta storia, produzione e ne descrive le etichette di punta, fornendo consigli per gli abbinamenti con i piatti del territorio
Sono 55 i locali che quest’anno abbiamo premiato con le Tre Forchette (quindi 3 in più dell’anno scorso), con 5 nuovi ingressi. Di questi due li abbiamo individuati in Lombardia: Contrada Bricconi (lo scorso anno abbiamo intervistato il fondatore Giacomo Perletti sull’aumento dei prezzi) con Michele Lazzarini, allievo di Niederkofler, che ha riportato in vita un borgo del XV secolo in Val Seriana e Il Luogo Aimo e Nadia – a pochi giorni dalla scomparsa di Aimo Moroni, tra gli chef che hanno scritto parte della storia della ristorazione italiana – torna con la solidità di chi non si è mai fermato; Zia, a Roma, con Antonio Ziantoni, formatosi da Anthony Genovese, raggiunge il traguardo con una cucina raffinata e attuale; Marotta, nell’Alto Casertano, porta l’alta cucina in un territorio che fino a ieri sembrava lontano da certi scenari, dopo l’esperienza nella scuola di Crippa. Infine Villa Maiella, che vede finalmente riconosciuto il suo grande percorso familiare.

Enrico Crippa
Sul gradino più alto del nostro podio, con un punteggio di 97/100, troviamo Enrico Crippa con Piazza Duomo ad Alba (CN);

Massimo Bottura
Massimo Bottura con Osteria Francescana (Modena);

Niko Romito
Niko Romito con il ristorante Reale a Castel di Sangro (AQ).
Sono loro i tre attuali campioni della cucina italiana, perché – pur molto diversi – incarnano lo spirito del fine dining “alto” di oggi, fatto di sperimentazione indefessa e continua, ricerca dell’essenzialità, capacità di trasportati fuori dalla tua zona di comfort e di generare ricordi indelebili. Sono le cosiddette “esperienze”.
Come quelle che si compiono nei restanti 52 ristoranti premiati, una variegata squadra dove trovano posto le grandi storie di famiglia (dai Santini del Pescatore a Canneto sull’Oglio fino agli Iaccarino del Don Alfonso e alla new entry dei Tinari di Villa Maiella a Guardiagrele), geniali battitori liberi, come Alberto Gipponi di Dina a Gussago, in Franciacorta, ma anche aziende agricole illuminate (la già citata Contrada Bricconi a Oltressenda Alta, tra le 2 new entry in Lombardia).

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