«I rischi di crisi per il vino sono tutti davanti agli occhi. E i dazi colpiranno duramente il settore». A lanciare l’allarme dal mercato Fivi di Bologna è l’europarlamentare che siede in Commissione agricoltura Stefano Bonaccini.

«Sono rimasto molto sorpreso – continua – dalle parole del ministro Lollobrigida secondo cui i dazi non faranno male al vino. Parole arrivate proprio nello stesso giorno in cui Unione italiana vini diceva che il settore perderà 460 milioni di euro». Ma c’è di più: secondo l’ex Governatore dell’Emilia-Romagna alle tariffe di Trump bisogna aggiungere quelle che chiama invisibili dovute allo sfavorevole cambio dollaro-euro: «Al produttore non resta che decidere se caricare il prezzo sull’azienda o scaricarlo sul consumatore finale. Ma così si rischia di trovare il Parmigiano Reggiano a 70 dollari allo scaffale. Quindi, sì: Houston abbiamo un grosso problema anche per il vino».

Sulla questione dazi, Bonaccini parla di una Ursula Von der Leyen timida e di una Giorgia Meloni timidissima con Trump che «non hanno fatto le giuste battaglie per portare almeni dei corretttivi». L’europarlamentare in quota Pd si dice più che mai convinto di aprire a nuovi mercati: «L’accordo con il Mercosur andava fatto ieri, non domani. Anni fa si parlava male del Ceta, l’intesa di libero scambio con il Canada, ora non c’è nessun contrario perché sono aumentate le esportazioni agroalimentare del 70%. La stessa cosa bisogna fare con il Mercosur. Certo ci saranno dei rischi per carne, pollame, agrumi e zuccheri, ma i vantaggi per vini e formaggi, con il progressivo azzeramento dei dazi, sono maggiori. E, poi, ricordiamo che se in quell’area non ci andiamo noi, ci andrà qualcun altro: la Cina sta scommettendo sul fallimento dell’accordo europeo.

Bonaccini ha ricordato, infine, i rischi che corre il vino, tra cambiamenti climatici, fondo unico e nuova Pac. «Una nuova Pac purtroppo voluta anche dall’italiano Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo della Commissione europea; ndr) – incalza – ma come si può pensare di sostenere l’agricoltura con un taglio del 20% delle risorse? Sbagliato, poi, cancellare la politica di coesione, togliendo alle regioni la possibilità di decidere come destinare i fondi. Io non fiderei di veder gestiti i soldi delle ma regione da Roma o da Bruxelles. Resta, quindi, molto da fare per la nostra viticoltura, che rischia di pagare un prezzo troppo caro dalla proposta di bilancio Ue 2028-2034. Per questo ci batteremo per cambiare questa cosa. Io un bilancio così non lo voto».
Infine, tra le buone notizie, Bonaccini parla dei provvedimenti del Pacchetto vino he potrebbero vedere la luce a breve. «Metteremo in campo, già nelle prossime settimane, una serie di misure strategiche sulla promozione e l’enoturismo, il sostegno agli investimenti per l’adattamento climatico, la stabilizzazione dei mercati e un’etichettatura più chiara per i consumatori».
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