Ricette di famiglia

Le regole (non scritte) per un'insalata russa da fare in famiglia come se fosse un gioco di squadra

La versione rinforzata รจ l'evoluzione del piatto zarista che, nei giorni di festa, diventa un modo per riunire grandi e piccoli in cucina. Ognuno con un compito preciso

  • 06 Gennaio, 2026
Per vedere piรน contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere piรน contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Come molti piatti iconici, la storia dellโ€™insalata russa รจ contesa tra mito e realtร . Lโ€™antenato documentato รจ la Olivier salad, creata negli anni 1870 dallo chef belga Lucien Olivier nel rinomato ristorante Hermitage di Mosca. All’epoca era un piatto freddo a base di carne di pernice, petti di quaglie, gamberi e tartufi, ricoperto da gelatina e condito con maionese: un simbolo di sontuositร  per gli esponenti della societร  zarista ospiti del ristorante.

Lโ€™insalata russa antipasto delle Feste

Dalla Russia si diffonde poi in Europa e raggiunge anche lโ€™Italia. In Piemonte trova terreno fertile: a inizio Novecento entra nei ricettari e nelle cucine sabaude, poi in quelle borghesi e domestiche. La versione italiana parte da quella semplificata post-rivoluzione russa, progressivamente eliminando gli ingredienti piรน ricchi e sostituendoli con verdure “povere”. La sua presenza si consolida nel tempo fino a diventare preparazione riconosciuta come โ€œpiatto da ricorrenzaโ€ e preparazione legata al Natale e il Capodanno. Per la mia famiglia รจ una consuetudine legata invece alla giornata di Santo Stefano.

Tradizionalmente, dopo i fasti della Vigilia e il banchetto di Natale, come accade in molte famiglie, il 26 dicembre si riciclano gli avanzi. A casa nostra, questo avviene in maniera principesca, con unโ€™insalata russa rinforzata.

insalata russa natale

Lavoro di squadra

La nostra insalata russa infatti include, oltre alle canoniche verdure, anche avanzi di pesce o di carni bianche. Dalla cena della Vigilia โ€œdi magroโ€ utilizziamo qualsiasi cosa, dai gamberetti ai teneri filetti di cernia, o gli avanzi di qualsiasi altra creatura marina la cui polpa bianca – attentamente privata di spine e pelle – possiamo sminuzzare e aggiungere alle verdure. Di quello che resta del pranzo di Natale, invece, aggiungiamo all’insalata russa la gallina o il cappone usati per il brodo, oppure il taglio di vitello rimasto sul carrello del bollito. Seguendo questo vecchio consiglio di Ada Boni ne Il Talismano della Felicitร , la preparazione diventa un gioco che ogni anno cambia in base a quanti e quali cibi sono avanzati. Ognuno in famiglia partecipa, e tutti hanno un compito preciso. Chi ha la maggiore destrezza con lame affilate (e una buona dose di disturbo ossessivo-compulsivo) si occupa del taglio a brunoise di patate e carote precedentemente lessate (ma lasciate croccanti) dove la precisione millimetrica รจ tutto. I piselli, che devono restare di un verde brillante, vanno cotti pochissimo e poi tuffati in acqua e ghiaccio, compito di chi ha il migliore rapporto col timer. Al piรน piccolo di casa (ora ventenne) รจ riservato il compito di plasmare la forma, che cambia a seconda degli ingredienti aggiuntivi.

insalata russa di carne

Se nellโ€™insalata russa quellโ€™anno ci sono gli avanzi della Vigilia, la forma sarร  quella di un pesce. Piccole rondelle di cetriolini o ravanelli saranno le lische, una sezione di oliva nera denocciolata e un chicco di mais saranno lโ€™occhio, anelli di cipolla rossa per le bollicine, e peperoni gialli e rossi tagliati ad arte saranno le pinne e la coda.

Se invece nellโ€™insalata russa ci sono le carni, anchโ€™esse a dadini, la forma dellโ€™insalata russa sarร  circolare a tema โ€œprato fioritoโ€, con carote-roselline, funghetti sottโ€™olio, giardiniera, โ€œfioriโ€ di barbabietole, erba cipollina, fettine di uova sode, e foglioline di prezzemolo posizionate ad arte. Lโ€™importante รจ cambiare tema ogni anno. Qualsiasi sia la forma, il tutto viene poi ricoperto da un trasparente strato di gelatina, compito dellโ€™alchimista di famiglia. Ma รจ la maionese, rigorosamente fatta in casa, la parte piรน importante del piatto.

insalata russa di pesce

Le regole della maionese

Per legare insieme tutti questi elementi di gioco e creativitร , la protagonista del piatto a casa nostra รจ la maionese. Ma non una maionese qualsiasi. Lasciando da parte comoditร  e logica, indispensabile per mantenere intatta la tradizione usiamo la frustina di legno a stella di nostra madre, utensile usato esclusivamente per fare la maionese. Oggetto dโ€™antiquariato con anima in metallo e corona in legno di faggio, nel corso degli anni ha perso lโ€™originale impugnatura, rendendone lโ€™uso unโ€™ulteriore sfida. Quando usata produce un suono che per noi รจ sinonimo delle grandi occasioni, ossia quando mamma faceva la maionese. Una Madeleine uditiva che a seconda della velocitร  prodotta colpendo lโ€™interno della ciotola, โ€œtocchete-tocchete-tocโ€, stava a significare il successo dellโ€™impresa. Emulsionare in tal modo le uova versando lโ€™olio a filo, รจ eroico.

Non solo, secondo il nostro rigido disciplinare, la maionese devโ€™essere solo ed esclusivamente fatta con olio extravergine dโ€™oliva, molito da persone fidate e ritirato personalmente al frantoio (in Toscana), possibilmente nuovissimo, dalla piรน recente campagna. Guai ad usare lโ€™olio di semi, o peggio, comprare quella confezionata: orrore! Dalla titanica impresa risultava pertanto una crema densa e tremolante, nella quale il cucchiaio inserito restava in piedi, e dalla tonalitร  verde ninja. Il gusto era pronunciato ma stranamente quellโ€™invadenza dellโ€™olio esaltava benissimo alcune pietanze, soprattutto dava senso alla nostra insalata russa.

Da quando mamma non cโ€™รจ piรน, la maionese per lโ€™insalata russa la faccio io. Se con la preziosa frustina di legno โ€œimpazzisceโ€, ho il permesso di usare il frullatore ad immersione, impiegando perรฒ solo una parte di olio di arachidi, e per la restante quota lโ€™obbligatorio extravergine toscano. Sempre secondo le regole non scritte di famiglia, ci aggiungo solo qualche goccia di limone, un pizzico di sale, e niente senape. Non si avvicina lontanamente allโ€™originale, chiaramente. Per tornare lร  con le papille possiamo solo scavare nella memoria, perchรฉ รจ la mano che cambia tutto. Per quello non cโ€™รจ ricetta.

ยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd