Negli ultimissimi anni stiamo assistendo alla rinascita della Calabria vitivinicola, (non sarà sfuggito che già da un paio d’anni la regione si presenta a Vinitaly con un padiglione, il n.12, fino a qualche tempo fa un po’ periferico, viceversa oggi ricco e appariscente), in grande fermento e in continua crescita qualitativa da nord a sud, come abbiamo constatato anche durante le nostre degustazioni per la guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso. Va, però, tenuto presente che – nonostante la Calabria sia la regione con la più alta biodiversità vitivinicola in Italia – anche gli appassionati più acculturati stentano a nominare più di un paio di vitigni o denominazioni che le appartengano, argomento a cui abbiamo dedicato la storia di copertina del Gambero Rosso di ottobre 2025.
C’è il Cirò, certo, rosso, rosato e bianco, rispettivamente con il gaglioppo e il greco bianco per protagonisti, a far la parte del leone, la denominazione storica calabrese che quest’anno ha fatto l’en plein di etichette premiate con i Tre Bicchieri e, tra l’altro, è proprio un Cirò il vino che che quest’anno abbiamo eletto come Miglior Bianco d’Italia per rapporto qualità/prezzo,
Ma Calabria, limitandoci al comparto dei rossi, significa anche nerello, nocera, greco nero, magliocco canino, magliocco dolce, vitigni dai quali si ottengono vini di personalità diverse, ma tutte capaci di raccontare il temperamento autentico di una terra.

Ed è proprio a base di magliocco dolce l’etichetta che abbiamo premiato per il miglior rapporto qualità-prezzo regionale nella guida BereBene 2026 del Gambero Rosso (ora in formato digitale): è un Terre di Cosenza rosso Colline del Crati prodotto da Serracavallo. I vigneti della cantina si trovano a Bisignano, nel Cosentino, in una zona di alta collina che si spinge sino a 700 metri di altitudine.

Il Terraccia Ris.’23, magliocco dolce (90%) e un tocco di cabernet, è uno dei vini più interessanti assaggiati quest’anno in Calabria. Fitto e complesso al naso su toni di frutti neri maturi, erbe balsamiche e sottobosco (noce moscata, rabarbaro e pietra focaia), al palato è turgido, pieno, vellutato ben spinto dall’acidità e ben contenuto da una fitta trama tannica.
Lo produce Demetrio Stancati della cantina Serracavallo, da oltre vent’anni infaticabile promotore, nonché fondatore, dell’Associazione dei Produttori della provincia di Cosenza e attualmente anche Presidente della Doc Terre di Cosenza (nata nel 2011), da lui fortemente voluta. La sua cantina si trova sulle colline di Bisignano, in una zona dalla forte escursione termica. La produzione, incentrata in prima istanza sull’utilizzo e la valorizzazione dei vitigni autoctoni, si distingue per la forte impronta territoriale e uno stile elegante e moderno.
Oltre ad essersi aggiudicato il premio per il miglior rapporto qualità prezzo regionale, il Terraccia Riserva ’23 è arrivato anche alle nostre degustazioni finali per i Tre Bicchieri, insieme a un’altra etichetta della stessa cantina: il Magliocco Vigna Savuco Riserva ’20, dai profumi di frutti rossi, amarena sotto spirito, china, cacao, tostatura e spezie da legno ben integrate. Succosa e vellutata la bocca, dolce di frutto ma ben bilanciato dalla sapida freschezza acida.
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