Dieci cuoche e cuochi italiani raccontano una nuova idea di tradizione, fatta di memoria, tecnica e reinterpretazione lucida. Ne nasce una cucina che parte dalle ricette di famiglia, dai prodotti locali e dal sapere artigiano, parlando un linguaggio pienamente contemporaneo. A loro abbiamo chiesto che cosa sia la tradizione futura.

Terminate alcune esperienze importanti, come Casa Buono a Ventimiglia, Guia Malteno e Simone Contiero hanno rilevato questo intimo ristorante nel centro storico di Sarzana. Il locale รจ curato con apparecchiatura essenziale. La coppia propone, giocoforza, un unico menu degustazione a un prezzo super competitivo: 45 euro. Guia, in cucina, ha tecnica e talento. Che cosa รจ la tradizione futura per lei? ยซNegli ultimi anni molti giovani cuochi stanno riscoprendo la cucina dei nonni. A pensarci bene, anche la mia passione per la cucina nasce proprio da una tradizione di famiglia. Lo dico spesso: tutto รจ cominciato quando nonna mi faceva sgranare i fagioli, un poโ per tenermi occupata, un poโ perchรฉ le serviva davvero una mano. Per me, la tradizione del futuro andrร sempre piรน alla ricerca di sapori familiari, reinterpretando perรฒ i piatti in chiave nuova, non convenzionale. Un esempio sono i โplin ripieni di muscoli ripieniโ: unโidea di Simone che reinterpreta un secondo piatto tradizionale ligure e gli dร la forma di un primo tipico piemontese. Il risultato รจ un piatto che appare diverso da ciรฒ che conosci, ma che al primo assaggio richiama in modo nitido lโoriginaleยป.
Sarzana (SP) โ via G. Mazzini, 82 – 347 2764892 – www.piccoloristorante.net

Uno staff giovane, una proposta consolidata negli anni, un locale elegante ma non ingessato: sono alcuni ingredienti del successo di questo locale di consolidata fama. Dal menu, rinnovato con cadenza stagionale e di carne e di pesce, il fagottino croccante ripieno di formaggio con cipolle, pere speziate e ristretto al Porto, gli spaghetti allโaglio nero e tartare di gambero rosso, la tagliata di Fassona con verdure, che valorizza una carne di qualitร . Lo chef Lorenzo Di Bari ha una mano particolarmente felice con il quinto quarto: le pappardelle con ragรน di frattaglie non si dimenticano tanto facilmente. ยซEssere interpreti della tradizione futura significa dare voce alla memoria, trasformandola in qualcosa di vivoยป, racconta lo chef. ยซOgni piatto nasce da un bagaglio di esperienze, assaggi, profumi e insegnamenti tramandati da chi รจ venuto prima di noi, รจ un dialogo costante tra passato e presente, tra radici e visione, tra ciรฒ che siamo stati e ciรฒ che vogliamo diventareยป.
Cernusco sul Naviglio (MI) โ via delle Filerine, 2a โ 02 9249200 – www.ristoranteduespade.it

Andrea Serafini, dopo importanti esperienze in cucine dโautore, decide di aprire il suo ristorante nel piccolo comune bolognese di Borgo Tossignano. Giovane (classe โ94) ma forte di una tecnica evoluta, propone una cucina personale ed elegante, che dalla Romagna si apre con stile a territori piรน ampi: ยซCon gli stessi ingredienti tradizionali si puรฒ dare una lettura nuova, attuale della tradizione. Un esempio รจ il โcappelletto di erbe amare, cardoncelli e mandorleโ. Lโidea di partenza รจ quella del cappelletto classico (con ricotta ed erbette) ma abbiamo voluto lavorarlo in modo diverso: allโinterno del ripieno inseriamo un estratto di cicoria, che aggiunge una nota amara e complessa, che a ben pensarci fa parte dei sapori autentici del passato. Il cliente deve poter riconoscere gli ingredienti e ritrovare i riferimenti della propria memoria gustativa, senza sentirsi spaesato di fronte alla materia prima, e soprattutto deve percepire che quella โnovitร โ nasce da qualcosa di profondamente familiareยป. Il menu di Casa Serafini, snello e in costante evoluzione, fatto di contrasti amari e aciditร ben dosate, privilegia ingredienti di produttori locali con ampio spazio al mondo vegetale, mantenendo un saldo legame con la tradizione emiliana.
Borgo Tossignano (BO) โ via Marconi, 43 โ 351 3668245 – www.casaserafini.com

Calenzano รจ un piccolo borgo di pietra che racconta con straordinaria bellezza le colline in provincia di Firenze. Al civico 87 di via del Molino si trova una trattoria contemporanea che non teme di proporre la sostanza della cucina toscana su una tavola moderna. In cucina c’รจ Elisa Masoni, nota per le sue cotture al fuoco e una cucina legata alla tradizione, o meglio, ยซuna cucina legata alla tradizione nei sapori e nei ricordi, ma affrontata con tecniche e approcci contemporanei, per valorizzare al meglio la materia prima e il piatto finale. Lโobiettivo รจ riportare alla luce ricette dimenticate o poco valorizzate, restituendo loro un volto nuovo, cosรฌ facendo, la nostra cultura culinaria continuerร a vivere e permetterร alle nuove generazioni di conoscerla e apprezzarla, anche attraverso forme diverse da quelle originarieยป. Un esempio su tutti? Il testarolo al cibreo. ยซLa tradizione rimarrร sempre nel nostro palato, come memoria viva e punto di partenza per lโinnovazioneยป.
Calenzano (FI) โ via del Molino, 87 โ 055 9330513

Un agriturismo generalmente ha ambienti piรน spartani, un servizio alla buona e cucina legata alle usanze locali. La cura meticolosa del casolare immerso in un bel parco recintato, il servizio spigliato e affabile, la vestizione della tavola e le preparazioni in menu sembrano stridere con il concetto tipico. Eppure questo รจ un agriturismo fatto e finito, ovviamente di moderna concezione, realizzato con risorse ingenti e un gran gusto estetico. Ciรฒ non toglie che la stragrande maggioranza delle verdure impiegate provengono dalla propria azienda agricola, le carni sono tutte allevate e macellate nella zona e i vini hanno per lo piรน origine in aziende artigiane marchigiane. Nel piatto la tradizione รจ uno sfondo e ben si percepiscono gli echi delle esperienze tra Francia e Olanda del cuoco/proprietario Paolo Paniccia: ยซTradizione futura รจ il cammino naturale della cucina. Innovare non significa rompere con la tradizione, ma dialogare con essaยป, racconta Paniccia. ยซOgni creazione autentica nasce da un confronto continuo con ciรฒ che รจ venuto prima: reinterpretare un sapore, un ingrediente o un rito significa proiettarli nel futuro senza cancellarne lโanima. La tradizione รจ il punto di partenza, la bussola che orienta ogni scelta; il futuro รจ la curiositร che mi spinge a cercare nuove forme, tecniche e combinazioni per raccontare la stessa veritร in un linguaggio diversoยป.
Civitanova Marche (MC) – via San Savino, 50/a โ 344 1865463

Da Trastevere a via Panisperna, la giovane e intraprendente Anastasia Paris cammina finalmente da sola e con passo sicuro, dopo aver concluso l’esperienza all’Osteria della Trippa dove si era concentrata soprattutto sul quinto quarto. Futura รจ il suo ristorante-laboratorio: piccolo, curato, luminoso. ร la sua prima esperienza da chef-proprietaria, e la sua cucina รจ sobria ma affilata, e non cerca effetti speciali: ยซAl di lร del gusto personale, รจ fondamentale conoscere la tecnica, anche quella piรน grezza, dalle cotture veloci alle preparazioni in pentola, ovvero tutto ciรฒ che รจ meno legato alle basse temperature e piรน alla manualitร . Conoscere bene questi aspetti significa poi poter davvero riscrivere qualcosa in chiave moderna e quando parlo di tradizione futura, intendo proprio questo: avere una conoscenza cosรฌ solida del passato da poterlo reinterpretare senza stravolgerlo, anzi, rendendolo ancora piรน chiaro, piรน sensibile, piรน autentico, pur con un linguaggio diverso. Nei prossimi dieci anni la tecnica farร un poโ meno spazio ai voli pindarici per lasciare piรน posto alla sostanza, a ciรฒ che รจ veramente necessarioยป. Basta leggere il menu – salsiccia di cuore di manzo sedano in giardiniera e pane verde; ravioli ripieni di animella glassata; diaframma funghi shiitake orecchie di giuda e bagnacauda… – per comprendere.
Roma โ via Panisperna, 222a โ 06 01903498 – www.ristorantefutura.com

Un ristorante dโantan con lโanima rock quello di Sasร Giugliano, erede di una dinastia che ha fatto la storia della cucina classica napoletana. Il giovane chef รจ riuscito a creare un invidiabile equilibrio tra il vecchio e nuovo, tra il puparuol โmbuttunat (il classico peperone ripieno) che รจ leggendario e il polpo e patate ma con una salsa a base di kimchi coreano. Le ricette della tradizione ci sono tutte, come la genovese o la pasta, patate e provola ma pure delle incursioni della nuova scuola che spopolano in cittร . Emblema di tutto ciรฒ รจ il taco bao alla genovese con salsa Caesar: un panino aperto cinese ripieno di stracotto di manzo che ormai รจ un must per tutti gli avventori, sia i vecchi sia i nuovi. ยซMi piace pensare a un mondo senza confini e senza limitiยป, spiega lo chef, ยซe credo che Napoli incarni bene questi concetti perchรฉ รจ una cittร che ha fatto della contaminazione la sua forza, prendendo ciรฒ che di buono arrivava da fuori e trasformandolo, grazie al saper fare che ci contraddistingue e alle materie prime straordinarie che abbiamo qui. Ecco, per me la tradizione futura รจ un po’ come Napoli: aperta, curiosa, capace di lasciarsi affascinare dalle influenze esterneยป.
Napoli โ via A. d’Aragona, 21 โ 081 5538525 – www.mimiallaferrovia.it

Foro di Filippo D’Errico
Lโagriturismo รจ tra i monti del Gargano, in un grande spazio dove si cucina, si coltiva la terra e si allevano gli animali. Qui si esprime la creativitร di Diana Pia Pignatelli, tornata a casa nellโazienda di famiglia dopo una lunga esperienza nel fine dining. In carta si scopre una cucina autentica, sincera, dove pure la piccola imperfezione fa lโesperienza. Un menu che cambia ogni settimana in base alla disponibilitร dellโorto, sebbene vi siano piatti intoccabili, disponibili tutto lโanno, come la lonza di maialino cotta per 12 ore servita con mosto cotto dโuva homemade o le classiche orecchiette alla pugliese, con la salsa fatta come un tempo. ยซTradizione futura racchiude tre concetti base fondamentali: conservare, trasformare e tramandare. ร la capacitร di tutelare ciรฒ che abbiamo e trasformarlo affinchรฉ non venga dimenticato. Parlare di tradizione come qualcosa di intoccabile e sacro รจ sbagliato. Al tempo stesso, saper reinterpretare un piatto affinchรฉ posso arrivare a tutti รจ un atto di coraggio e di responsabilitร che un cuoco ha come professionista e come individuo. Chiaramente trasformare o alterare un piatto della tradizione non รจ una necessitร ; ci sono piatti che sono perfetti cosรฌ come sono! Io in cucina lavoro da sola con mio papร : lui ci mette la memoria, io la tecnica. Questa รจ di fatto la mia traduzione futuraยป. Se i fuochi sono condivisi con il padre Dario, la sala รจ ben seguita da mamma Labbieta e dalla sorella Federica.
Rignano Garganico (FG) โ contrada Stignano โ 0882 832547

Un posto nella natura per pacificare i sensi accolti in unโatmosfera rilassata. Qui lo chef Libero Ratti, autodidatta, rispetta e ricerca la materia prima e si diverte nelle preparazioni e nellโuso dei vegetali lasciando uno spazio speciale alle cotture alla griglia. ยซPer me la tradizione futura non deve essere unโalbero piantato, o un semplice culto del passato, ma qualcosa di vivo e dinamico. Reinterpretata nellโambito della foresta in cui opero puรฒ essere paragonata a un micelio, qualcosa di primordiale che continuerร a vivere in eterno; sotto radici ben radicate. Inoltre, la vedo come una trasmissione creativa e una responsabilitร verso ciรฒ che รจ stato, non una ripetizione morta: tradizione futura, dunque, custodisce il passato rendendolo fecondo per il domani, unendo rispetto e creativitร , radici e slancio verso il nuovoยป. Tra i piatti che ne firmano lo stile il raviolo ripieno di coscia di lepre, pomodoro “scattarisciato”, polvere di alloro e finocchio marino sott’aceto o la wellington di rapa rossa arrostita, funghi misti della foresta, salsa Mornay e olio allโalloro, riuscite sperimentazioni su abbinamenti e profumi della foresta.
Monte Sant’Angelo (FG) โ strada provinciale 52bis โ 0884 594685 – www.eldahotel.it/ristoranteforestaumbra/

Antonio Minuti, chef e patron di questo bel locale taorminese, non ha neanche trentโanni ma ha alle spalle giร tante esperienze in Italia e allโestero: quella per la cucina รจ una passione che lo divora infatti sin dallโadolescenza. Nel nome, Ethica, cโรจ la filosofia di Antonio, che passa per lโutilizzo di materie prime da agricoltura biologica, pesce fresco selvaggio, carne da allevamenti estensivi e biologici, cereali per pane e pasta fatti in casa a lievitazione naturale da antichi grani siciliani biologici. ยซTradizione futura รจ la ricerca continua di nuove applicazioni su prodotti โspontaneiโ e a chilometro vero. Una tradizione che non teme di utilizzare tecniche provenienti da ogni parte del mondo, ma sempre con la consapevolezza e la soliditร di un know-how mediterraneo. Lโobiettivo รจ creare, attraverso nuove combinazioni, una coscienza gastronomica attuale, capace di interpretare il presente senza perdere le radici, con lโambizione che, in un futuro non troppo lontano, queste innovazioni possano a loro volta diventare tradizioneยป.
Garden a Taormina (ME) – via C. Patricio, 16 โ 329 0589640 – www.ethicachefstable.it
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