Berebene

Vicino a Venosa c'è un enologo californiano che firma uno dei migliori Aglianico del Vulture sotto i 20 euro

Storia, territorio e vino: tra suoli vulcanici, clima continentale e scelte produttive mirate, Morgan Sean McCrum lavora con perizia sull'Aglianico del Vulture

  • 26 Gennaio, 2026
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Federico II di Svevia ebbe particolare predilezione per il Meridione del nostro Paese, dove rimangono a testimonianza stupendi castelli ancora perfettamente conservati. Manfredi, suo figlio, alla morte del padre, divenne reggente dell’Italia Meridionale nel 1258, personaggio storico reso immortale dalle parole di Dante nel III Canto del Purgatorio. Nei pochi momenti di pace vissuti durante la sua vita, amava ritirarsi in Basilicata e non è un caso se oggi una delle principali aziende vitivinicole della regione porta il suo nome, la Re Manfredi.

Re Manfredi e il Vulture

«Re Manfredi nasce nel 1998 nel cuore della zona di produzione dell’Aglianico del Vulture, a pochi chilometri da Venosa, cittadina illustre per aver dato i natali nel 65 a.C. al poeta latino Orazio»: a parlare è Morgan Sean McCrum, enologo californiano che da qualche anno dirige quest’azienda lucana che fa parte del Gruppo GIV. «Attualmente i vigneti si estendono per 90 ettari, di cui 50 dedicati all’aglianico, mentre negli altri sono presenti traminer aromatico e müller thurgau“.

Non deve stupire la presenza di questi due vitigni, viste le condizioni pedoclimatiche in cui vengono coltivati: «la maggior parte dei nostri vigneti è situata nella zona sud-est di Venosa dove si trova la cantina. Abbiamo anche alcuni ettari di aglianico nella zona di Maschito a circa 600 metri di altitudine. Dal vulcano spento del Vulture ci separano appena 20 chilometri. I nostri vigneti in località Pian di Camera, a Venosa, poggiano su un suolo argilloso misto alle ceneri e ai lapilli testimoni della passata attività del Vulture. Le viti qui coltivate traggono linfa da suoli con matrice vulcanica e beneficiano del clima continentale caratterizzato da inverni freddi ed estati calde, con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte».

L’Aglianico del Vulture, un vino da invecchiamento

Il substrato vulcanico regala alcune caratteristiche peculiari all’Aglianico del Vulture, «vitigno dotato di per sé di struttura e potenza, a cui i suoli vulcanici regalano eleganza, freschezza e sapidità». Continua Morgan: «L’Aglianico del Vulture è un vino con una personalità molto forte ed estremamente legato al territorio da cui nasce. In gioventù si presenta austero e tannico con spiccata acidità. Queste caratteristiche, che col tempo tendono a smussarsi, donano all’Aglianico quel potenziale di invecchiamento che lo include tra i vini rossi italiani più longevi”.


Aglianico del Vulture Taglio del Tralcio 2023 – Re Manfredi
Punteggio: 94/100

Taglio del Tralcio, il vino dal Miglior Rapporto Qualità Prezzo della Basilicata

Tra gli Aglianico proposti dall’azienda Re Manfredi, quest’anno ci ha convinto in particolar modo il Taglio del Tralcio ’23, che si è aggiudicato il Premio Regionale per il Miglior Rapporto Qualità Prezzo della Basilicata nella guida BereBene 2026 del Gambero Rosso. Si tratta di un rosso di struttura, con profumi intensi di frutti neri sotto spirito, mentolo e cioccolato. Il sorso è opulento, ma anche dotato di buona freschezza, con una dinamica sostenuta dall’acidità, tannini raffinati e un finale balsamico. Lo potete trovare in enoteca e negli shop on line a meno di 20 euro.

«Taglio del Tralcio non è solo il nome del vino ma è anche la tecnica che utilizziamo per realizzare questa etichetta. Ogni annata inizia con la scelta del vigneto più idoneo alla tecnica del taglio del capo a frutto. Poi al momento giusto, secondo la stagione e la maturazione delle uve, i capi a frutto vengono tagliati in modo che l’uva subisca una forma di disidratazione sulla pianta. Dopo una decina di giorni circa, l’uva viene raccolta a mano e subito pigiata in cantina. Dopo la svinatura, una parte del volume totale viene affinato in botti di legno grandi fino all‘imbottigliamento».

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