Berebene

Il Riesling sotto il castello di Messner: il vino dell’Alto Adige che costa meno di 20 euro

Sulle pendici di Castel Juval, tra microclimi estremi e vigneti biologici, nasce uno dei Riesling più interessanti d’Italia, con un rapporto qualità prezzo sorprendente

  • 09 Maggio, 2026
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Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, l’Alto Adige è un modello da prendere ad esempio per quel binomio perfetto tra vigneto e vitigno, rafforzato dalla classificazione delle singole vigne che esaltano ancor più il legame virtuoso che unisce il lavoro dell’uomo al territorio e alle uve più rappresentative. Così, è pratica abituale nella regione che sia le cooperative sia le piccole aziende a conduzione familiare non si concentrino sulla tipologia di vini più in voga o più remunerativa, privilegiando piuttosto il lavoro sui vitigni e relative etichette che esprimono la forza del territorio. È il caso dei riesling della Valle Isarco e della Valle Venosta, dove al confine con la Val Senales, più precisamente sulle pendici del colle di Juval – oltre al castello omonimo, residenza estiva e museo di Reinhold Messner – sorge la Tenuta Unterortl Castel Juval fondata dall’alpinista nel 1992.

La storia della Tenuta Unterortl Castel Juval

Siamo a Castelbello Ciardes/Kastelbell Tschars (BZ), località Juval, qui su ripidissimi pendii si trovano i vigneti della piccola (per dimensioni) ma grande (per livello qualitativo) Tenuta Unterortl Castel Juval. Gestita inizialmente e per molti anni da Gisela e Martin Aurich. è poi passata di proprietà di padre in figlio, attualmente la Tenuta fa infatti capo a Simon Messner ed èguidata da Raphael e Christine Burki. grandi amanti della natura e viticoltori per passione. I due, prima di approdare a Castel Juval, hanno frequentato a lungo la Svizzera e la Nuova Zelanda, esercitando la professione di viticoltori e accumulando un fondamentale baglio di esperienze che hanno messo a frutto (con risultati eccellenti) nella nuova attività in Alto Adige, contribuendo a fare della Tenuta uno dei punti di riferimento per la produzione di vini bianchi in Italia.

Raphael Burki

Raphael ha alle spalle studi di enologia all’Università di Geisenheim in Germania, dal 2008 al 2021 ha effettuato due vendemmie all’anno. Una in Svizzera, sul bellissimo Lago dei Quattro Cantoni, e una in Nuova Zelanda, nella regione di Wairarapa.La profonda diversità climatiche delle due aree geografiche e la coltivazione di una grande varietà di uve, gli ha permesso di affinare metodi produttivi che si sono rivelati utilissimi, poi, a Castel Juval. Christine, invece, ha una sensibilità particolare per le piante, come dimostra la sua competenza e passione con cui segue i vigneti di Juval.

La filosofia produttiva di Castel Juval e il territorio

I pochi ettari che costituiscono la piattaforma viticola dell’azienda di Castelbello Ciardes sono appena 4,3, tra i 620 e gli 850 metri sul livello del mare con vigneti certificati biologici su pendenze estreme (fino al 60%) su suoli sabbiosi e gneiss, che insieme alla particolarità del microclima, garantiscono notevole qualità ai vini prodotti, che risultano al tempo stesso complessi ed eleganti, particolarmente adatti all’invecchiamento per diversi anni. Proprio la conformazione geomorfologica del territorio fa sì l’impiego dei macchinari sia estremamente limitato a favore del lavoro sulla vite soprattutto di tipo manuale, anche per la naturale sensibilità dei Burki per il rispetto verso l’ecosistema circostante. I diversi orientamenti, altitudini e condizioni del vento creano piccoli microclimi specifici per ogni zona. Dove i venti freschi della Val Senales e quelli caldi della Val Venosta si incontrano, si crea un microclima particolare.  si dipanano come tessere di un mosaico sul pendio che fa da imbocco alla Val Senales, piccoli fazzoletti di terra di forma irregolare strappati all’oblio, dove le varietà che più necessitano di freschezza hanno trovato dimora.

Nella produzione della Tenuta Unterortl Castel Juval trovano spazio etichette ottenute dai principali vitigni del territorio, inclusi distillati di alta qualità: Pinot Nero, Pinot Bianco, Müller-Thurgau, ma è il riesling il vitigno più rappresentativo e viene declinato in base alle vigne di produzione: il Windbichel è il cru, l’Unterortl è la selezione dalle viti di almeno vent’anni, mentre il Gletscherschliff si ottiene dalle piante più giovani. Ed è proprio su quest’ultima etichetta che ci concentriamo qui, considerando anche l’ottimo rapporto qualità prezzo.

Christine Burki

Il Riesling Renano e Italico: due vitigni diversi

Senza entrare troppo nello specifico delle diverse tipologie di Riesling a seconda del grado di maturazione, va detto che i due tipi più noti del vitigno sono il riesling renano e quello italico. I nomi tradiscono le origini: se il primo proviene dalle vallate del Reno e della Mosella (ma è coltivato anche in Austria), il secondo è diffuso soprattutto in Italia. Al di là del nome, tra le due uve non c’è nessun rapporto di parentela genetica. Le origini del riesling italico, inoltre, sono ancora avvolte nel mistero. Alcuni testi ne individuano la culla in Francia; da qui sarebbe arrivato in Germania, dove, per non confonderlo con il renano (Rheinriesling) venne chiamato “riesling straniero” (Welschriesling), e poi in Italia. Altri invece lo fanno derivare dall’uva Aminea Gemella citata da Columella, con cui i romani producevano il Falerno. Ed effettivamente qualche tratto genetico in comune con il greco ci sarebbe, anche se gli studi più recenti hanno escluso un rapporto di discendenza.

Di conseguenza anche i vini che risultano dai due vitigni sono molto diversi tra loro. Il renano riesce a dare bianchi di buona acidità e struttura, di grande persistenza tanto aromatica quanto gustativa, con i tipici profumi che ricordano gli idrocarburi che diventano sempre più protagonisti dello spettro aromatico dopo qualche anno dalla vendemmia; quello italico è più adatto a vini freschi e fragranti, leggeri e beverini.

In Italia sono presenti entrambe le tipologie: la diffusione del renano riguarda soprattutto le regioni del Settentrione; l’uva ha trovato zone adatte alle sue caratteristiche soprattutto in Trentino Alto Adige, in Oltrepò Pavese, in Veneto, in Friuli Venezia Giulia. L’Italico gli contende quasi gli stessi territori soprattutto la zona meridionale della Lombardia.

 

A. A. Val Venosta Riesling Gletscherschliff 2024 – Tenuta Unterortl Castel Juval
Punteggio: 91/100

Il Riesling Gletscherschliff: un vino dall’ottimo rapporto qualità prezzo

Tornando al vino che ci ha colpito di più per il rapporto qualità prezzo molto amichevole e che abbiamo inserito nella guida BereBene 2026 del Gambero Rosso, dedicata alle etichette che in enoteca e negli shop on line costano meno di 20 Euro, è un Riesling fragrante il Gletscherschliff 2024, in cui le note di agrumi si fondono con i richiami di camomilla e un’intrigante vena floreale. In bocca colpisce la presenza acida ma, dietro di essa, si fa strada la sapidità che dona pienezza e armonia al sorso. Il resto della gamma, prevede tra gli altri, Windbichel ’23, dalle intense note di frutta esotica e agrumi, che al palato mette in luce una tagliente presenza acida che dona tensione e lunghezza al sorso, il Pinot Nero ’22, che esprime tutta la freschezza del luogo, con i profumi di frutto selvatico che si fanno strada fra le pieghe affumicate e minerali, prima di riversarsi in un palato leggero ma che porta pienezza nella presenza sapida. Non mancano i Pinot Bianco o vitigni resistenti, come il johanniter.

Le foto sono di https://unterortl.it/it/

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