Trump che si confonde tra Groenlandia e Islanda รจ quasi un meme geopolitico, nel suo atlante personale il Nord รจ un unico blocco bianco, buono per cartoline e mire espansionistiche. A far sorridere, perรฒ, non รจ solo lโatlante traballante del presidente degli Stati Uniti, รจ anche la versione nostrana della faccenda, con il senatore leghista Borghi che ha liquidato la questione con una soluzione semplice semplice – ยซL’utilitร della Groelandia รจ solo la pesca del merluzzo. Lasciatela a Trumpยป – come se lโisola piรน grande del mondo fosse un banco surgelati con unโunica referenza. Merluzzo e vicende politiche a parte, la domanda รจ unโaltra: che cosa si mangia in Groenlandia?

Pesce essiccato di New Arctic Kitchen
Per secoli la dieta groenlandese รจ stata un patto con un ambiente estremo: poche piante, tecniche di conservazione, molta caccia e molta pesca (la maggior parte del pil proviene tutt’oggi dalla pesca). Lรฌ gli animali che per noi sono protagonisti dei documentari entrano nella quotidianitร alimentare, come foche e balene (per entrambe esistono regole e quote rigide), bue muschiato e renne. La renna, racconti alla mano, ha una carne magra, tenera, leggermente dolce, non stupisce che sia il piatto โsicuroโ, quello che molti ordinerebbero piรน volte senza fatica. La foca, invece, รจ unโaltra storia, odore molto forte e gusto pungente. Accanto alla carne cโรจ il mare, con il merluzzo, certo, ma anche piccoli pesci artici e gamberetti celebri per la crescita lenta nelle acque gelide, che li rende sodi, croccanti e particolarmente saporiti.

Salsiccia di foca di New Arctic Kitchen
Se si vuole capire a fondo il contesto, bisogna perรฒ entrare nel merito dei piatti tradizionali, alcuni dei quali possono risultare estremi per un palato europeo. Il simbolo, inevitabilmente, รจ il kiviak: uccelli, perlopiรน gazze marine, stipati dentro una pelle di foca cucita e lasciati fermentare per mesi. ร una preparazione che spiazza, ma che in realtร racconta soprattutto ingegno perchรฉ รจ un metodo di conservazione pensato dagli Inuit per attraversare lโinverno artico quando non cโera altro.
Piรน comprensibile รจ il suaasat, considerato il piatto nazionale, un brodo denso spesso preparato con carne di foca (anche renna), orzo (a volte riso) e cipolle. In mezzo ci sono preparazioni che parlano del territorio piรน di mille slogan turistici, dal panertut, pesce essiccato grazie alla bassa umiditร dell’isola, al mattak, pelle e grasso di balena, beluga, narvalo o balenottera comune (dal colore si riesce a capire il tipo di pesce) tradizionalmente servito crudo, appena scongelato, e tagliato a cubetti, accompagnato da una spezia di colore giallo brillante chiamata โAromatโ. ร una cucina che usa tutto, perchรฉ lo spreco, a quelle latitudini, รจ un lusso che non esiste.

Il paradosso รจ che oggi, nelle cittร , puoi trovare anche lโopposto: ristoranti thailandesi, snack bar, hamburger e patatine… la chiamano globalizzazione alimentare. ร qui che entra in gioco la New Arctic Kitchen, un movimento che riunisce cuochi e professionisti delle regioni piรน settentrionali del pianeta, dalla Groenlandia al Canada boreale, dalla Lapponia alle Faroe, con un obiettivo comune: preservare la cultura alimentare indigena e lavorare sulle materie prime locali. Non lโennesima โmoda nordicaโ, ma un tentativo di recupero, quasi una corsa contro il tempo, affinchรฉ conoscenze e usi non scompaiano insieme alle generazioni che li hanno custoditi.
I cuochi della New Arctic Kitchen raccontano il territorio senza folclore, provando a costruire unโidea di futuro in cui il cibo non sia solo importazione e standardizzazione, senza perรฒ rinunciare all’innovazione. Tra le idee future cโรจ lo sviluppo della โcucina piรน selvaggia del mondoโ, con pesce pescato localmente e cucinato allโaperto usando le rocce come padelle. Uno slogan a effetto, certo, ma che qui suona meno pubblicitaria e piรน letterale.
Alla fine, piรน che chiedersi se qualcuno voglia โcomprareโ la Groenlandia, la questione รจ capire se siamo in grado di leggerla per ciรฒ che รจ, ovvero un luogo in cui il cibo รจ ancora una forma di adattamento, di memoria e di identitร . La cucina groenlandese non cerca consenso nรฉ comfort e ridurre tutto al merluzzo significa non aver capito niente, nรฉ del Paese, nรฉ del suo cibo.
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