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Arriva la glera da varietà Piwi che rivoluzionerà la produzione di Prosecco

I Vivai Rauscedo e il Crea hanno presentato sette nuove varietà resistenti di vite per sostenere le bollicine del Triveneto. Ma la norma italiana è ancora bloccata

  • 05 Febbraio, 2026
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Un elegante pressing del mondo produttivo e scientifico alle istituzioni sulla necessità di aprirsi al più presto ai vitigni resistenti. L’occasione è stata data dall’evento svoltosi al Vcr research center di Rauscedo. Il centro della provincia di Pordenone ha ospitato ricercatori, tecnici, produttori e rappresentanti istituzionali che hanno potuto assistere alla presentazione di sette nuove varietà resistenti che andranno a sostenere la filiera del Prosecco Doc, del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg, dell’Asolo Montello Docg e dei Colli Euganei Docg (dove la glera è identificata con il nome di uva “serprina”). Vini identitari, per un territorio che abbraccia una vastissima zona, considerando tutte le denominazioni che insistono su Veneto e Friuli Venezia Giulia.

La glera del futuro

Un’uva «glera del futuro», così è stata presentata. E che appartiene alla grande famiglia dei Piwi, le varietà di vitigni resistenti alle principali malattie fungine della vite come peronospora e oidio. Nel dettaglio, quattro varietà resistenti sono nate dal programma di miglioramento genetico autonomo di Vcr e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro nazionale delle varietà di vite, con disponibilità prevista tra febbraio 2026 e fine 2027. Le altre tre derivano dall’attività di ricerca del Crea Viticoltura Enologia di Conegliano e saranno disponibili a partire dalla fine del 2027.

L’evento di presentazione si colloca a inizio di un 2026 che dovrebbe essere l’anno dello sdoganamento in Europa delle Tea-Tecnologie di evoluzione assistita (note anche come Ngt, nuove tecniche genomiche). E sul tema del breeding delle specie agrarie, il centro Vcr di Rauscedo punta a offrire il proprio contributo. Strada considerata dal centro di ricerca non alternativa quanto parallela o che, addirittura, potrà intersecarsi con quella degli incroci mirati, per sviluppare nuove varietà più sostenibili ed efficienti.

Rauscedo – La Glera del futuro – convegno 29 gennaio 2026

I vantaggi delle uve resistenti

I vantaggi delle uve resistenti si legano al minore uso di agrofarmaci, soprattutto in prossimità dei centri abitati, al miglioramento del rapporto tra viticoltura, ambiente e comunità. «Meno input, migliori output», ha sintetizzato nel suo intervento a Rauscedo il direttore del Crea Ve, Riccardo Velasco. «Oggi il miglioramento genetico, insieme alla digitalizzazione e a una difesa fitosanitaria meno impattante – ha aggiunto – è la strada più efficace per coniugare le esigenze produttive con la tutela della salute e dell’ambiente». Le nuove varietà sono considerate un «potente fattore di innovazione e valorizzazione» per l’immagine delle denominazioni.

Le principali caratteristiche enologiche

Le caratteristiche enologiche e sensoriali delle nuove varietà, che sono state vinificate e presentate in degustazione alla cieca il 29 gennaio, rispondono a diverse esigenze produttive. Di seguito i nomi dei vitigni e le caratteristiche principali. Glera-R-VCR-2 (accumulo zuccherino, acidità, complessità aromatica); Glera-R-VCR-4 (acidità, freschezza, sapidità); Glera-R-VCR-5 (massima tipicità varietale); VCR-15-1-1-99 (acidità e intensità aromatica). Infine, le tre altre uve resistenti si chiamano VE 7_3_8 (Glaurum), VE 09_11_02, VE 13_04_05 e si distinguono per produttività, freschezza e flessibilità enologica.

Vini Piwi da uve glera – Rauscedo 29 gennaio 2026

Limiti normativi: Italia ancora indietro

Pressing istituzionale, si diceva inizialmente, dal momento che da un punto di vista normativo l’Ue consente dal 2021 di utilizzare i Piwi nelle Doc (attraverso il Regolamento 2021/2117, inserito nella nuova Ocm unica). L’Italia sta mettendo mano al Testo unico della vite e del vino per dare il via libera. E molti consorzi italiani ci stanno già pensando. Il Pinto Grigio è stato il primo a inserire la novità nel disciplinare, in attesa di poter procedere.

«La Glera del futuro esiste già. Ora deve poter esistere anche nelle regole – ha dichiarato il direttore dei Vivai cooperativi Rauscedo, Yuri Zambon – perché oggi l’Italia è l’unico Paese europeo a non consentire l’impiego delle varietà resistenti nelle Doc, a causa del vincolo previsto dall’art. 33 comma 6 del Testo Unico della vite e del vino». Si tratta, secondo il direttore dei vivai di Rauscedo, di un «limite normativo, sul quale Parlamento e Governo hanno avviato un percorso di revisione. E la forte presenza e attenzione dimostrata dalle istituzioni a Rauscedo lascia ben sperare in un aggiornamento normativo coerente con l’evoluzione della ricerca, delle esigenze ambientali e delle aspettative del mercato».

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