Colazione da “caserma”, più che da bar. Niente cornetto struggente né cappuccino consolatorio: Gianluca Fru pesa, calibra, misura. «Cucino per valore nutrizionale e non per gusto», confessa al Gambero Rosso con quella serietà che dura giusto il tempo di far scattare la risata. Perché poi, subito dopo, smonta tutto: «Quindi ti nutri ma non mangi? Esatto». Il volto tra i più riconoscibili dei The Jackal – uno che sullo schermo vive di ritmo comico e tempi perfetti – a tavola applica una disciplina quasi militaresca. Latte (anche vegetale, ça va sans dire), muesli integrale, grammi contati come fossero prove di un esperimento scientifico. «Nel mio essere un po’ compulsivo devo pensare esattamente a quello che mangio… sono un po’ strano». Traduzione: autoironia incorporata.
È un gioco continuo di gonfiaggio e sgonfiaggio del tema cibo, il suo. Lo incontriamo a Sanremo – all’Alpro Morning Club, uno spazio che reinventa la colazione fuori casa, con musica, intrattenimento e proposte plant-based – in cui parte da nutrizionista inflessibile e atterra, senza troppi traumi, sulla pasta col tonno – «perché è l’alimento che mi salva di più» – e sulla sfogliatella frolla, vero punto debole di un napoletano che, anche quando fa il metodico, resta sentimentalmente burroso. Di Fru, in fondo, sappiamo molto in video e poco nel privato gastronomico. Al Gambero Rosso apre invece la dispensa personale – mentale prima ancora che culinaria – e racconta il suo rapporto con cucina, colazioni fuori, hangover persi in partenza e ristoranti del cuore. Sempre con quella leggerezza chirurgica che è il suo marchio di fabbrica: sembra che stia scherzando, poi ti accorgi che sta dicendo una cosa precisa.
Fru, hai studiato.
Tutto.
Quindi, sei pronto a parlare di cucina?Â
Molto poco.
Ok. Almeno cucini a casa?
Ah sì, cucino, ma non sono un cuoco, perché sono in quella fase della vita in cui cucino per valori nutrizionali e non per gusto.
Ti nutri e non mangi?
Esatto!
È già un inizio!
In realtà , mi cucino sia a pranzo sia a cena. Raramente mangio fuori.
E qual è il tuo cavallo di battaglia in cucina?
Niente in particolare. Direi la pasta col tonno, perché è l’alimento che mi salva più spesso. Pasta, tonno, pomodoro. Capito?
Ok, sei ancora uno studente in cucina.
È la prima cosa che ho imparato a cucinare e quindi è quello che ho fatto più spesso.
Tema colazione. Cosa mangi?
Tantissimo latte, proprio tanto, non solo vaccino ma anche vegetale. Infatti, sono un consumatore di prodotti di origine vegetale: latte d’avena, di soia.
Alimenti solidi?
Ah sì, carboidrati. Tipo pan bauletto o muesli integrale.
Altro?
Facciamo ordine: 60 grammi di proteine, 60 grammi di carboidrati, 15-20 di grassi…
È un incubo questa colazione…
Rientra nel mio essere un po’ compulsivo. Devo pensare esattamente a quello che mangio, non perché sono estremamente fissato, solo perché sono un po’… non so come dire… sono un po’ strambo.
Ma ci vai al bar a fare colazione?
Sì, sì, sì.
Sfogliatella riccia o frolla?Â
Frolla.
Altro?
Nella mia vita noiosissima sono un grandissimo amante dei dolci, soprattutto di quelli napoletani.
Ovvero?
Beh, in realtà se dobbiamo citare un competitor… amo i cannoli, e devo dire che a Napoli, nonostante non sia un dolce tipico, ne abbiamo di buonissimi in diversi bar.
I cannoli di Napoli meglio di quelli in Sicilia?
No, questa cosa proprio non esiste!
I giovani vanno sempre di meno a ballare, e si incontrano sempre di più al bar per colazione. Che ne pensi?
Che io non sono giovane, ma sono assolutamente dentro in questo trend. Saranno i trent’anni, sarà la vita non più da single, sono assolutamente in questo trend. Sì adoro andare a fare colazione fuori la domenica.
Ma quindi non combatti più l’hangover la mattina?
Non lo combatto perché ho perso, sono stato sconfitto tante volte contro l’hangover, e quindi col tempo un vero guerriero impara che non può combattere guerre che non può vincere.
Il posto del cuore dove vai a mangiare?Â
Il mio posto preferito a Napoli è… in realtà sono due. Uno è il Sea Front Di Martino Pasta Bar: è un ristorante di sola pasta, anche i dolci sono tutti a base di pasta. Sono un pastafariano e adoro questo ristorante. Vorrei fondare questa religione.
Il secondo?
Una trattoria orientale a Napoli, è a conduzione familiare, stupenda. Lui è della provincia di Napoli, lei di Osaka. Fanno soprattutto cucina giapponese, ma il fatto che sono una trattoria familiare mi fa impazzire.
Pizza napoletana o romana?
Sperando di non generare nessun putiferio: sono nato a Napoli, vivo a Napoli, preferisco la pizza napoletana. Comunque, di pochissimo rispetto a quella romana che è comunque eccezionale.
Recentemente avete fatto un video con Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli di Masterchef, scherzando sulla carbonara sbagliata. Che mi dici degli chef in generale e della grande popolarità che hanno?
La maggior parte degli chef che lavorano in TV sono simpatici e divertenti. Manca lo chef pieno di cazzimma, cattivo, che magari è anche un po’ dolente. Quindi vorrei chef più cattivi in televisione e più simpatici nelle cucine.
Niente da mostrare
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