Simbolo della colazione dโoltreoceano, protagoniste di diner, brunch e tavole domestiche del fine settimana, le waffles sembrano una preparazione semplice, ma lo sono solo in apparenza. Per ottenere quella consistenza caratteristica, croccante allโesterno e soffice allโinterno, bastano pochi errori per ritrovarsi con un impasto pesante o una deludente spugna molle. Dietro la classica cialda dorata, servita con burro e sciroppo dโacero, cโรจ una storia molto piรน lunga di quanto si immagini: nasce in Europa, attraversa lโAtlantico con le migrazioni verso gli Stati Uniti e si trasforma nel tempo fino a diventare uno dei grandi classici del breakfast insieme alle uova. Oggi esistono infinite varianti, dalle belga alte e ariose, fino alle versioni piรน sottili e croccanti servite nei diner del Sud. Ma la vera differenza la fanno tecnica e dettagli di cottura. Alla fine dellโarticolo, trovate la mia ricetta con tutti gli accorgimenti per ottenere waffles leggere e croccanti al punto giusto.
La parola “waffle” deriva dal termine olandese wafel, che indica una cialda cotta tra due piastre metalliche. Giร nel Medioevo, tra Francia, Fiandre e Paesi Bassi, esistevano preparazioni simili, spesso vendute nelle strade durante le festivitร religiose. Le piastre erano decorate con stemmi, motivi geometrici o scene sacre, e lasciavano impresse le caratteristiche trame quadrate “acchiappa-condimento” sulla superficie dellโimpasto. Nel corso dei secoli la ricetta cambia piรน volte: alcune versioni vengono preparate con farine grezze e miele, altre con spezie costose come cannella e noce moscata.

Negli Stati Uniti arrivano insieme agli immigrati olandesi, soprattutto nellโarea di New York City, allora chiamata New Amsterdam. Thomas Jefferson torna dalla Francia nel 1789 con diversi utensili culinari europei, tra cui una piastra per waffle europea. Nelle sue cene e nei cosiddetti waffle frolics, pasti a tema ludico, la preparazione inizia a circolare anche tra le classi piรน abbienti americane.
NellโOttocento le waffle diventano sempre piรน popolari nelle case americane e iniziano a comparire nei ricettari domestici, grazie alla diffusione delle piastre in ghisa e, piรน tardi, degli elettrodomestici casalinghi. Un secolo dopo, allโinterno della cultura afroamericana, soprattutto ad Harlem, nasce un modo originale di gustare waffles.

Un ruolo importante lo ha il celebre ristorante Wells Supper Club di Harlem, attivo dagli anni Trenta. Lรฌ il celebre piatto chicken and waffles, oggi simbolo del soul food, diventa ideale per i musicisti jazz che uscivano dai locali a notte fonda dopo i loro set: abbastanza sostanzioso da sembrare una cena, ma con elementi tipici della colazione alle prime luci dellโalba.
Un momento decisivo arriva nel 1964, durante la New York Worldโs Fair, quando Maurice Vermersch presenta le sue Bel-Gem Waffles, ispirate alle cialde di Bruxelles. Piรน grandi, profonde e leggere rispetto alle versioni statunitensi tradizionali, vengono servite con fragole e panna montata e conquistano rapidamente il pubblico newyorkese. Da allora negli Stati Uniti la distinzione tra American waffles e Belgian waffles resta soprattutto una questione di struttura: le prime sono piรน sottili e dense, le seconde piรน profonde e ariose grazie a impasti piรน ricchi e piรน lievitati.
Al di lร delle varianti, la riuscita dipende soprattutto dalla tecnica. La croccantezza esterna, per esempio, non dipende dalla quantitร di zucchero, ma dal corretto equilibrio tra grassi, amidi e temperatura della piastra. Anche il vapore ha un ruolo importante: aprire troppo presto la piastra interrompe la cottura e impedisce la formazione della crosta. Per questo le waffles migliori restano leggere ma asciutte, con bordi ben definiti e una superficie dorata uniforme.

Separare le uova e mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola, tranne gli albumi. Montare gli albumi a neve ferma, incorporandoli delicatamente allโimpasto solo alla fine: รจ questo passaggio a dare alle waffles una consistenza soffice e ariosa allโinterno. Il trucchetto dellโamido di mais aiuta invece a ottenere una superficie esterna piรน croccante.
Altro importante accorgimento: prima della cottura, la pastella deve riposare per 15-20 minuti: il tempo necessario perchรฉ la farina si idrati bene, e il lievito inizi ad attivarsi.
ร importante che la piastra sia ben calda prima di versare lโimpasto. Non basta la spia luminosa: conviene lasciarla scaldare almeno 10-15 minuti, cosรฌ la pastella sfrigola subito a contatto con il metallo, e la crosta si forma rapidamente. Meglio non riempire eccessivamente lo stampo, per evitare che la waffle perda definizione e coli fuori dalla piastra. Un altro errore comune รจ aprire la piastra troppo presto: la waffle รจ pronta quando non esce quasi piรน vapore dai lati.
Una volta cotte, non vanno impilate nel piatto, guai! Il vapore intrappolato renderebbe il fondo molle: un peccato mortale. Meglio appoggiarle direttamente su una griglia, cosรฌ restano asciutte e croccanti. Si servono con zucchero a velo, frutti di bosco freschi, e abbondante sciroppo dโacero appena riscaldato.
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