Addio

"Ha cambiato il vino moderno": è morto Michel Rolland, il rivoluzionario enologo francese

Dalla Francia al mondo, Michel Rolland ha rivoluzionato l’enologia contemporanea: tecniche, visione e stile che hanno segnato 50 anni di vino

  • 20 Marzo, 2026
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Poche ore fa si è spento improvvisamente l’enologo francese Michel Rolland (qui la nostra ultima intervista), per decenni figura di spicco del mondo del vino, una star di livello internazionale consacrata dalla critica enologica mondiale.

Dalle origini a Bordeaux alla nascita di un mito mondiale

Michel Rolland e sua moglie Dany a Château Fontenil nel 1986, l’anno in cui acquistano la tenuta più famosa di Fronsac

Michel Rolland e sua moglie Dany a Château Fontenil nel 1986, l’anno in cui acquistano la tenuta più famosa di Fronsac

Era nato nel 1947 a Libourne, nel Bordolese, era cresciuto tra vigne e cantina nella tenuta di famiglia, lo Chateau Le Bon Pasteur a Pomerol. Dopo gli studi in enologia, negli anni Settanta con la moglie Dany rileva un laboratorio enologico che diventerà la sua base operativa e la sede della sua celebre azienda di consulenze enologiche, oggi Rolland et Associés, ed inizia la professione di consulente presso una serie di Chateau del Bordolese che lo fa notare, per gli eccellenti risultati, a livello internazionale. Inizia così una serie di collaborazioni con un numero impressionante di grandi e piccole aziende in tutto il mondo, e diventa di fatto il primo “flying winemaker”. Nonché protagonista di film, fumetti, oggetto di lodi sperticate ma anche di critiche feroci.

La rivoluzione in vigna e in cantina

Rolland all’assemblaggio dei vini di Château Fontenil, insieme alle figlie Stéphanie e Marie entrambe impegnate nell’impresa di famiglia

Michel fin dall’inizio voleva realizza vini importanti, con la consapevolezza dell’importanza del terroir e dell’influenza del clima, del vitigno, dei suoli e degli impianti delle vigne. Alla base la certezza che fosse fondamentale raccogliere l’uva perfettamente matura perché, almeno a Bordeaux, ogni grande annata era piuttosto precoce, e con poca produzione, quando la natura e il clima erano generosi. Sembra ovvio oggi, ma 40 anni fa non lo era. C’era un lavoro vero e basilare da fare, sulle tecniche e sulle mentalità per raggiungere questo obiettivo: si trattava di camminare tra le vigne, osservare, convincere i proprietari ad ottenere uve sane, a perfetta maturazione.

Le innovazioni introdotte da Rolland

Oggi sappiamo che il lavoro in vigna è importante quanto quello in cantina, ma a quei tempi questi concetti dovevano ancora farsi strada. Le cantine erano talvolta malsane, l’uva veniva maltrattata dai numerosi travasi e si ricorreva ad una stressante meccanizzazione tanto in cantina quanto in vigna. Michel ha introdotto alcune pratiche che non esistevano, come la vendemmia verde, il diradamento delle foglie, più rispetto per l’uva, più selezione, vendemmie a scalare: elementi importanti per aumentare la qualità e consentire blend migliori. E, ancora, produrre “secondi vini” per mantenere l’immagine migliore per la selezione più importante dell’azienda.

Possiamo dire con certezza che è stato l’enologo più influente di questi cinquant’anni, ed ha contribuito a plasmare lo scenario vitivinicolo contemporaneo. I numerosi incontri che abbiamo avuto con lui negli anni sono sempre stati stimolanti e illuminanti per capire lo scenario vitivinicolo italiano e mondiale, tecniche enologiche, tendenze di mercato ed evoluzione del gusto.

Il legame con l’Italia e le consulenze internazionali

In Italia tra le aziende che oggi vantano la consulenza di Rolland et Associés citiamo Ornellaia, Masseto, Caprai, Biserno, Lodovico Antinori, Monteverro. Anche se stava progressivamente “ritirandosi”, aveva mantenuto consulenze il 14 paesi diversi (tra cui, oltre ovviamente la Francia, le amatissime Argentina e California), ma sono oltre 400 quelle che si avvalgono dei servizi della Rolland et Associés, affidata ai suoi più fidati collaboratori.

Le nostre più sentite condoglianze a Dany e alle figlie Stéphanie e Marie.

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