Tra i palazzi eleganti del quartiere Prati e il viavai quotidiano fuori dal Mercato Trionfale, c’è un nuovo indirizzo che parla giapponese (ma in versione street food). È Sando Ie Koji, la piccola e nuovissima katsusanderia di Roma inaugurata proprio in questi giorni dallo chef originario di Kobe, Koji Nakai. Uno spazio dedicato interamente al katsu sando, il sandwich con cotoletta che in Giappone è diventato uno dei simboli più amati dello street food contemporaneo.

Un locale compatto, veloce, quasi da metropoli asiatica: pochi posti all’interno, qualche tavolino fuori con vista sul Mercato Trionfale e un’idea molto semplice – portare nella quotidianità romana uno dei panini più iconici del Giappone. Chi lo vede per la prima volta potrebbe scambiarlo per un normale tramezzino, ma il katsu sando è tutta un’altra storia. Due fette di pane soffice in cassetta, leggermente tostate, racchiudono una cotoletta dorata e croccante, tagliata spessa e succosa. Il contrasto tra la morbidezza del pane e la croccantezza della panatura è ciò che lo rende irresistibile tanto da accrescerne sempre più la popolarità in tutto il mondo. Per ricreare quella consistenza tipica del Giappone, Koji Nakai ha lavorato a lungo sulla scelta del pane, cercando un risultato simile allo shokupan, il celebre pane giapponese dalla texture burrosa. Il ricordo del Giappone incontra però l’arte della panificazione romana ed ecco quindi che si rifà al Panificio Marè (sempre in Zona Prati) per un morso perfetto.
Il menu ruota attorno a poche varianti, quattro per l’esattezza. C’è la versione più tradizionale con cotoletta di maiale, quella con pollo (che arriva solo da allevamenti a crescita naturale), una proposta vegetariana stagionale preparata con le verdure del Mercato Trionfale e poi quella con straccetti di manzo, saltati e conditi con salsa di soia. Il gusto non si fa di certo desiderare nella variante con il Wagyu, la celebre carne giapponese dalla marezzatura intensa, magari per chi preferisce una versione più lussuosa di uno street food da tutti i giorni. Il menu è semplice, veloce e da mangiare al volo, proprio come accade per le strade di Tokyo.

Accanto ai sando compaiono anche bento box complete – il tipico pranzo al sacco giapponese – con riso, verdure e proteine, perfette per un pranzo veloce ma equilibrato. E poi le patatine, reinterpretate con sapori fusion: yuzu, miso, alga nori, salsa teriyaki e persino katsuobushi. Lo street food, in fondo, è un mondo infinito e variegato di cui forse non smetteremo mai di apprezzarne le interpretazioni. E se, ormai anni addietro, l’avvento dei ristoranti sushi ci ha colti per certi versi impreparati oggi siamo tutti più centrati, consapevoli e curiosi di sbirciare tra gli usi popolari e gastronomici del Sol Levante.

Ma chi è Koji Nakai? Koji, classe 1984, è nato a Kobe ed è cresciuto tra ristoranti e mercati del pesce. Avvicinatosi alla cucina sotto l’attenta guida del nonno, è arrivato in Italia poco più che ventenne. Da allora in realtà è stato tutto un cambiamento: prima ha cercato di portare nel suo ristorante ciò che aveva imparato dall’Italia e ora invece porta il suo Giappone, quello autentico, nelle strade di Roma.

Chef Koji, infatti, collabora attivamente con l’Istituto Giapponese di Cultura e prende parte alle iniziative dedicate alla comunità dei cuochi giapponesi presenti a Roma, promuovendo approfondimenti sulla cucina autentica del Paese. E lo fa senza riserve, sì perché quello che Koji Nakai ha creato (o meglio sta creando) è un vero e proprio ristorante diffuso, tutto intorno al Vaticano. C’è Nakai, il ristorante più classico e raffinato dove gustare dell’ottimo sushi combinato alla cucina romana, poi l’izakaya che è espressione della più sincera cucina casalinga in stile trattoria asiatica, poi la sakaba con piattini al bancone, vini e sakè. E adesso la katsusanderia. Ciò che è cultura giapponese a tavola Nakai lo porta a Roma senza fronzoli, ma solo prendendo a morsi il gusto autentico dell’Oriente.
Info: Via Andrea Doria, 32 – Instagram
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