Cinque ministri (da Lollobrigida a Tajani, passando per Giuli, Mazzi e Urso), tanta politica made in Verona, una sola donna sul palco (Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo), e sullo sfondo lโansia per la situazione geopolitica che si prospetta. Si apre cosรฌ la 58esima edizione di Vinitaly.
Le trattative tra Stati Uniti e Iran andate male nella notte (proprio alla vigilia del Salone veronese) non possono non entrare nella principale fiera italiana del vino. ยซQuesta notte non abbiamo avuto buone notizie per il conflitto in Iran โ ha esordito sul palco il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana โ purtroppo la guerra non crea soluzioni ma maggiore povertร . Per cui approfitto di Vinitaly per lanciare un appello per la pace: non รจ solo una questione morale, ma anche economica. Verona, dunque, come luogo di relazioni in un mondo di conflittiยป.

Dello stesso avviso il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che domani volerร a Beirut: ยซSono molto preoccupato per lโandamento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, speriamo vadano meglio quelli tra Israele e Libano. Se sul gas siamo tranquilli perchรฉ ci sono riserve fino al prossimo inverno, sul petrolio e i prezzi del carburante la situazione รจ piรน critica. Se non riaprono Hormuz sarรฒ complicato anche per la questione fertilizzanti. Viviamo un momento difficile, ma vogliamo dire ai cittadini che cโรจ un equipaggio in grado di portare lโItalia fuori dalla tempesta mondiale in corsoยป.
Il vicepremier ha ribadito lโimportanza dei rapporti commerciali: ยซIl vino รจ il frontman dellโexport. Dobbiamo continuare a guardare al mercato americano, ma su quello resto ottimista: il dazio al 15% รจ tanto, ma neanche tanto. Ci sono Paesi con tariffe piรน alte. E credo che il consumatore americano sia disposto a spendere dieci dollari di piรน per bere buoni vini italiani. Ci sono poi i nuovi accordi commerciali, come India e Mercosur. Noi, come Ministero, ci impegneremo a sostenere gli imprenditori: nessun esportatore si sentirร solo e ogni ambasciata sarร un trampolino di crescita per lโexportยป.

Si appella allโEuropa il ministro del Made in Italy Adolfo Urso: ยซIl fallimento del primo round negoziale in Medioriente ci deve molto preoccupare. Purtroppo โ prova ad alleggerire โ al tavolo non cโera un bicchiere di vino questo ci fa riflettere. Se lo stretto di Hormuz non si sblocca ci saranno sicuramente grandi problemi e si potrebbe verificare una recessione economica: l’Europa deve intervenire subito con la sospensione del patto di stabilitร e misure di emergenzaยป.

Ribadisce questa posizione il ministro dellโAgricoltura Francesco Lollobrigida, ormai veterano e quasi padrone di casa della fiera che questโanno ha portato a Verona un poโ di effetti speciali tra lo spettacolo inaugurale in piazza Bra e lโenorme bottiglia allโingresso delle fiera con il claim โDentro cโรจ lโItaliaโ: ยซLโEuropa – ha detto nel discorso inaugurale – deve stare al passo con taglio dei prezzi di prodotti che non produciamo, come ad esempio i fertilizzanti (le cui cifre sono arrivate alle stelle in pochi giorni; ndr). Bisogna muoversi in fretta. Allo stesso tempo, perรฒ, voglio citare una frase di Papa Giovanni Paolo II pronunciata nel 1978, un anno difficile dopo lโomicidio Moro e la rivoluzione iraniana: non abbiate pauraยป.

Di paura, perรฒ, tra i produttori di vino ce nโรจ parecchia a giudicare dai primi giri di ricognizione in fiera. La prima ripercussione riguarda i tanti buyer che dovevano arrivare dal Medioriente: ยซAbbiamo avuto diverse cancellazioni di voli dai Paesi del Medioriente e abbiamo dovuto riprogrammare gli incontri con i buyer che erano giร stati schedulatiโ ha ammesso il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, che ha perรฒ ricordato quanto lโexport di vino continui ad essere strategico per le imprese, anche nellโindividuare nuovi mercati di destinazione: ยซIn questa fase storica, la crescita passa dalla capacitร di fare sistema e di presidiare i mercati con visione e continuitร ยป. E con sinergie: ยซLa presenza di tutte le istituzioni qua in fiera รจ un segnale importante. Abbiamo visto che nel mondo del vino le differenze politiche non ci sono perchรฉ tutti danno il massimo per supportare il settoreยป.
Ha scelto Verona per il suo debutto in โsocietร โ il nuovo ministro del Turismo Giamarco Mazzi, che dal palco di Vinitaly ha promesso di lavorare sullโenoturismo: ยซPenso che le cantine siano dei veri e propri luoghi di benessere e di conseguenza dovremmo considerare il turismo del vino come un turismo del wellness. I produttori che ho incontrato qua a Verona mi hanno parlato di Napa Valley. Allora io dico loro: insegnatemi questo modello e io cercherรฒ di applicarlo anche in Italiaยป.

La passerella politica continuerร anche nei prossimi giorni. Sorprende (ma non troppo, vista la prospettiva delle primarie nel “campo largo”) la presenza in fiera, oltre ai suddetti ministri, della segretaria del Pd Elly Schelin, attesa in fiera (giro tra gli stand dei sindacati, da Cia a Coldiretti) per oggi pomeriggio. Mentre la premier Giorgia Meloni e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini dovrebbero arrivare martedรฌ.
A quanto pare โ al di lร dei confronti sui conflitti mondiali in corso โ la fiera di Verona segna anche lโapertura ufficiosa della campagna elettorale delle prossime politiche. Che siano tra un anno o tra sei mesi, conviene farsi trovare pronti. Meglio se con un bicchiere di vino in mano.
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