Dalla Toscana arriva un segnale importante per il futuro della viticoltura: รจ stata realizzata la prima pianta di Sangiovese ottenuta tramite Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA), uno strumento che promette di affrontare in modo concreto le sfide poste da siccitร e malattie. Un risultato scientifico rilevante, che punta a garantire continuitร produttiva e sostenibilitร alle imprese vitivinicole.
Il progetto, promosso da Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea e allโUniversitร di Udine, si concentra sul Sangiovese, vitigno simbolo della regione, che rappresenta oltre il 60% della superficie vitata toscana. Le TEA, basate sulla tecnologia CRISPR-CAS9, consentono modifiche estremamente mirate del DNA, arrivando a “spegnere” o “accendere” singoli geni della varietร di vite oggetto del miglioramento ma senza introdurre materiale genetico esterno.
Questo consente di accelerare o mimare efficacemente processi naturali di mutazione, che avvengono costantemente a livello di genoma della vite, ma che sono resi meno frequenti dal fatto che moltiplichiamo questa pianta per innesto e non per seme, quindi limitando la variabilitร genetica (e con essa la probabilitร di mutazioni favorevoli) per avere il gusto che identifichiamo come quello tipico dei vitigni che apprezziamo storicamente e commercialmente.
Con le TEA รจ possibile mantenere il gusto dell’uva, qualunque sia la cultivar, ma migliorando la resistenza della pianta a stress idrico e fitopatie, come lโoidio e la peronospora, con una conseguente riduzione dellโuso di agrofarmaci.
La prima pianta di Sangiovese TEA รจ attualmente in fase di crescita in vitro nei laboratori del CREA di Conegliano Veneto, con sperimentazioni in campo previste a partire dal 2027. La varietร ottenuta รจ stata realizzata per resistere efficacemente agli stress idrici e all’oidio.

Questo passo avanti riapre anche una questione piรน ampia: la posizione di Coldiretti sullโinnovazione scientifica appare oggi piรน articolata, e per certi versi contraddittoria. Se da un lato lโorganizzazione sostiene con decisione la ricerca sulle TEA, dallโaltro continua a opporsi fermamente alla carne coltivata e a sostenere politiche protezionistiche in altri ambiti agroalimentari fondate sulla promozione della tradizione come preferibile a priori.
Un atteggiamento che evidenzia una linea non sempre coerente nellโaccettazione delle innovazioni biotecnologiche, distinguendo tra quelle considerate โcompatibiliโ e altre respinte su basi piรน ideologiche che scientifiche.
Un segnale di cambiamento, comunque, si era giร intravisto nel 2024, quando alla messa a dimora del primo Chardonnay ottenuto con TEA, sviluppato dallโUniversitร di Verona, era presente anche il presidente di Coldiretti Ettore Prandini con il professor Mario Pezzotti. Quel campo sperimentale fu perรฒ successivamente vandalizzato: un episodio che riflette un clima di diffidenza antiscientifica radicato da anni nel dibattito pubblico italiano. Un clima che non puรฒ essere superato rapidamente, ma che rende ancora piรน significativo (e apprezzabile) il fatto che i vertici del principale sindacato agricolo italiano stiano oggi rivedendo, almeno in parte, le proprie posizioni.
Se tra i promotori della ricerca sul vitigno a bacca nera simbolo della Toscana c’รจ senz’altro la sangimignanese Letiziaย Cesani, volitiva guida di Coldiretti Toscana, tra i protagonisti scientifici del progetto figura Riccardo Velasco, direttore del Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia del CREA. Velasco รจ uno stimato esperto di genomica vegetale: ha guidato importanti progetti internazionali sul sequenziamento del genoma della vite e di altre specie frutticole, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo di strumenti avanzati per il miglioramento genetico. Il suo lavoro si colloca al centro della transizione verso unโagricoltura piรน sostenibile e basata sulla conoscenza scientifica.
I primi risultati della sperimentazione sono stati presentati in occasione di Vinitaly, lunedรฌ 13 aprile alle ore 15, durante lโincontro Sangiovese tra tradizione e innovazione: il ruolo delle TEA per una viticoltura piรน sostenibile. Una piantina ancora fragile rappresenta un avanzamento tecnologico, ma anche un banco di prova per la capacitร del sistema agricolo italiano di conciliare innovazione, sostenibilitร e coerenza nelle proprie scelte strategiche.
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