Sostenibilità

Le cantine italiane consumano ancora troppa elettricità. Arriva il vademecum per evitare gli sprechi

Il 90% dell’energia utilizzata dalle aziende vitivinicole è elettrica con un fabbisogno che supera i 500 milioni di kilowattora l'anno. Ma secondo Enea ci sono i margini per migliorare: ecco come

  • 29 Aprile, 2026
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Il consumo energetico del comparto vitivinicolo italiano supera i 500 milioni di kWh all’anno. Quantità simili, per citare un esempio su tutti, a quelle che ogni anno si risparmiano in tutta Italia passando dall’ora solare all’ora legale.

Si tratta di consumi che hanno un impatto sui bilanci economici e che incidono soprattutto sulle piccole e medie imprese, che rappresentano circa l’80% del settore. Su questo tema delicato, in anni di incremento dei costi di produzione, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha presentato al recente Vinitaly 2026 una guida per supportare le aziende vitivinicole italiane nella riduzione dei consumi energetici e migliorarne la produttività.

Ridurre i consumi e migliorare la produttività

Il volume, a cui ha collaborato Confimi industria, suddivide gli interventi per grado di maturità tecnologica: tecnologie trasversali consolidate, sistemi per ottimizzare il processo produttivo e tecnologie emergenti. Per ciascuna soluzione, fornisce indicatori tecnico-economici precisi a seconda della dimensione dell’impresa vitivinicola: investimento richiesto, risparmio energetico atteso, tempo di recupero dell’investimento. Ad esempio, si va dai sistemi di refrigerazione ai vantaggi di un’installazione fotovoltaica, dall’uso di pompe di calore geotermiche fino ai sistemi di illuminazione degli ambienti di lavoro.

Una tipica ripartizione dei consumi elettrici in cantina vede l’energia elettrica destinata prioritariamente alla gestione termica: i processi fermentativi e i trattamenti post-fermentazione sono i centri di costo energetico predominanti. Il 50% dei consumi è riferito alle fasi di fermentazione e stabilizzazione, il 25% all’affinamento, il 15-20% al confezionamento e l’8-10% ai servizi ausiliari.

foto credits: Free Pik

Sostenibilità economica

L’analisi dei consumi reali delle cantine è stata condotta in collaborazione con l’enologo Mario Ragusa, dell’Istituto regionale del vino e dell’olio della Regione Siciliana. Ed evidenzia margini di miglioramento significativi. Circa il 90% dell’energia utilizzata in cantina è elettrica, mentre i sistemi di refrigerazione e controllo termico rappresentano circa il 50% dei consumi complessivi. Molti degli interventi di efficientamento esaminati presentano bassi tempi di ritorno rendendo l’investimento economicamente sostenibile.

«Adottare pratiche energetiche responsabili, in un mercato globale sempre più attento alla sostenibilità, rappresenta un fattore determinante di posizionamento competitivo – è il commento di Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento efficienza energetica di Enea – e questa guida dimostra come la collaborazione tra mondo della ricerca e sistema produttivo sia un elemento chiave per trasformare l’innovazione tecnologica in un vantaggio concreto e misurabile per le imprese».

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