Nolo

"Ecco perché al mio ristorante propongo anche vini senza alcol". Cristina Bowerman rompe il tabù

La chef di Glass Hostaria apre alla tipologia, nonostante la reticenza di tanti altri ristoratori: "Le richieste sono aumentate vertiginosamente"

  • 15 Aprile, 2026
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«Il mio primo mocktail in carta l’ho introdotto nel 2019, per poi estendere ad altri prodotti, come Vermut e Martini tutto senza alcol. Per cui, ad un certo punti ci siamo chiesti “perché no vino dealcolato”?».
Se la ristorazione italiana sembra ancora scettica nei confronti dei vini dealcolati, la chef  Cristina Boweramn di Glass Hosteria appartiene a quella minuscola fetta della torta (appena 2,7%) che crede nella proposta zero alcol. Di questo trend ha parlato a Vinitaly, nel talk sul vino Nolo dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly.

Al ristorante aumenta la richiesta di vini zero alcol

«Negli anni passati la proposta era fatta di belle schifezze. Oggi, nonostante la difficoltà nel reperirli ne abbiamo in carta un paio e sono decenti». Ma chi beve questo tipo di prodotto? «Come ristoratrice posso dire che ogni sera ci sono almeno due tavoli che ce li chiedono. Le richieste sono aumentate vertiginosamente dopo il Covid, ma di certo non vanno a prendere la fascia di mercato di chi beve alcol. È un po’, come Netflix – continua – quando è arrivato in Italia il cinema ha temuto per il peggio. Invece le persone che vanno al cinema sono aumentate».

L’esempio degli Stati Uniti

Bowerman ricorda che quando lavorava negli States, c’erano persone che, nelle cene di gruppo, fingevano di bere alcolici, prendendo invece acqua tonica con ghiaccio e limone per non essere esclusi. «Anche per questo motivo che ho voluto una proposta zero alcol in carta. Esiste una categoria  – “untapped” si dice in americano – che non è stata ancora presa in considerazione, ovvero le persone, che anche solo per una sera e per motivi loro preferiscono consumare un no alcol. Attenzione – continua la chef  – quello che berremo nei prossimi anni ci dirà chi siamo il nostro status. D’altronde chi avrebbe mai detto che ne 2026 i vestiti di seconda mano potesse esser considerate di un certo status? Oggi è così. E noi siamo contenti di aver intrapreso questo percorso di ricerca dei vini zero alcol e di sapere che a breve arriveranno degli ottimi vini sul mercato italiani». Un tondo + 90%, secondo le stime dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly.

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