Un bicchiere di vino può cambiare sapore grazie alla musica? Secondo un nuovo studio dell’Università di Pisa e del Consiglio Nazionale delle Ricerche la risposta è sì. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Foods, dimostra che la musica dal vivo influenza in modo significativo il piacere percepito durante una degustazione di vino.
Gli studiosi hanno analizzato il comportamento di circa 250 partecipanti coinvolti in cinque serate pubbliche chiamate “5 Wednesdays of Emotions”. Durante gli eventi i presenti hanno degustato diversi vini italiani mentre un trio jazz eseguiva dal vivo brani strumentali con “mood” diversi; melodie malinconiche e rilassanti oppure energiche e motivazionali. In altri momenti, invece, il vino veniva assaggiato nel silenzio totale. Il risultato più sorprendente è che la musica ha quasi sempre aumentato il gradimento del vino. In particolare, i brani ritmati e positivi hanno prodotto gli effetti migliori, facendo crescere in modo netto il giudizio dei degustatori rispetto alle sessioni senza musica. Anche le melodie più malinconiche hanno migliorato l’esperienza, ma con un impatto minore.
«Abbiamo voluto superare le tradizionali misure di psicofisica per concentrarci sugli aspetti emozionali che mettono in relazione musica e vino. Non una valutazione tecnica basata su acidità, tannini o altri parametri tipici delle degustazioni professionali, ma un’analisi di tipo emozionale: quali emozioni genera il vino e come queste cambiano quando interviene la musica, che è a sua volta una potente sorgente emotiva», ha spiegato il professor Roberto Marangoni del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, uno degli autori dello studio.

Secondo i ricercatori il fenomeno non dipende da una modifica reale delle caratteristiche chimiche del vino, ma dal modo in cui il cervello integra emozioni, memoria e percezione sensoriale. In pratica il suono agisce come un “amplificatore emotivo” capace di rendere il vino più piacevole. Lo studio evidenzia infatti una forte correlazione tra il gradimento del vino e la cosiddetta “sorpresa positiva”; praticamente quando la musica generava emozioni inattese e coinvolgenti, aumentava anche il piacere della degustazione. La ricerca si inserisce nel filone delle neuroscienze sensoriali e della percezione crossmodale che studia come i sensi interagiscono tra loro. Vista, olfatto, gusto e udito permettono al cervello di costruire un’esperienza unica in cui anche il contesto può cambiare radicalmente ciò che percepiamo.
«I risultati aprono prospettive applicative per il settore enologico e dell’ospitalità, l’uso consapevole della musica può migliorare l’esperienza del consumatore. Più in generale lo studio rafforza l’idea che il gusto sia il risultato di un’esperienza complessa in cui emozioni e ambiente giocano un ruolo determinante», aggiunge Marangoni. Gli autori sottolineano così le possibili applicazioni pratiche nel settore dell’enoturismo, della ristorazione e del marketing, e di come una colonna sonora scelta con attenzione potrebbe migliorare l’esperienza del consumatore e valorizzare persino vini semplici o poco conosciuti.
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