Quando osserviamo una bottiglia di vino, uno degli elementi che cattura subito l’attenzione è l’annata. Quel numero indica l’anno in cui le uve sono state vendemmiate. Ma l’annata è sempre obbligatoria in etichetta? La risposta è no. A livello europeo, la regola generale è che l’indicazione dell’anno di raccolta è facoltativa. Lo prevede l’articolo 120 del Regolamento (UE) n. 1308/2013.
Tuttavia, se l’azienda decide di indicarla in etichetta, deve rispettare una condizione precisa stabilita dall’articolo 49 del Regolamento (UE) n. 33/2019: almeno l’85% delle uve utilizzate deve essere stato raccolto nell’anno indicato. Per quei prodotti vitivinicoli che, per tradizione, sono ottenuti da uve vendemmiate nei mesi di gennaio o febbraio, l’annata da indicare in etichetta deve essere l’anno civile precedente.
La normativa europea, inoltre, consente agli Stati membri di rendere obbligatorie alcune indicazioni che, a livello unionale, sarebbero solo facoltative. L’Italia ha scelto di esercitare questa facoltà proprio con riferimento all’annata. L’articolo 31, comma 12, della Legge n. 238/2016 stabilisce, infatti, che l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria per i vini Dop prodotti in Italia. Non solo: gli stessi disciplinari di produzione delle singole denominazioni prevedono espressamente che l’annata debba essere indicata per tutti i vini della denominazione.

Sono però previste alcune eccezioni. L’obbligo non si applica ai vini liquorosi, ai vini spumanti — salvo quelli etichettati come “millesimati” — e ai vini frizzanti. Il termine “millesimato” si usa per quegli spumanti prodotti con vini provenienti da una specifica annata. In questo caso, proprio perché l’identità del prodotto è legata a quell’anno preciso, l’indicazione dell’annata diventa obbligatoria. L’annata è obbligatoria anche per i vini “novelli” Dop e Igp: la normativa prevede espressamente che debbano fare riferimento all’anno di produzione delle uve.
Diversa è la situazione per i vini Igt e per i vini generici, cioè senza denominazione. In questi casi l’annata è, in linea generale, facoltativa. Tuttavia, se il produttore sceglie di indicarla, deve sottoporsi a specifici controlli previsti dalla normativa nazionale.
In definitiva, dietro un semplice numero stampato in etichetta c’è un sistema di regole preciso. Per il consumatore, l’annata è un’informazione che aiuta a conoscere meglio il vino; per l’azienda vitivinicola, è un dato che comporta responsabilità, verifiche e rispetto puntuale della normativa.
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