Acquisizioni

Wine-Searcher è stato venduto al miliardario francese Olivier Goudet. Ecco cosa cambierà per il Google del vino

A quasi 30 anni dalla fondazione, la piattaforma passa di mano e pensa ad ampliarsi negli Usa. Grazie al suo database è diventato un termometro digitale per misurare l'andamento di vini e spirits su scala mondiale

  • 20 Maggio, 2026
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Il miliardario francese Olivier Goudet ha acquisito la piattaforma vitivinicola Wine-Searcher. L’operazione, finalizzata tramite la filiale d’investimento statunitense GLX U.S. Inc, rappresenta un ulteriore passo in avanti nel mondo del vino di Goudet, dopo l’acquisto del 9% delle quote dell’azienda australiana Treasury Wine Estates.

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Il futuro di Wine-Searcher

Non ci sono al momento dettagli economici sull’acquisizione. Grégory Andre, senior partner di GLX, ha descritto Wine-Searcher come «il leader indiscusso nel settore dei dati sul vino», aggiungendo che l’azienda prevede di accelerare l’espansione nel mercato statunitense. Inoltre, l’azienda ha annunciato l’intenzione di potenziare l’uso dell’intelligenza artificiale per consolidare e ampliare la propria leadership nei servizi di dati globali dedicati al mondo del vino e dei superalcolici.

Dal canto suo Wine-Searcher,  che nel 2023 era passato sotto il controllo della multinazionale di e-commerce Flaviar, ha confermato che continuerà a operare dal suo quartier generale di Auckland, in Nuova Zelanda, mantenendo attiva anche la sede nel Regno Unito.

Il ruolo di Wine-Searcher

Fondata a Londra nel 1999 da Martin Brown (che ne ha mantenuto la proprietà per 25 anni) e trasferita ad Auckland, in Nuova Zelanda, Wine-Searcher è considerata una sorta di Google del vino, dato il suo ruolo di aggregatore di informazioni.

Con oltre 18 milioni di offerte monitorate in 130 Paesi e circa 250 milioni di ricerche annuali, la piattaforma confronta i prezzi, individua la disponibilità e raccoglie le valutazioni critiche in materia vitivinicola.

Attualmente la copertura comprende vino (62% delle inserzioni), liquori (26%) e birra (6%), oltre a bevande pronte da bere (RTD), sakè e altre categorie. Nel tempo è diventato un pilastro per la market intelligence dei grandi investitori globali. Attraverso strumenti all’avanguardia come il riconoscimento ottico delle etichette, la società rappresenta oggi una sorta di termometro digitale per misurare l’andamento e il valore del mercato dei vini e dei distillati su scala planetaria.

 

 

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