Per decenni Carlo Petrini si รจ fatto carico di una parte scomoda che tanti altri, piรน o meno consciamente, gli hanno lasciato volentieri: quella morale. Certo, era rassicurante sapere che ci fosse lui a ricordare che il cibo non รจ soltanto gusto, racconto, eccellenza o tendenza. Che dietro una bottiglia, un formaggio o un piatto esistono agricoltura, lavoro, paesaggio, diritti, biodiversitร . Rispetto per i piรน deboli. Prendiamo una delle sue ultime uscite sul vino e caporalato: ยซNon compro il Barolo a 50 euro se dietro cโรจ sfruttamentoยป. Una frase semplice, eppure nessuno prima di lui l’aveva detto con tanta chiarezza. Perchรฉ Petrini non ha mai separato il piacere dalla dignitร delle persone. Oggi sembra normalissimo parlare di contadini, filiera, territori, sostenibilitร verde o rossa, identitร agricola, il mantra del cibo buono, pulito e giusto. Ai giovani vignaioli diceva: “Fate il vino che piace a voi”. Quando 40 anni fondรฒ Slow Food non esisteva nulla, nulla di tutto ciรฒ. E noi non saremmo qui a scriverne: sarebbe molto diversa la storia del Gambero Rosso. Qui il manifesto uscito sul primo numero del Gambero Rosso, allora supplemento del Manifesto. Era il 16 dicembre 1986. Bonilli, Petrini, Cernilli e Piumatti tracciavano la strada.

Da sinistra a destra: Carlo Petrini, Daniele Cernilli, Gigi Piumatti e Stefano Bonilli. Sullo sfondo il ristorante Da Romano a Viareggio. Photo credit: Franco Dammicco
Prima con Arcigola e poi con Slow Food ha innalzato e responsabilizzato il ruolo del gastronomo, ha fornito chiavi di lettura, ci ha insegnato che cibo e vino hanno sempre un impatto agricolo, sociale, economico, politico. E dentro quella spinta iniziale รจ nato anche il Gambero Rosso, pur tra divisioni, differenze e strade che col tempo si sono separate. Tra i ricordi, mi resta dentro una sensazione precisa: quel silenzio. Chi cโera se lo ricorda bene, parlo delle presentazioni della guida Vini d’Italia al Lingotto di Torino. Lโattesa quasi spasmodica, poi, Petrini prendeva la parola e nella sala calava un silenzio religioso. Aveva una capacitร attrattiva e di leadership senza eguali, a un certo punto non era piรน la presentazione di una guida di settore. Era un rito, ascoltavamo il racconto di un mondo cui volevamo appartenere. Trasporto puro. Non si parlava soltanto di vini, ristoranti o prodotti. Trasmetteva unโidea di qualitร della vita, di comunitร , di appartenenza, di valori condivisi: una visione umana prima che enogastronomica. Ma che meraviglia รจ la parola presidio. Ha avuto la forza di trasformare un termine militare in un simbolo di difesa della biodiversitร , dei saperi e sapori in estinzione.
Negli anni questo mondo รจ cresciuto enormemente. Sono arrivati corsi specialistici, tanto storytelling, social, nuovi contenuti, marketing, anche parecchia fuffa. Eppure, dentro questa crescita, la cosa piรน rara รจ rimasta proprio quella che Petrini ha incarnato fino alla fine: la coerenza. Da direttore del Gambero Rosso mando un abbraccio sincero a tutti i โcuginiโ di Slow Food. A quelli che ci sono stati, a quelli che ci sono oggi e a quelli che continueranno a esserci. Perchรฉ al di lร delle differenze, delle discussioni, delle strade diverse prese negli anni, esiste una base comune che resta fortissima: un certo modo di guardare il cibo e il vino, le persone, la terra, il tempo, il significato stesso dello stare a tavola.
Non ho avuto modo di conoscere di persona Petrini. Avevamo ipotizzato un incontro poche settimane fa. La malattia l’ha fatto saltare. Restano alcune domande appuntate e soprattutto il desiderio dโincrociare il suo sguardo per condividere anche solo un bicchiere di Barbera. In fondo, molte risposte le ha tracciate nei suoi libri, nelle sue battaglie e soprattutto nel modello che ha fondato. Slow Food cammina, rilancia, tiene insieme una rete nazionale e internazionale.ย LโUniversitร di Pollenzo ha formato e continua a formare gastronomi curiosi e consapevoli, elevando il livello tutto il settore. ร un’ereditร veramente preziosa. Toccherร a tutti noi coltivarla, al di lร di tanti buoni propositi.
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