I trabocchi sono macchine da pesca. D’Annunzio li descrisse ne Il trionfo della morte come dei «ragni colossali»; poetico, ma un po’ inesatto considerando che si tratta del simbolo di una cultura contadina che ha imparato a vivere tra terra e mare. Proprio sulla Costa dei Trabocchi, ai piedi dell’eremo dannunziano nel territorio di San Vito Chietino, è nato un nuovo progetto che punta a mantenere saldo il legame tra terra e mare: il trabocco La Chiave sul Mare.

Si tratta dell’ultimo investimento del gruppo Marfisi Carni, realtà abruzzese con sede a Treglio attiva nell’allevamento, macellazione e distribuzione di carni, con 5.000 mq di stabilimento produttivo e oltre 800 punti di distribuzione in tutta Italia. Un’azienda che ha radici negli anni Quaranta, quando Angiolino Marfisi avviò l’attività, per poi lasciare il testimone al primogenito Antonino: quest’ultimo ha deciso di investire nell’ospitalità coinvolgendo l’intera famiglia. La Chiave dei Trabocchi è un albergo affacciato sul mare rinomatissimo in zona, che ora può fare affidamento anche su un trabocco.
A coordinare le tre strutture è Lorenzo De Nardis, direttore del gruppo e figura chiave nello sviluppo del progetto. Sua è stata la scelta di portare in cucina Alfio Giotta: il cuoco pugliese voleva avvicinarsi a casa e l’idea di scommettere su un luogo così iconico era difficile da rifiutare. Così è approdato in Abruzzo portando con sé l’intera squadra di cucina (Ettore Giotta, Rocco Tinelli e Luigi Leone). In sala, Rosamaria Procacci Leone, maître e sommelier nonché compagna di vita di Alfio (anche lei proveniente da Langosteria).

Alfio Giotta arriva a San Vito Chietino con una filosofia di cucina semplice: materia prima di qualità e tecnica a favore di un diretto accesso al gusto. L’ostentazione è lasciata allo scenario: una piattaforma da neanche quaranta posti con le reti ad argano funzionanti, sospesa sul mare, collegata da una passerella di corda e legno alla ciclabile. Ci si arriva solo a piedi, oppure grazie a un breve transfer su risciò che viene messo a disposizione (con autista, che pedala).
Tavoli larghi, mise en place senza tovaglia e con ceramiche decorate (dove stona un logo gigante nei piatti), buona fattura per bicchieri e posate, con centrotavola di fiori recisi. L’affaccio è sulle mille sfumature dell’Adriatico, mentre ad accogliere gli ospiti lato terra ci sono gli sguardi attenti di Giulia Di Nella e Miriana Di Michele.
La cucina di Giotta unisce le sue origini alla tradizione abruzzese, con una consapevolezza che va sottolineata: non esiste una letteratura gastronomica legata ai trabocchi. Si stanno tracciando ora gli inizi di una nuova tradizione, destinata a rimanere. Con Giotta, si comincia con l’Insalata d’amare, elegante insalata di mare tiepida ricca di frutti di mare; buona la Triglia con ristretto di brodetto alla “sanvitese” e davvero appagante la Minestra di pasta mista con crostacei e piccoli pesci di scoglio. Il Rombo al verde, ostriche e piselli chiude il percorso prima di arrivare a un dessert di gran carattere: Mandorla e limone, un gioco di consistenze e gusti che gratifica a ogni morso.
Alfio ha una bella mano, sa trattare la materia e puntare sul gusto di ogni elemento. Il suo piatto iconico qui sarà il Riso patate e cozze (dei trabocchi), ma il viaggio è appena iniziato. Si mangia con percorso degustazione obbligatorio, otto portate compresi i tre assaggi di amuse bouche. Il costo del menù è di ottanta euro escluse bevande, con un cestino del pane e grissini fatti in casa (nonostante una cucina di appena quindici metri quadrati). Quasi tutti i trabocchi sono su concessioni demaniali soggette all’arco temporale di apertura della stagione balneare, quindi circa fino a ottobre ed è sempre consigliabile la prenotazione (specialmente nei mesi estivi).

Rombo al verde, ostriche e piselli
Il servizio è attento, l’atmosfera è rilassata, il personale molto preparato ma accogliente: si respira un’aria informale e piacevole, nonostante la grande cura dei dettagli. La carta dei vini è molto incentrata sul territorio, dagli spumanti ai pochi rossi, con grande spazio ai rosati.
La Costa dei Trabocchi non è ancora una destinazione gastronomica compiuta, ma è uno dei territori più interessanti dell’Adriatico. Tra mare, ospitalità e una cucina che cerca una propria identità, si stanno scrivendo le prime pagine di una nuova tradizione. La Chiave sul Mare è uno dei progetti che vale la pena seguire. E già oggi, da solo, vale il viaggio.
Trabocco La Chiave sul Mare – Contrada San Fino 31, San Vito Chietino (CH) – Tel. +39 340 338 9361 – Aperto a pranzo e cena.
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