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La pizza romana di Tajo conquista Udine

Dopo quasi 10 anni al seguito di Gabriele Bonci, Federico Lodolo lascia Roma per trasferirsi a Udine. Dove ha appena aperto Tajo, la pizzeria al taglio in perfetto stile capitolino.

  • 08 Gennaio, 2019
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Dal suo vecchio lavoro, da dipendente, alla nuova avventura come imprenditore sono passati 20 giorni. Ma sono stati i 10 anni precedenti che hanno consentito a Federico Lodolo di aprire Tajo, la pizzeria a taglio che ha portato a Udine la romana in teglia, sullo stile di Gabriele Bonci.

Da Roma al resto del mondo

Del resto Lodolo โ€“ 38enne di Pertegada โ€“ ha passato la maggior parte dei suoi anni romani al seguito proprio di Bonci. โ€œDal 2010โ€ precisa โ€œda Pizzarium al Panificio, dall’apertura a Chicago, al Mercato Centraleโ€, piรน altre avventure che negli anni hanno portato il Michelangelo della pizza e il suo team in giro per il mondo. Proprio queste esperienze lo hanno convinto che โ€“ considerata conclusa la parentesi romana e deciso che i tempi erano maturi per un’attivitร  in proprio โ€“ voleva rimanere entro i confini italiani. La differenza vecchio e nuovo mondo c’รจ, e si sente: โ€œquello che doveva essere uno stimolo verso l’estero, in realtร , mi ha fatto rivalutare quel che c’รจ qui in Europa: il senso dell’accoglienza, e un un modo di pensare non omologato. Poiโ€ aggiunge โ€œcon due bambine piccole, volevo rimanere in Italiaโ€. Tornando verso la zona di origine per portare la pizza in teglia capitolina โ€œanche perchรฉ Roma era inaccessibile dal punto di vista economico per me, che non ho investitori alle spalleโ€. Le dimensioni piรน ridotte della cittร  gli hanno consentito un’apertura in tempi record: โ€œho cominciato a lavorare per imbastire la cosa a ottobre, e negli ultimi giorni si รจ condensato tuttoโ€.

Patate, ricotta, insalata di mele e barbabietola

La gavetta a Roma

A Roma le prime prove in cucina โ€œquelle che fanno tutti: 16 ore di fila in stage non pagati o pagati appenaโ€ in cui imparare le basi โ€œcome tagliare patate e cipolle, o fare una parmigianaโ€. Cosa hanno lasciato queste esperienze? โ€œLa cosa basilare che impari รจ la disciplina, fondamentale per essere piรน efficiente possibile. E poiโ€ continua โ€œcome essere in ordine e puliti durante il servizio anche a fronte a grandi numeri o in una postazione precisa come la pasticceria, dove sono stato all’inizio della mia gavetta, al Duke’sโ€. Poi l’incontro con Gabriele Bonci โ€œla persona che mi ha aperto di piรน le idee, per il suo approccio, l’organizzazione e la foga del lavoro. Basta vedere i numeri di Pizzarium, il Panificio e lo spazio al Mercato Centrale di Termini per capirloโ€. Appresa questa lezione l’ha messa a frutto: โ€œHo visto la passione e l’entusiasmo con cui coinvolge i dipendenti e rende ogni occasione memorabileโ€. Sono stati anni di lavoro intenso, la cui ereditร  รจ ben presente, e non potrebbe essere altrimenti โ€œquando ti formi con una persona per cosรฌ tanti anni, la sua impronta si sente, anche se poi ci metti del tuoโ€. C’รจ stato un passaggio anche da Mazzo (minilocale di Centocelle che ha chiuso il suo ciclo memorabile il 6 gennaio scorso) proprio nel momento in cui la cucina evolveva fino a segnare una delle esperienze piรน interessanti della scena romana: โ€œcon Marco e Francesca c’รจ stata un’intesa lavorativa, affettiva e umana eccezionale. C’era anche Martina Bertoni in sala, eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, ci siamo trovati benissimo a lavorare assieme, anche se per poco tempoโ€ racconta โ€œhanno una testa che funziona benissimo, un’idea favolosa della cucinaโ€.

Prodotti e produttori

Deciso di rientrare in Friuli, comincia la ricerca del locale e dei prodotti piรน rappresentativi e di qualitร  della zona; un paio di mesi o poco piรน, ed รจ pronto per partire, complici il passaparola, contatti vecchi e nuovi, amici d’infanzia e chiunque si sia rivelato utile per allargare la rete di fornitori. Sulle farine รจ andato sul sicuro, sono quelle del Mulino Moras di Trivignano Udinese, che conosceva giร  e con cui crea la sua miscela. Mozzarella, ricotta e fior di latte sono di Latte Vivo, un’azienda di Feletto Umberto che lavora con stalle del territorio friulano, โ€œin cui non si usano insilati, e le vacche stesse non vengono stressate per sottostare a regimi di produzione imposti dal mercatoโ€; mentre continua la ricerca di altri formaggi, come l’asรฌno โ€œun formaggio che risale al 1600, conservato in una salamoia a base di panna di affioramento e saleโ€, e l’attenzione alle piccole realtร  che operano in modo etico – โ€œun discorso che mi interessa supportare e che va di pari passo con la qualitร  del prodotto finaleโ€ – come la latteria di Enemonzo, produttrice del formadi frant e del latteria stravecchio. Anche questa piccola realtร  va inserita in un contesto legato alla qualitร  dei prodotti.

Funghi, taleggio e cavolo nero

Per i salumi รจ andato a San Daniele, โ€œvoglio dare ampio spazio alla norcineria friulanaโ€, come il tipico prosciutto alla brace abbinato, per esempio, a cipolla, provola. Anche le verdure sono locali, una scelta quasi quotidiana che segue la stagionalitร  e l’offerta del mercato: โ€œnon avendo un menu fissato posso decidere quel che metto sulla pizza in base a quanto trovo di buono, per esempio qui la cicoria non c’รจ, mentre a Roma la trovi dappertutto: pazienza. Qui amano i finocchi che invece a Roma nessuno si fila piรน di tanto, li uso molto (per esempio con zucca e gorgonzola), cosรฌ come il cavolo nero che ormai considero una verdura base, come era la cicoria a Romaโ€ conclude โ€œil bello di questo lavoro รจ avere prodotti che cambiano sempre e rapporti diretti con i produttoriโ€. Ricerca simile per birre artigianali e โ€“ prossimamente โ€“ i vini.

Rustico patate, spinaci, ricotta.

L’accoglienza

A Udine ha scoperto un’enclave di romani di cui ignorava l’esistenza. Ma non sono stati solo i nostalgici dello street food capitolino ad appassionarsi alla sua proposta: โ€œho una clientela eterogeneaโ€ racconta โ€œmi pare che ai friulani la pizza in teglia piaccia, quasi anche piรน di quella tondaโ€. Anche perchรฉ era qualcosa di cui forse si sentiva la mancanza: poche pizzerie di questo genere, โ€œla pizza al taglio che si intende qui รจ soprattutto la tonda maxi venduta a spicchiโ€. La proposta รจ stata accolta con favore, โ€œle persone si sentono coccolate dalla possibilitร  di avere libertร  assoluta su quale e quanta pizza prendereโ€. E giร  cominciano ad abituarsi alla domanda: โ€œmangia qui o camminando?โ€ cosรฌ familiare per i romani. All’interno del locale ci si puรฒ anche fermare: una ventina di sedute, in aumento con sgabelli alti e mensole. โ€œLe persone si sono accorte immediatamente della qualitร  – รจ quella la parola chiave โ€“ a partire dalla materia prima. Dall’apertura fino a ora il riscontro รจ piรน che positivoโ€. Bianca e rossa sono i capisaldi, ma vanno anche molto le verdure: patate, finocchi arrostiti e purea di zucca, o crema di ceci insalata fresca di champignon semi di sesamo e succo di limone, ma anche la ripiena ai semi di sesamo con mortadella (a discrezione del cliente viene aggiunta la scorza del limone). Quando le cose saranno consolidate arriveranno i fritti: supplรฌ classici, arancini e mozzarella in carrozza โ€œmagari fatta con la polenta per rimanere collegati al territorioโ€. Ma le idee non si fermeranno qui e giร  pensa a come migliorare offerta e servizi.

Tajo โ€“ Udine โ€“ via Savorgnana, 10A – 0432 17 91 614 – http://www.tajopizza.com/

a cura di Antonella De Santis

foto Gaia Pavoni

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