Toscana

Svolta per il Chianti Docg: arriva la versione rosata insieme alla sottozona Terre di Vinci

Via libera in Gazzetta alle novità del disciplinare della Docg toscana. Il presidente Giovanni Busi: "Così entriamo in un segmento in espansione, cogliendo le sfide di mercato"

  • 16 Giugno, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Il Chianti Docg ottiene il via libera in Gazzetta ufficiale all’introduzione della versione rosata e della sottozona Terre di Vinci. Per questo rosso toscano, si apre una nuova pagina sui mercati. Le aziende avranno la possibilità di imbottigliare già l’annata 2025, ma sarà la 2026 quella di test concreto e veritiero dal lato della produzione rivendicata che, a regime, potrebbe raggiungere circa dieci milioni di bottiglie.

«Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite», spiega il presidente Giovanni Busi, sottolineando che il nuovo disciplinare è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera.

La sottozona Terre di Vinci

Le nuove regole della Docg, approvate dal Ministero dell’Agricoltura, sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Per la denominazione toscana (che quest’anno è chiamata a produrre il 20% in meno in una campagna di raccolta guidata dalla regola del contenimento dei volumi), si tratta del «più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato nel 2020 dal Consorzio Vino Chianti per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore». Va ricordato che l’ente di tutela ha messo nel cassetto il contestato progetto della Gran Selezione, che aveva creato malumori coi cugini del Gallo Nero Assieme alla versione rosata, debutta la nuova sottozona Terre di Vinci, che entra ufficialmente nella geografia del Chianti Docg accanto alle altre (Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli, Rufina). L’obiettivo della modifica è la valorizzazione di un’area di rilievo storico e vitivinicolo, legata alla terra natale di Leonardo da Vinci, dopo un lungo percorso chiesto dalle aziende del territorio.

In vigna tra i filari di vite nel Chianti Classico|vino rosso_illustrazione

Più controlli e regole più severe

Il Consorzio ha scelto anche il rafforzamento dei controlli a tutela della trasparenza e dei consumatori. Nel dettaglio, sarà obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell’Organismo di controllo prima del trasferimento delle partite di Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione. Inoltre, il disciplinare introduce la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione (vnaif) destinato alla produzione di Chianti Docg.

«Queste modifiche – conclude il presidente Busi – rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione. Da una parte, continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. Dall’altra, introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico».

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd