Bollicine

Per decenni questo vino sembrava destinato a sparire. Oggi è una delle sorprese dell'estate

La Spergola era a un passo dall'estinzione. Oggi, grazie al lavoro dei produttori delle colline reggiane, è tornata protagonista con vini fermi, Charmat e Metodo Classico sempre più convincenti. Ecco le migliori bottiglie selezionate dal Gambero Rosso

  • 25 Luglio, 2026
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La Spergola per secoli è stata presenza diffusa, familiare, poi, come molti altri vitigni autoctoni, ha conosciuto un lungo periodo di marginalità durato decenni, a causa anche della spinta verso produzioni più facili e redditizie, che quasi cancellarono la varietà dalle vigne reggiane. Eppure non è mai scomparsa davvero: è rimasta aggrappata alle colline, nei filari più ostinati, nelle mani di pochi vignaioli. La Spergola che nasce sulle colline di Reggio Emilia sotto la Doc Colli di Scandiano e di Canossa (ma non solo), quella che oggi interessa davvero, ha un’identità precisa. Il disciplinare della Denominazione, la preferisce in purezza, con un profilo che unisce finezza e immediatezza: colore paglierino, profumi delicati e un gusto armonico ben aiutato da un tono fresco e sapido. Nel bicchiere emerge la sua cifra più autentica. Non è un bianco muscolare, ma verticale, teso, con un’acidità naturale. 

Il lavoro della Compagnia della Spergola

La Spergola: da vino “di casa” a vino identitario

La svolta arriva negli anni Duemila, con studi genetici che ne chiariscono l’identità e con la nascita della “Compagnia della Spergola”, una rete di produttori che ha trasformato un vitigno residuale in un progetto territoriale. È un caso emblematico: non una singola azienda, ma una comunità. Un lavoro collettivo che ha riportato attenzione su circa un centinaio di ettari vitati, quasi tutti in collina, dove la spergola esprime la sua versione più autentica. Non si tratta solo di marketing territoriale. È un vino che dialoga con la cucina contemporanea, con la leggerezza delle preparazioni, con la ricerca di autenticità (provatela semplicemente con un pezzo di Parmigiano Reggiano e difficilmente la dimenticherete). Ma, soprattutto, è un vino che non deve reinventarsi: deve solo essere riconosciuto. Forse è proprio questo il punto. La Spergola non è una moda. È una memoria che torna presente. Una collina che, lentamente, ha ricominciato a parlare e lo ha fatto attraverso diverse voci.

foto di https://www.facebook.com/cantinafantesini/

Una rappresenta la versione ferma, per un bianco piacevole, sapido e dalla bella acidità. Poi ci sono le versioni con le bollicine e qui ci si diverte davvero: quelle spumantizzate col Metodo Charmat sono più semplici, ma impeccabili e seguono il filone della lunga e radicata tradizione emiliana. Ma c’è spazio anche per il Metodo Classico che si sta rivelando ideale per la Spergola, tanto che c’è un progetto in atto portato avanti dal Consorzio Tutela Lambrusco per la creazione di una sottozona Bianco di Scandiano, dedicato unicamente al Metodo Classico da uve Spergola.

«La Spergola è un piccolo gioiello che, sulle colline che abbracciano Reggio Emilia, ha trovato il suo habitat perfetto – commenta Claudio Biondi, Presidente del Consorzio Tutela Lambrusco – È dunque parte integrante della viticoltura in un territorio storicamente vocato, con cantine attive dai primi anni del ‘900 e una tradizione di Metodo Classico presente già dagli anni ’80, che si propone oggi con maggiore consapevolezza e visione. Da queste premesse nasce il progetto di valorizzazione che intendiamo portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di valorizzare un’eccellenza del nostro territorio e rafforzare un’identità produttiva distintiva e riconoscibile”.

foto di https://www.facebook.com/emiliawinehome/

La Compagnia della Spergola. Le cantine protagoniste

La Spergola trova la sua espressione più autentica grazie all’impegno condiviso di sette cantine della Compagnia della Spergola, realtà diverse ma unite da una visione comune: valorizzare un vitigno identitario attraverso tradizione, sostenibilità e modernità. Si passa da Fantesini, la cui la passione per la vite nasce già nel 1905 con il nonno Dante e si tramanda ancora oggi in vigneti coltivati secondo i ritmi della natura. Più recente ma altrettanto radicata nel territorio è Aljano, azienda familiare che dal 1999 lavora sulle prime colline di Scandiano, puntando su vitigni autoctoni e su pratiche agricole naturali, senza chimica di sintesi. Casali rappresenta invece la continuità di una tradizione iniziata agli albori del Novecento, quando Giuseppe Casali fondò la cantina trasformando un sogno in identità condivisa, mentre Bertolani, nata nel 1925, incarna l’evoluzione tecnologica nel rispetto dell’ambiente, con una produzione di Spergola che spazia dal frizzante al metodo classico, fino a versioni ferme.

Un forte legame comunitario caratterizza Cantina Puianello, fondata nel 1938 come progetto cooperativo: ancora oggi utilizza esclusivamente le uve dei soci, espressione diretta del territorio tra Scandiano e Canossa. Accanto a queste realtà, Reggiana unisce tradizione e sviluppo nella produzione di vini frizzanti certificati, mentre Emilia Wine rappresenta il volto contemporaneo del comparto, con uno stabilimento moderno e multifunzionale ad Arceto, capace di coniugare produzione, accoglienza e divulgazione enogastronomica.

Le Spergola in versione spumante consigliate dal Gambero Rosso

Ecco le sette Spergola, tutte di collina e (quasi) tutte appartenenti alla Denominazione Colli di Scandiano e di Canossa che si riveleranno ottime alleate per un aperitivo o cene con amici durante l’estate.

Il punteggio è espresso in centesimi

93/100

Colli di Scandiano e di Canossa Spergola Dosaggio Zero M. Cl. Vigna al Vento’18 – Aljano

Resa per ettaro molto bassa, vigna vecchia, rifermentazione in bottiglia. Sono queste le parole d’ordine del Vigna al Vento e il risultato si sente eccome. Siamo di fronte a un grande vino e il naso è li a dimostrarlo: fine, pulito, dai toni complessi di fiori e frutto bianco, su uno sfondo di crosta di pane. Poi c’è la bocca. Sapida, freschissima e di incredibile profondità.

92/100

Colli di Scandiano e di Canossa Spergola Artemis – Bertolani

Un piccolo capolavoro, grazie a uno Charmat lungo che garantisce complessità e profondità senza snaturare minimamente le caratteristiche del vitigno. Il naso è scandito da toni di fiori bianchi e agrumi, mentre la bocca è sapida, lunga, elegante, finissima nella carbonica e delineata da una bellissima acidità che caratterizza la beva e regala tanta tanta freschezza.

91/100

Colli di Scandiano e di Canossa Spergola Brut M. Cl. Ca’ Besina ’20 – Tenute Casali

Un Metodo Classico prodotto a dovere, con selezione e raccolta a mano delle uve e una vinificazione che vede la permanenza sui lieviti per ben 48 mesi. Il risultato è senza dubbio da apprezzare. Il naso si divide tra note primarie di fiori bianchi e pera e un tocco di pasticceria molto delicato. La bocca è fine, scorrevole, la carbonica impeccabile e il finale pulito.

91/100

Spergola Brut Dosaggio Zero M. Cl. ‘21 – Albinea Canali

Ed ecco l’outsider. Non è un vino della Doc Colli di Scandiano e Canossa e Albinea Canali non fa parte della Compagnia della Spergola. Ma ci auspichiamo, vista l’importanza e la storicità della cantina che possa produrre anche lei una Spergola di collina. Nel frattempo vi segnaliamo questo ottimo Metodo Classico Dosaggio Zero, dal ritmo di beva sorprendente.

90/100

Colli di Scandiano e di Canossa Spergola 1938 – Cantina di Puianello

La Cantina di Puianello è una cooperativa che lavora molto bene, puntando tutto sugli autoctoni. Il 1938, un Brut Metodo Charmat è un vino simbolo aziendale, dedicato all’anno di fondazione. Il risultato è degno del nome: profumi puliti ed eleganti che richiamano il glicine, per una bocca finissima e delicata, dove la carbonica è perfettamente dosata a un tocco di bella sapidità.

89/100

Colli di Scandiano e di Canossa Spergola Perlida – Fantesini

Un vino tipico che riesce a farci capire il carattere della Spergola, vinificata con la rifermentazione in autoclave. Il risultato convince, specie per la semplicità di beva che non scade mai in banalità. Belli i profumi, di erbe aromatiche e fiori bianchi, ancor più interessante la bocca, fresca, sapida, pulita e dal finale leggermente amaricante che non intacca però la piacevolezza del sorso.

86/100

Colli di Scandiano e di Canossa Spergola Ca’ Rocca – Emilia Wine

Un vino semplice ma di sicuro carattere, delineato da una spumantizzazione in autoclave che regala note di fiori bianchi, tra cui glicine e acacia, un tocco di buccia di limone e una sensazione di melone bianco. La bocca è fresca e sapida, molto molto snella, beverina, ma tutto sembra in equilibrio: carbonica, acidità, alcol che insieme danno una bella armonia.

 

 

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