Vini per l'estate

Il vino rosso che dovreste bere d'estate non è quello che immaginate. Ed è perfetto con il pesce

Leggero, fresco, agrumato e servito a 8-10 °C, il Lambrusco di Sorbara accompagna fritti, crudità, sushi, pizze e salumi molto meglio di quanto si pensi. Ecco le bottiglie con il miglior rapporto qualità-prezzo sotto i 15 euro

  • 24 Luglio, 2026
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Tra Modena e Reggio Emilia ormai il Lambrusco – o i Lambruschi, come bisognerebbe dire considerata la grande varietà per colore e struttura di questo vino – acquisiscono anno dopo anno una personalità sempre più definita. Dall’eleganza del Sorbara, alla carnosità del Grasparossa, passando per i profumi del Salamino, le versioni in purezza, offrono una gamma articolata, integrata da blend centrati che riescono a riassumere le caratteristiche peculiari delle tipologie, includendo anche quelle che più raramente vengono vinificate in purezza.

Nei mesi più caldi il Lambrusco giusto è quello di Sorbara

Col suo colore rosso rubino scarico o rosa chiaro e brillante, un corpo leggero, tannini quasi impercettibili e una straordinaria freschezza agrumata che ricorda il pompelmo, il ribes  e la fragolina di bosco, la spiccata acidità e la delicata effervescenza, il Lambrusco di Sorbara è uno dei vini che regalano le maggiori soddisfazioni a tavola, anche grazie alla versatilità negli abbinamenti. Servito tra gli 8° e i 10°C – a queste temperature diventa croccante e l’effetto rinfrescante viene amplificato al massimo – in estate si abbina molto bene sia ai classici salumi emiliani sia a piatti di pesce, fritti e crudità, ripulendo il palato e rinfrescando la bocca.

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© Francesco Vignali Photography

Alle diverse sfaccettature delle varietà del Lambrusco si aggiungono le molteplici metodologie con le quali viene prodotto, vale quindi anche per il Sorbara. Può essere frizzante, grazie alla rifermentazione in autoclave, ma anche Spumante, sia Metodo Charmat sia Metodo Classico, rifermentato in bottiglia senza sboccatura, i cosiddettì “ancestrali”, anello di congiunzione produttivo con il passato contadino che ha dato i natali a questo vino oggi famoso in tutto il mondo.

Il successo di questo vino è legato a un microclima unico. La zona di produzione della DOC Lambrusco di Sorbara si estende nella pianura modenese, in particolare nei terreni compresi tra i fiumi Secchia e Panaro. I suoli prevalentemente sabbiosi e limosi conferiscono al vitigno quella tipica acidità e mineralità che lo rendono inconfondibile rispetto ai Lambrusco coltivati su terreni argillosi.

Frittura di pesce? Provala con un Lambrusco di Sorbara frizzante

Il Lambrusco di Sorbara frizzante secco è un vino fine e fresco, caratterizzato da un’ottima acidità, profumi floreali e di frutti rossi, che per la sua spiccata acidità e pulizia, è ideale per sgrassare e accompagnare piatti ricchi ed elaborati: sicuramente della tradizione emiliana ma non solo. Qui ci concentriamo proprio sugli abbinamenti meno canonici (dai salumi ai tortellini in brodo) anche pensando alle alte temperature estive.

Per accompagnare una frittura di pesce, il Lambrusco di Sorbara nella versione frizzante classica è un abbinamento che non vi deluderà, più adatto della versione spumante, perché la struttura e  cremosità più accentuate andrebbero a sovrastare la delicatezza del pesce. Ovviamente sono tantissimi gli altri possibili abbinamenti,  grazie all’acidità tagliente e alla spiccata sapidità del vino, caratteristiche che puliscono perfettamente il palato dalla grassezza e dalla tendenza dolce dei piatti di mare o d’acqua dolce.

Da una buona tartare di tonno al carpaccio di pesce bianco marinato agli agrumi (come lo scorfano o la spigola); dalle ostriche e frutti di mare (cozze e vongole), dove la sapidità del vino sposa quella salmastra del mollusco, ai pesci grassi e saporiti che traggono enorme beneficio dalla freschezza affilata del Sorbara (abbinatelo a un’anguilla ai ferri o fritta).  Il Sorbara secco è un “rosso-rosato” leggero che regge benissimo anche la presenza del pomodoro e delle cotture in umido senza risultare pesante: dalle triglie alla livornese alla zuppa di pesce fino al guazzetto di cozze e vongole.

lambrusco versato in calice dalla bottiglia|Bottiglie di lambrusco allineate

Ai crudi di pesce abbina un Lambrusco di Sorbara Spumante

Per una cena in terrazza a base di crudi di pesce, in particolare il sushi, orientatevi sui Lambrusco di Sorbara Metodo Ancestrale o Metodo Classico, che ne esalta l’eleganza e richiede piatti in grado di bilanciarne la freschezza senza sovrastarla. Il Lambrusco di Sorbara spumante è perfetto anche con salumi delicati (come prosciutto crudo e culatello) o torte salate. Tra i primi piatti adatti alle giornate più calde, si sposa benissimo con risotti mantecati e piatti a base di erbe aromatiche; sul fronte dei secondi piatti ottimo con carni bianche e formaggi vaccini a pasta molle ed erborinati freschi. Accompagna benissimo la pizza Margherita, focacce o il classico gnocco fritto emiliano.

Frizzante o spumante: i Lambrusco di Sorbara da bere quando fa caldo

Ecco la nostra selezione dei migliori Lambrusco di Sorbara recensiti sulle guide BereBene e Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, che hanno un ottimo rapporto qualità prezzo, visto che costano meno di 15 euro in enoteca e negli shop on line.

 

Lambrusco di Sorbara Piria 2024 – Alberto Paltrinieri 

Lambrusco di Sorbara Leclisse 2024 – Alberto Paltrinieri 

Assoluta certezza nel variegato mondo del Lambrusco di Sorbara, Paltrinieri non delude nemmeno quest’anno. Leclisse e Piria si sono dimostrati due fuoriclasse, entrambi caratterizzati da grande finezza conferita dai profumi floreali di rosa canina con un bel frutto nitido e un sorso di nerbo, con il giusto bilanciamento tra grinta ed eleganza. La cantina si trova nel cuore del territorio del Cristo di Sorbara, tra le terre alluvionali dei fiumi Secchia e Panaro. La sua storia inizia nel 1926 con il nonno Achille, appassionato di enologia e chimico di professione, che ha dato vita alla sezione più antica dell’azienda. Successivamente, il figlio Gianfranco ha contribuito a rafforzare le fondamenta della produzione. Ora è il turno di Alberto Paltrinieri, che ha saputo valorizzare l’eredità familiare grazie anche al prezioso supporto della moglie Barbara.

Lambrusco di Sorbara V. del Cristo 2024 –  Cavicchioli

Lambrusco di Sorbara L’Ancestrale – Cavicchioli

A San Prospero, il 6 aprile 1928, Umberto Cavicchioli fondò quella che sarebbe diventata una delle realtà più importanti nel settore del Lambrusco. Dal 2011, l’azienda è entrata a far parte del grande gruppo Giv, ma la gestione rimane saldamente nelle mani della famiglia, rappresentata dai nipoti di Umberto, Sandro e Claudio. L’azienda propone un’ampia gamma di etichette, con il Sorbara che occupa sempre un ruolo di primo piano in molteplici versioni, incluso il Metodo Classico.  Nell’ampia batteria presentata ogni anno da Cavicchioli, sono spesso i Sorbara i vini che ottengono le valutazioni maggiori, e anche quest’anno non fa eccezione. A condurre le danze il Vigna del Cristo ’24, una sicurezza con le sue tipiche note agrumate di mandarino e pompelmo, equilibrio fruttato e godibilità fino all’ultimo sorso. L’Ancestrale rifermentato in bottiglia ha colore più carico e toni che vanno più verso i frutti di bosco.

Lambrusco di Sorbara Brut Et. Bianca 2024 – Zucchi

Gamma davvero convincente quella proposta dall’azienda Zucchi e sempre altissimi livelli per la linea Silvia Zucchi dedicata al Sorbara declinato in diverse variant. Molto buono l’Etichetta Bianca, versione “base” della gamma, ma che base proprio non sembra essere. Complesso, sfaccettato, elegante, si distingue anche per un ottimo rapporto qualità/prezzo. Negli anni Cinquanta, a San Prospero, Bruno Zucchi iniziò a vinificare le uve di famiglia, in un’area nota per il Sorbara. La passione per la viticoltura fu trasmessa al figlio Davide e alla moglie Maura, consolidando le radici dell’azienda. Con l’arrivo della terza generazione nel 2010, rappresentata dalla giovane Silvia, laureata in enologia a Conegliano e con esperienze internazionali, l’attività si è arricchita di nuove energie.

Lambrusco di Sorbara Brut Omaggio a Gino Friedmann 2024 –  Cantina di Carpi e Sorbara 

Lambrusco di Sorbara Brut Omaggio a Gino Friedmann FNB 2024 – Cantina di Carpi e Sorbara

Nel 2012 le due cooperative vinicole di Carpi, fondata nel 1903, e Sorbara, nata nel 1923, si sono unite. È nata così una realtà importante, con circa 1200 soci conferitori e sei stabilimenti di produzione distinti. Negli ultimi anni, il Lambrusco di Sorbara ha avuto un ruolo di spicco, ma l’intera gamma di vini merita considerazione per la sua qualità e varietà. Da sottolineare il tributo a Gino Friedmann, figura chiave nel mondo della cooperazione modenese.  La linea Premium di questa cantina emerge sempre in modo esemplare dalle nostre degustazioni. In particolare, i due Sorbara dedicati a Gino Friedmann anche nell’annata ’24 si dimostrano tra i migliori in assoluto.

Lambrusco di Sorbara Falistra 2024 – Podere il Saliceto

Buonissimo il Falistra, Sorbara di classe: un ancestrale, goloso nella beva, pimpante per acidità e dal finale pulito e secco. Piccola azienda agricola che in breve tempo ha saputo presto ritagliarsi un ruolo di primo piano nel vasto panorama vinicolo modenese. Fondata nel 2004 da Gian Paolo Isabella e Marcello Righi, nel corso degli anni ha conquistato sempre più riconoscimenti. La cura meticolosa e l’attenzione dedicata ai vigneti sono alla base della filosofia produttiva. La proprietà si estende su circa quattro ettari.

Lambrusco di Sorbara Premium Mention Honorable 2024 – Cleto Chiarli Tenute Agricole

Lambrusco di Sorbara Primevo 2024 – Villa di Corlo

Siamo abituati a vini di alto livello con Villa di Corlo, ma quest’anno ci siamo davvero sorpresi. Tra i vini assaggiati arrivati in finale, qui segnaliamo il Primevo, un grande Lambrusco di Sorbara, fresco e sottile, appagante ed armonico nella beva. Gestita da Antonia Munari, questa azienda, fondata nel 1998, si colloca a sud-ovest di Modena, in un’area particolarmente adatta alla coltivazione del grasparossa. Sui versanti più elevati, oltre i 300 metri di altitudine, vengono coltivati il pignoletto e alcune varietà di uve internazionali; tra queste, lo chardonnay, destinato alla produzione di Metodo Classico.

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