Dalla storia del ristorante modenese fortemente voluto da Luciano Pavarotti, grande estimatore dello gnocco fritto, all’elenco dei bar dove trovarlo fin dal mattino, alla ricetta base e varianti. Il nuovo libro di Luca Bonacini, giornalista e Gran Maestro della Confraternita Del Gnocco d’Oro, ruota tutto attorno a questo fragrante pezzo di pasta fritta.

«A Modena, la colazione con gnocco fritto e cappuccino è un simbolo, un rito identitario, che accompagna da decenni l’inizio della giornata nei bar e nelle pasticcerie della città. Questa usanza è diffusa anche nel vicino territorio reggiano», scrive il giornalista Luca Bonacini nel libro Il gnocco della confraternita dove fa un excursus storico e culturale di un prodotto tanto semplice – per via dei pochi ingredienti in ballo – quanto complesso: «Difficile farlo bene, infatti nel libro, oltre a segnalare 25 bar, tra Modena e Reggio Emilia, dove non rimarrete delusi, ho messo a disposizione di tutti una ricetta infallibile». Solamente acqua, farina e strutto? «Sì, poi, come sempre accade per le ricette “storiche”, ogni rezdora ha la sua variante. C’è chi ci mette un pochino di latte o chi ha abbandonato lo strutto in favore dell’olio, anche se per lo gnocchista doc che sia gnocco fritto o crescente (il primo è un disco rotondo di pasta con il foro nel mezzo, la seconda si taglia a losanghe sottili), entrambe esigono la pesante e vissuta padella nera e lo strutto». Strutto che a Modena si usa anche per le frittelle di baccalà, le frittelle e le frappe.

«Di origini antichissime, lo strutto era già conosciuto agli Etruschi, che con esso preparavano una focaccia simile alla piadina, ma anche i latini ne facevano largo uso, fino all’arrivo dell’olio di oliva», spiega Bonacini, che nel suo libro racconta anche di quella volta che Luciano Pavarotti riuscì a convincere Cesare Clò, la moglie Marisa e il figlio Luca, a gestire il ristorante accanto alla villa di Santa Maria di Mugnano, dove risiedeva il tenore. «Il locale venne chiamato Europa 92 e segnò l’inizio di un periodo straordinario che vide passare i più famosi artisti del pianeta. Qui lo gnocco c’era sempre, fritto rigorosamente nello strutto, servito a pezzetti piccoli (fu il primo ristorante a servirlo di quelle dimensioni). Non mancherà mai nei menu dei Clò e fin dai primi tempi viene servito nel monumentale carrello degli antipasti», che oggi come ieri funge da benvenuto al Club Europa 92 a Modena.
Colazione con gnocco fritto e cappuccino: è ancora viva questa tradizione? «Domanda che mi sono posto anche io, per la quale mi sono fatto aiutare da Valentina Maioli che ha lanciato un questionario online a cui hanno risposto persone tra Modena (il 74,2%), Reggio Emilia (il 19,9%) e dintorni. Ne sono usciti parecchi spunti e due dati parecchio esplicativi: la colazione con gnocco fritto e cappuccino è una tradizione soprattutto modenese ed è sentita soprattutto dalle generazioni più adulte», ma – evidenzia Maioli nel report – un ottimo 87,9% degli intervistati sa cosa sia la colazione modenese, restituendo così l’immagine di una consuetudine che resiste. E se siete in zona, il consiglio è di partecipare al contest “Miglior Gnocco Fritto 2025” in programma giovedì 13 novembre alle ore 10 alla Camera di Commercio di Modena.
www.artestampaedizioni.it/event/il-gnocco-della-confraternita/
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