In uno dei mercati più belli del mondo, a Tenerife, c’è una piccola gelateria italiana dove puoi ordinare una stracciatella, un pistacchio di Bronte o, se sei abbastanza coraggioso, perfino un gelato al brodo di paella. Si chiama Gelato del Mercato e da tredici anni porta un pezzo d’Italia tra i banchi storici del Mercato Nuestra Señora de África.

La Recova, così amano chiamarlo i residenti, è lo storico mercato alimentare municipale nel cuore di Santa Cruz. Con 45 bancarelle distribuite su due piani, rappresenta un punto di riferimento essenziale per la vendita di prodotti alimentari, non solo a Santa Cruz ma in tutta l’isola, offrendo anche la possibilità di assaggiare le specialità del posto, come il barraquito (una bevanda tipica delle Canarie) o le papas arrugadas (patate rugose) con mojo picón (una salsa piccante). Nel 2019, The Guardian lo ha inserito tra i dieci migliori mercati del mondo, affiancandolo a quelli di Fez, Gerusalemme e Singapore.
Eppure, tra banchi di frutta tropicale e negozi di fiori, non si può non fare uno strappo alla regola e ritornare in Italia per un gelato di Otto Bussetti, il proprietario del Gelato del Mercato. D’altronde, non ha sempre fatto il gelatiere. «Fino ai 30 anni ho lavorato nel settore tessile. Nel 2010, lascio il Lago di Como e parto, mi trasferisco a Madrid e inizio a lavorare in una gelateria come cameriere e poi come gelatiere. Mi piaceva il lavoro ma non la produzione, utilizzavano i semilavorati industriali: lì ho imparato come non si fa il gelato».

In seguito va a Marbella e lavora in un’altra gelateria, gestita da un italiano, che gli insegna come produrre il gelato partendo esclusivamente da ingredienti naturali. Effettivamente, da quando ha aperto la sua attività nel 2013, il riscontro c’è stato. «Il nome si è sparso tra la gente del posto, hanno cominciato ad apprezzare il prodotto e ho collaborato con circa 30 ristoranti, anche stellati. Attualmente, abbiamo due gelaterie e sette dipendenti, ormai mi occupo più della gestione che della produzione».
Gusti e prodotti italiani, come il pistacchio di Bronte, ma anche proposte con specialità locali, come il miele di palma, il gofio e la frutta tropicale. «Mi hanno sempre consigliato di avvicinarmi alle richieste dei canari, ma io devo essere il primo ad essere convinto di quello che vendo». Ma questo non significa che Otto si accontenta dei classici gusti, «spesso sperimentiamo, magari dei ristoranti ci chiedono dei gusti particolari, come il gelato alla melanzana o al brodo di paella, non il più buono ma sicuramente il più strano!».

Una vetrina con massimo 12 gusti e un’unica filosofia di lavoro: il gelato si produce quando finisce, niente scorte in congelatore, garantendo sempre un prodotto fresco e di qualità. «Facciamo sorbetti con acqua e zucchero, preservando il sapore della frutta, anche per dare più scelta a coloro che sono intolleranti al lattosio o vegani. Il gelato viene fatto con il latte fresco dell’isola, panna e zucchero».

Gelato al barraquito, al latte d’oro o ancora combinazioni di frutta e spezie, come il gusto limone e rosmarino, banana e cardamomo, albicocche con vermut e tanti altri. «Andiamo a rotazione, dipende anche dalla stagionalità, dalla frutta a disposizione. Normalmente abbiamo fissa la vaniglia, un cioccolato, anche quello bianco con il basilico, stracciatella, amarena e qualche gusto tropicale. Non siamo un’attività molto grande, ma facciamo il nostro lavoro con passione e salvaguardando sempre il prodotto».
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