Fuori confine

Il miglior gelato del mondo si fa in Belgio: dentro ci sono anche funghi porcini e pino

Christian Wu ha conquistato il Gelato Festival World Masters con Il Bosco dei Cento Acri, un gusto a base di fiordilatte, miele selvatico, pino scozzese, porcini e limone. Si è formato in Italia e ha aperto la sua prima gelateria a Bruxelles solo nel 2023

  • 15 Luglio, 2026
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Funghi porcini, pino scozzese, miele e limone. Non sono gli ingredienti di un piatto salato, ma quelli del gelato che ha appena conquistato il titolo mondiale. A crearlo è stato Christian Wu, anima della Gelateria Giotto di Bruxelles, vincitore del Gelato Festival World Masters al termine di una selezione che ha coinvolto oltre 3.500 professionisti provenienti da tutto il mondo (per conoscere le Migliori Gelaterie d’Italia, ecco la nostra guida). Il suo Bosco dei Cento Acri ha battuto in finale 33 gelatieri di 18 Paesi con una combinazione decisamente fuori dall’ordinario.

Il gelato con porcini e pino che ha vinto il titolo mondiale

A convincere la giuria internazionale è stato Il Bosco dei Cento Acri, una creazione che prende ispirazione dall’immaginario di Winnie the Pooh e dal mondo naturale. Un gelato tutt’altro che convenzionale, costruito attorno a un fiordilatte aromatizzato con miele selvatico e pino scozzese, arricchito da un crumble di funghi porcini e completato da una variegatura al limone e miele. Una combinazione audace, quasi spiazzante sulla carta, che però riesce a trovare un equilibrio sorprendente tra note balsamiche, dolcezza, acidità e sfumature umami. È proprio questa capacità di coniugare tecnica, creatività e narrazione ad aver conquistato i giudici del concorso, consacrando Wu tra i protagonisti assoluti della gelateria contemporanea.

Chi è Christian Wu, il gelatiere belga formato in Italia

Il titolo mondiale arriva dopo un percorso già costellato di riconoscimenti. Nel 2024 lo stesso Bosco dei Cento Acri aveva permesso a Wu di conquistare il titolo di miglior gelatiere del Belgio. Ma non è il solo gusto che vale la pena provare qui. Tra Pistacchio di Sicilia, intenso e privo di aromi artificiali, Nocciola di Piemonte, uno dei classici della casa preparato con nocciole piemontesi, il cremoso Fior di latte e la Fragola di Wépion, considerate tra le migliori del Belgio, omaggio al territorio, ogni gusto è preparato con ingredienti selezionati e ricercati. La vittoria rappresenta un traguardo storico non solo per il gelataio, ma anche per Bruxelles. La capitale belga, tradizionalmente associata a cioccolato, birra e pâtisserie, entra ora di diritto nella mappa internazionale del gelato artigianale.

Come il gelato artigianale italiano è diventato un fenomeno globale

Il successo di Wu conferma anche una tendenza ormai evidente nel settore: il gelato artigianale italiano è diventato un linguaggio globale. Tecniche e cultura produttiva nate nella Penisola vengono reinterpretate da professionisti di tutto il mondo, che le arricchiscono con ingredienti, territori e sensibilità locali. Nel caso della Gelateria Giotto, il risultato è un gelato che guarda all’Italia per metodo e rigore, ma che trova una propria identità nella valorizzazione di aromi insoliti e suggestioni nordiche. Wu ha aperto la prima gelateria nel 2023 nel quartiere di Ixelles, a Châtelain, una delle zone residenziali più vivaci di Bruxelles, dopo aver lasciato la sua precedente professione per dedicarsi completamente al gelato artigianale.

Per formarsi ha scelto l’Italia, lavorando accanto ad alcuni dei più importanti maestri gelatieri del Paese, tra cui il veneto Antonio Mezzalira. Quel piccolo laboratorio artigianale è diventato in breve tempo un punto di riferimento per gli appassionati del gelato italiano. A questo si è aggiunta una seconda sede a Jette, nel nord-ovest della capitale belga, pensata per portare il progetto anche fuori dai circuiti più turistici e internazionali e rivolta soprattutto a una clientela di quartiere. È forse proprio questo uno degli aspetti più significativi del riconoscimento conquistato da Gelateria Giotto: il titolo mondiale non premia una vetrina per turisti nel cuore monumentale di Bruxelles, ma una realtà profondamente radicata nei quartieri della città, cresciuta grazie al passaparola, alla fedeltà dei residenti e a una rigorosa ricerca della qualità artigianale.

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