Sanremo

Il caffè sospeso di Gaia e quello corretto di Beppe Vessicchio. Cibi, bevande e segreti del bar dell’Ariston

A Sanremo abbiamo mangiato e bevuto al bancone più inquadrato d’Italia, dove la responsabile Lucrezia Sorrenti ci ha raccontato le abitudini dei cantanti e dei presentatori prima di salire sul palco

  • 28 Febbraio, 2026
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Da 28 anni Lucrezia Sorrenti tutti i giorni – non soltanto quelli del Festival di Sanremo – arriva sorridente al bar più conosciuto (e inquadrato) d’Italia, dove lavora come responsabile. E noi l’abbiamo incontrata proprio dietro al bancone di quel bar: nel foyer del teatro Ariston, davanti ad una sfilata di tante facce note, da Patty Pravo a Laura Pausini, passando per Caterina Balivo e Giorgia Cardinaletti.

Lucrezia Sorrenti, responsabile bar del teatro Ariston di Sanremo

I presentatori di Sanremo al bancone dell’Ariston

Il suo primo Festival è quello del 1998 condotto da Raimondo Vianello: «Ricordo l’entusiasmo di allora, anche nel portare la frutta in camerino agli ospiti. Quell’anno c’era Ricky Martin che chiese addirittura di poter avere l’acqua delle Fiji: non proprio una richiesta usuale. Ad ogni modo questo non è solo un lavoro: a poco a poco capisci che ti cambia la vita».

Da quel primo febbraio ne son passati di canzoni nelle radio e di presentatori dall’Ariston e per ognuno Lucrezia ha un ricordo personale: «Pippo Baudo veniva sempre al bar, mentre Carlo Conti non lo vediamo molto. Fiorello è molto simpatico, così come lo vediamo in tv: ci ha intervistato nel Sanremo a porte chiuse, quello del Covid. Il presentatore che, però, mi è rimasto più nel cuore è Gianni Morandi: una persona meravigliosa ed empatica, che si ricordava tutti i nostri nomi. A fine Festival, chiese lui a noi una foto ricordo».

Cosa si mangia al bar dell’Ariston

Ma cosa mangiano e bevono artisti, orchestrali e tutto l’entourage della kermesse più famosa d’Italia? L’offerta del bar – sia durante il Festival sia nel resto della stagione teatrale – è varia (e molto conveniente): panini, insalate e ovviamente le specialità liguri come la torta verde (pasta sfoglia ripiena di riso con carciofi o con zucca o trombette) e sardenaira (focaccia condita con acciughe, capperi, aglio incamiciato e origano).

Ma è il beverage a fare la parte del leone. Nella settimana del Festival, l’alcol va a fiumi, come è facile immaginare con in testa Aperol spritz (proprio a Sanremo quest’anno è scoppiato l’Aperol gate) e gin tonic. «Ma sono soprattutto i giornalisti ad ordinarli – rivela la barista – mentre i cantanti non bevono molto, almeno non qui al nostro banco».

Il caffè mosca di Beppe Vessicchio

La bevanda più bevuta resta, però, il caffè, tra l’altro a un prezzo che sembra bloccato a Sanremo del ‘98 (un euro a tazzina): «Arriviamo a farne 480 al giorno. E sono soprattutto gli orchestrali a ordinarlo, anche se negli ultimi tempi molti stanno optando per il decaffeinato: il tempo passa anche per loro – sorride Lucrezia – e le abitudini cambiano».

A proposito di abitudini, ce n’è una che riguarda il compianto maestro Beppe Vessicchio: «Chiedeva sempre caffè corretto con sambuca e tre chicchi di caffè. Il cosiddetto caffè con la mosca perché i chicchi galleggianti ricordano proprio l’insetto da cui prende il nome. Vessicchio veniva spesso qui a trovarci: di lui abbiamo tutti un ricordo meraviglioso».

Il caffè sospeso di Gaia e le chiacchiere con Anna Oxa

Il “bar del Festival” compare anche in diversi filmati, come in quello di Fiorella Mannoia che, anni fa, coinvolse tutta Sanremo per il videoclip della sua canzone, bancone dell’Ariston compreso: «A noi il Grande Fratello ci fa un baffo – scherza Lucrezia – Con la Mannoia abbiamo cantato tutti assieme e ricordo che alla fine pagò un caffè per tutta l’orchestra».

Ma sono tantissimi i cantanti passati da qua: «Di solito vengono prima delle esibizioni». La più simpatica? «Gaia (dopo la partecipazione dello scorso anno, quest’anno è stata protagonista della serata cover insieme a Levante; ndr) che lasciava sempre un caffè sospeso: un’usanza del Sud rivolta a chi non può permetterselo. Probabilmente viene dalle sue origini sudamericane». La più fredda? «Annalisa». I più agitati? «Little Tony e Bobby Solo, a cui preparai una camomilla prima dell’esibizione per calmarli».

Ma uno degli aneddoti più carini riguarda Anna Oxa: «Ricordo un anno in cui non volle rilasciare nessuna intervista: non parlò con nessuno della stampa, ma rimase con noi al bar per oltre un’ora a fare conversazione». D’altronde, si sa, il bar è il luogo di ritrovo per antonomasia. E a Sanremo ancora di più.

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